Parma: niente bonifici, codici irregolari

Il Parma viaggia a vele spiegate verso il fallimento: le promesse del nuovo patron Giampietro Manenti, se le sta portando via il vento giorno dopo giorno e a quanto pare nell’ambiente la situazione è ormai insostenibile. Dopo aver concesso una proroga qualche giorno fa, i giocatori sono ora pronti a mettere in mora la società, nei confronti della quale la Procura ha già avviato istanza fallimentare. Nei giorni scorsi il club gialloblu si è visto pignorare alcuni mezzi per pendenze passate, ma non sono da escludere altre azioni clamorose. Oggi si terrà un importante consiglio d’amministrazione e il presidente Manenti sarà sostanzialmente isolato, poiché i soci di minoranza hanno deciso di starsene a casa.

Una situazione tragicomica se si pensa che alcuni calciatori si sono recati presso la filiale più vicina della loro banca con il codice CRO fornito da Manenti ed hanno fatto una “sensazionale” scoperta: il codice è irregolare e non fa riferimento ad alcun bonifico. Tradotto in italiano: i soldi non ci sono. La preoccupazione, dunque, sale di ora in ora, anche perché è a rischio la regolarità del campionato e anche il sindaco Pizzatori è sceso in campo recandosi ieri a Roma dal presidente Figc Carlo Tavecchio. Oggi, alla presenza del sindacato Aic di Tommasi, Manenti mostrerà a tutte le parti in causa, compresa la Figc, i documenti bancari che testimonierebbero la sua buona fede, ma ormai la credibilità del presidente è ai minimi storici.

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Particolarmente agguerriti sono i calciatori, che hanno parlato per bocca del capitano Alessandro Lucarelli. Senza usare mezzi termini, il difensore ha minacciato azioni di squadra:

"Ieri abbiamo parlato con il Presidente - racconta Lucarelli - , ci ha spiegato che il problema è fare arrivare i soldi. Ci ha detto che ci sono, ma ormai la pazienza la stiamo perdendo. E' arrivato il momento dei fatti anche perché abbiamo dato una scadenza precisa. Adesso dobbiamo muoverci da squadra. La presenza della FIGC? Mi viene da ridere, perché si è parlato di partita a rischio con l'Udinese e ora c'è da capire se tengono al Parma o solo alla regolarità del campionato. Ora ci parliamo, vediamo che dicono. Abbiamo superato il limite, sembra che qualcuno si sia svegliato però...".

Nelle casse del Parma ci sarebbero solo 40 mila euro e perfino la partita di domenica pomeriggio contro l’Udinese sarebbe a rischio: la Lega potrebbe anticipare dei soldi alla dirigenza gialloblu prendendoli da un fondo di garanzia istituito per le squadre che retrocedono, ma potrebbe non bastare.

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