La Supercoppa al San Paolo davanti a 25 mila tifosi: la festa del Napoli – Video

La festa dopo il trofeo conquistato ai danni della Juventus

di antonio

Un San Paolo gremito da quasi 30 mila tifosi del Napoli ha salutato gioiosamente i calciatori di Rafa Benitez che hanno sfilato con la Supercoppa in mano. Gli azzurri hanno regalato un giorno di festa ai propri sostenitori e inaugurato il 2015 mostrando la Supercoppa vinta il 22 dicembre a Doha, ai danni della Juventus. Non è bastato il settore dei Distinti a contenere la gioia dei tifosi azzurri perché i ritardatari si sono accomodati in curva B, settore aperto in un secondo momento. Il primo ad uscire dagli spogliatoi è proprio il tecnico spagnolo che impugna il trofeo vinto contro i rivali della Juve. “E’ bello – ha commentato Benitez – cominciare l’anno così. E’ una bella festa che i tifosi meritavano”.

Il San Paolo parte con l’immancabile coro ‘Chi non salta juventino è’ e con “‘O surdato ‘nnammurato”, poi compare uno striscione dedicato a Ciro Esposito, il tifoso deceduto dopo gli incidenti del 3 maggio prima della finale di Coppa Italia, e al capo ultras Gennaro De Tommaso, conosciuto come Genny a’ carogna: “Che nel 2015 nessuno tentenni… un anno da leoni per Ciro e Genny”. Molti gli incitamenti per Gonzalo Higuain, uno dei più acclamati della squadra campana.

Hamsik, Mertens e Strinic si allenano e il croato si guarda intorno con la consapevolezza di esser sbarcato in uno stadio caloroso. Il neo acquisto ha commentato su Twitter: “Finalmente sono a Napoli. Questa è una città bellissima“. Callejon, Gargano, Albiol e Koulibaly guidano il resto della squadra nel giro di campo. Il burrascoso rapporto tra la tifoseria e la società sembra vivere una tregua e De Laurentiis ripensa alle frasi dette la scorsa estate, che forse avevano illuso qualcuno:

“Prima o poi lo scudetto arriverà, ma non perché arriveranno uno o due giocatori dal mercato. Si vince quando c’è un fronte unico composto da squadra, società e tifoseria. Lo scudetto ci sarà quando l’ambiente sarà maturo. Un errore che mi riconosco è aver detto durante il ritiro di Dimaro che avremmo vinto lo scudetto. Sulla razionalità del presidente è prevalsa la passione del tifoso: mi sono lasciato prendere la mano”.