Bologna, gli americani accusano Tacopina: non solo guai finanziari

A Bologna è tornato l’entusiasmo: dopo mesi e mesi di sofferenze, la società emiliana è passata nelle mani dell’americano Joe Tacopina. Non si fa in tempo a festeggiare, però, che dagli Stati Uniti d’America rimbalzano già notizie molto scomode sul conto dell’avvocato. Un collega di Tacopina, oltre che l’ex commissioner della polizia della ‘Grande Mela’, accusano il neo-presidente rossoblu di “negligenza nell’esercizio della sua professione”. Il Daily News, addirittura, sostiene che l’avvocato Tim Parlatore abbia anche chiesto al tribunale statale di Manhattan il congelamento di tutti i beni di Tacopina, che sarebbe fuggito all’estero proprio per mettere il suo patrimonio al sicuro.

In mezzo, c’è una strana storia di violenza sessuale: un’avvocatessa del Connecticut, infatti, lo aveva ingaggiato per chiedere un risarcimento danni nei confronti dell’ex socio, che avrebbe abusato di lei. Secondo la collega, Tacopina avrebbe patteggiato la cifra di un milione di euro senza interpellarla. Oltre a non ritenere la cifra congrua, la signora ha anche scoperto che l’attuale presidente del Bologna era da un anno anche socio in affari del legale che avrebbe commesso gli abusi. Non è tutto, nella causa depèositata in tribunale, emerge chiaramente il fatto che Tacopina abbia pure ritardato il pagamento del milione di dollari alla sua assistita poiché si trovava costantemente in difficoltà finanziarie.

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Bernie Kerik, ex commissioner della polizia condannato a quattro anni nel 2010 per frode e anch’egli in passato cliente di Tacopina, accusa invece l’avvocato di gravi negligenze, tra cui anche l’aver collaborato con lo stesso procuratore che lo accusava. Roba da libro giallo, che però diventa rosa se si vanno a leggere i successivi racconti di Kerik: l’uomo accusa Tacopina di aver avuto relazioni con la moglie di un cliente e con diverse giornaliste durante il processo di Melanie McGuire, la donna condannata per aver ucciso e fatto a pezzi il marito. Il tutto, per ottenere visibilità sui media. Durante lo stesso caso, accusa ancora Kerik, Tacopina fece anche uso di cocaina e antidolorifici. L’avvocato del presidente del Bologna, Judd Burstein, ha già annunciate querele.

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