Kazu Miura, 47 anni e non sentirli: ancora gioca da professionista

Il tempo pare essersi fermato per Kazu Miura, primo giapponese della Serie A quando venti anni fa approdò al Genoa: a 47 anni ancora gioca.

Quando si dice la passione: Kazu Miura non ha assolutamente intenzione di appendere gli scarpini al chiodo e alla non più verdissima età di 47 anni, ha firmato un contratto annuale col Yokohama FC, squadra giapponese che attualmente milita in Serie B: l’ex genoano, negli annali in quanto primo nipponico del campionato italiano, diventa così il più anziano calciatore professionista del mondo, levando lo scettro del primato allo statunitense Brad Friedl, il portiere di riserva del Tottenham nato nel 1971; ora Miura, se il fisico glielo consentirà, potrà seriamente puntare al primato di tutti i tempi stabilito nel 1965 quando il leggendario Stanley Matthews, poi nominato Sir, decise di dire basta col calcio all’età di 50 anni e 5 giorni, all’epoca vestiva la maglia dello Stoke City.

Altri tempi (nel caso di Matthews), altri ruoli (in quello di Friedl), per Miura il tempo pare davvero essersi fermato; dopo la parentesi con l’Espolada Hokkaido, calcio a cinque, torna in pista intenzionato a farlo da protagonista, e non da ex atleta sull’orlo del dimenticatoio in cerca di pubblicità. D’altra parte la sua storia parla da sola: a 15 anni saluta baracca e burattini e intraprende un viaggio avventuroso in Brasile, riuscendo a diventare calciatore nella patria del pallone (vestendo anche la maglia del glorioso Santos); solo allora fece ritorno in patria a Kawasaki da cui ripartì per l’avventura italiana al Genoa (un gol nel derby, come potete vedere nel video), che per una serie di circostanze non fu memorabile (complice anche un infortunio al volto per “colpa” di Franco Baresi).

Ma si parla di venti anni fa, nel frattempo Miura ha vinto un campionato in Croazia, è diventato un mito in Giappone e ha continuato a correre su e giù per il rettangolo verde cercando di fare gol; d’altra parte a 45 anni era già riuscito a segnare con la maglia della Nazionale nipponica, lui che ne era stato un pilastro per un decennio in cui aveva messo in fila quasi cento presenze. Insomma, un personaggio davvero singolare del mondo del calcio che ha saputo far parlare di sé ancora una volta: finirà mai le energie e la voglia di tirare calci a una sfera? Kazu Miura, ad oggi, non sembra neanche pensarci.