Quattro giorni alla fine del mercato: il punto sulle 20 squadre di A

Manca poco alla chiusura del mercato di riparazione: a quattro giorni dal gong un giudizio en passant sulle venti società di Serie A.

Secondo tutti gli allenatori, nessuno escluso, il mercato di gennaio dura troppo e distrae i giocatori per l’intero mese di gennaio; i direttori sportivi invece approfittano dei trenta giorni a loro disposizione per sonnecchiare nelle prime tre settimane salvo poi scatenarsi istericamente agli sgoccioli tra prestiti improbabili, “pagherò” buoni per il bilancio e tifosi naturalmente disorientati. Manca ormai poco al gong di chiusura, lunedì il dado sarà tratto per la gioia di chi questo valzer di voci non lo ama particolarmente e la disperazione di chi invece ci ricama sopra a suon di ascolti tv, giornali venduti e click sui più disparati siti web.

Al netto della situazione di classifica dopo un intero girone, le venti società di Serie A hanno adottato le strategie più diverse: chi si è rinforzato per battere il ferro caldo (Sampdoria) o per aggiustare situazioni disperate (Parma), chi invece aveva lavorato bene in estate è rimasto a guardare facendo poco per non dire nulla. Analizziamo dunque velocemente (il resoconto dettagliato lo risparmiamo per il 2 febbraio a giochi fatti) chi ha messo fieno in cascina e chi invece si è rilassato, senza dimenticare che il weekend potrebbe stravolgere giudizi e condotte, come accade ormai da qualche anno tra fax dell’ultimo secondo, connessioni internet scadenti e accuse retrograde.

Le squadre istericamente attive

Le milanesi si sono mosse repentine e facendo molto rumore, entrambe portando nella capitale italiana della moda diversi giocatori: l’Inter si è rinforzata (forse) con Podolski, Shaqiri e Brozovic e ora aspetta un difensore, il Milan ha piazzato subito il colpo Cerci in cambio di Torres e ha poi puntellato con Suso e Bocchetti ed ha quasi chiuso per Destro (Galliani attivissimo anche in uscita). Mosse violentemente le acque anche in casa Samp con un Ferrero scatenato (qui il dettaglio), nonostante i problemi societari non è rimasto a guardare il Parma a caccia di uomini salvezza (da Varela a Nocerino fino al Cebolla Rodriguez e al già infortunato Lila), menzione finale per il Cagliari con Marroccu e Gulini che oltre a Zola hanno preso i vari Cop, Husbauer, Brkic e Gonzalez dal Verona.

Le squadre pacatamente attive

La Fiorentina ha preso Rosati come secondo di Tatarusanu, quindi ha puntellato il reparto offensivo col ritorno della coppia di fatto Diamanti-Gilardino e si sta preparando psicologicamente all’addio di Cuadrado; mosse secche e in anticipo per il Napoli con Strinic e Gabbiadini (l’anomalia è rappresentata dal “titolo definitivo” col quale sono stati presi), attente e implacabili anche le varie Atalanta (Pinilla e Emanuelson, più il riscatto dell’ottimo Zappacosta), Empoli (Brillante ma soprattutto Saponara), Genoa (Niang e Tino Costa ma serve ancora una punta vera) e soprattutto Lazio che ha lavorato anche in prospettiva bloccando Morrison e Hoedt, più l’arrivo di Mauricio, il rientro di Perea e non finisce qua perché urge sostituire Djordjevic con un nuovo attaccante.

Le squadre al palo malvolentieri

A questo gruppo appartengono i club che dovrebbero puntellare e avrebbero voluto farlo, ma ancora non son riusciti a piazzare la zampata. La Roma per una volta non cannibalizza il mercato e Sabatini non è stato in grado di chiudere alcuna trattativa (non per il futuro) per aggiustare l’attacco, ma almeno ha riscattato Yanga-Mbiwa dal Newcastle; trova difficoltà anche Sogliano dell’Hellas Verona, Greco e Fernandinho è un po’ troppo poco per puntare a una salvezza tranquilla, non va meglio però a Nember del Chievo (per ora è arrivato solo Christiansen) che si è concentrato soprattutto sulle operazioni in uscita e dovrebbe far esplodere i fuochi d’artificio sul filo di lana. Clamoroso poi l’immobilismo del Cesena che non ha piazzato uno che sia uno in fatto di colpi in entrata e sì che ne avrebbe bisogno per sperare di mantenere la categoria.

Le squadre al palo con convinzione

La Juve alla fine prenderà Sturaro e se Giovinco va subito a Toronto una punta in grado di sostituirlo per lo meno numericamente, ma i Campioni d’Italia non avevano incombenze, così come hanno potuto sonnecchiare Bonato e Petrachi, rispettivamente ds di Sassuolo e Torino (per il momento scommessa Maxi Lopez vinta, ma l’argentino parte sempre bene prima di scoprire la movida cittadina); anche il Palermo è rimasto a guardare anche se dà segnali di ripresa tra rinnovi contrattuali (Maresca, Andelkovic e Vazquez) e volti nuovi (l’ex Siena Jajalo e Velazquez dall’Indipendiente), infine ci si aspettava qualcosa di più dall’Udinese ma in Friuli i parametri per valutare il mercato sono sempre diversi rispetto alla norma.

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