Pato attacca il Milan: “Mi rompevo per colpa loro”

Alexandre Pato, attualmente in prestito al San Paolo, torna sulla sua esperienza in Italia e accusa lo staff di Milan Lab per i frequenti infortuni

Alexandre Pato, 25 anni, torna a parlare di Milan. Dopo essere rientrato in Brasile, il centravanti ha vissuto un’esperienza con rendimento altalenante al Corinthians, che al termine dello scorso campionato ha deciso di cederlo in prestito al San Paolo. Fermo attualmente a 18 presenze e 8 marcature con il nuovo club, il ‘Papero’ ha alternato giocate e belle reti e clamorosi errori sotto porta, anche se la condizione fisica, dalla cessione del Milan ad oggi, sembra essere migliorata e gli infortuni divenuti meno frequenti. Il motivo? Secondo Pato è presto detto: al Milan lo curvano male e in fretta, esponendolo inevitabilmente a ricadute che gli hanno così impedito, dopo un ottimo inizio, di proseguire l’avventura italiana ai suoi livelli.

Sentitosi “scaricato” dal club rossonero, Pato ricorda l’esperienza italiana evidenziando quelli che secondo lui sono stati gli errori dello staff atletico e di Milan Lab, anche se continua a nutrire affetto nei confronti di Silvio Berlusconi, il patron del Milan, che lo ha sempre trattato come un figlio e che per un certo periodo di tempo è stato anche suo suocero, allorquando il ‘Papero’ era il compagno dell’attuale amministratore delegato, Barbara Berlusconi.

“Perché sono tornato in Brasile? Semplice – dice Pato all’Estadao di San Paolo – , per guarire dai miei infortuni. In Italia non mi hanno saputo curare. Ho fatto tutto quello che mi dicevano la squadra e i medici, ma più mi sforzavo di guarire, più mi facevo male di nuovo. Ho girato il mondo per curarmi, ma hanno fatto sempre tutto in fretta, rimandandomi in campo troppo presto e io mi rompevo continuamente. Però quando sono tornato in Brasile, dopo una settimana stavo già bene, chissà come mai”.

AC Milan v Genoa CFC - Serie A

A dire il vero anche in Brasile l’attaccante ha subito qualche infortunio muscolare, ma mai con la frequenza con la quale si fermava al Milan nel triennio 2010-2013. Ovviamente, non è tutto rose e fiore nemmeno ora che Pato è rientrato nel suo Paese, poiché se in Italia incontrava problemi dal punto di vista fisico, l’ambientamento nel campionato brasiliano non è stato immediato.

“Problemi tattici – ammette l’ex Milan – , più che altro. Ma ora sto bene, non ho problemi e voglio tornare in nazionale. Al San Paolo le cose stanno procedendo alla grande e spero di rimanere qui a lungo, per giocare il Mondiale del 2018”.

Di tornare al Corinthians, dunque, non se ne parla, soprattutto dopo quanto accaduto lo scorso anno, allorquando il tifo organizzato del Timao invase il centro sportivo della squadra tentando di mettere le mani addosso ai calciatori accusati di scarso impegno in campo. Vicenda che è ormai solo un brutto ricordo per Pato, che chiude l’intervista con un pensiero per Silvio Berlusconi:

“Mi ha sempre trattato bene, con affetto. E fa così con tutti, è davvero una persona speciale”.