Napoli, Rafael portiere titolare: “Reina un maestro, ho superato gli infortuni grazie a Gesù”

Lo scorso anno vice di Reina, in questa stagione pronto a difendere la porta del Napoli da numero 1

Forse non tutti lo sanno, ma il portiere titolare del Napoli, ossia la squadra che, insieme a Juventus, Roma, Milan e Inter, si candida a lottare per lo scudetto nella prossima stagione, ha 24 anni e si chiama Rafael (nella foto con Lorenzo Insigne). In Italia il brasiliano ex Santos ha giocato davvero poco (11 presenze con la maglia del club azzurro) e per questo c’è attesa (e un pizzico di timore da parte dei tifosi partenopei) per le sue prestazioni da numero 1. L’anno scorso, quando era vice di Pepe Reina (ora tornato dal prestito in Inghilterra) ha esordito in Serie A subendo tre gol contro l’Udinese (gara finita 3-3) e in Champions League contro l’Arsenal (partita vinta 2-0 al San Paolo) ed è riuscito a non far perdere mai la sua squadra. Poi il grave infortunio con la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Oggi il suo posto da titolare al Napoli non sembra in discussione, nonostante le voci recenti sull’arrivo di Diego Lopez dal Real Madrid e la presenza di Mariano Andujar, di ritorno dal Catania.

A La Gazzetta dello Sport, Rafael ha assicurato di stare benissimo e di sentirsi “più forte di prima”. Dopo aver definito Reina “un maestro”, Rafael Cabral Barbosa (questo il nome all’anagrafe) ha raccontato di aver superato i gravi infortuni subiti finora in carriera grazie alla fede religiosa:

Grazie a Gesù, che mi ha dato la forza. Già al Santos in prima squadra, a 16 anni, in allenamento un compagno di squadra mi ruppe una gamba. Ma furono i mesi più belli della mia vita, perché in quell’occasione conobbi la fede. Gli infortuni contro lo Swansea e quello al gomito del 2010, che mi fece saltare l’Olimpiade, li ho superati così. Pregando.

Quindi ha rivelato di aver perso la mamma quando aveva 13 anni:

Sono cresciuto in fretta. I miei genitori hanno fatto tanti sacrifici. Mia mamma mi mandò a giocare a patto che studiassi. Ho mantenuto la promessa.

Adesso è il momento di dimostrare che i 5 milioni di euro spesi l’anno scorso da De Laurentiis per prelevarlo dal Santos sono stati un investimento lungimirante.