Milan: ecco l'offerta degli arabi

Gli arabi pronti a comprare il Milan, o almeno una sostanziosa fetta delle sue quote azionarie. Dopo i malesi, che avrebbero offerto 970 milioni di euro per avere il controllo totale del club rossonero, questa volta a muoversi sarebbe una cordata araba interessata ad investire 300 milioni di euro per il 30% del club milanese. Il ‘Diavolo’ dunque, continua ad attirare le attenzioni dei magnati asiatici e mediorientali, che dispongono di quei soldi liquidi che ormai scarseggiano dalle nostre parti. La famiglia Berlusconi, dal canto proprio, si è sempre detta disposta a trattare l’ingresso di nuovi soci, pur volendo mantenere il controllo del pacchetto di maggioranza.

Ecco perché, la nuova offerta, sarebbe più interessante rispetto a quella dell’imprenditore Bee Taechaoubol, a capo di cordata di Singapore che tempo fa avrebbe proposto a Silvio Berlusconi l’acquisto dell’intero pacchetto azionario per 970 milioni di euro. Secondo quanto scrive oggi ‘Tuttosport’, la cordata araba avrebbe mostrato interesse per il 30% delle azioni del Milan, per le quali offrirebbe 300 milioni di euro. Una cifra importante e perfettamente in linea con la valutazione fatta dall’attuale proprietà rossonera.

silvio berlusconi milanello

Stando a quanto specifica ancora il quotidiano sportivo torinese, la cordata araba sarebbe composta da imprenditori con interessi nell’intrattenimento e nelle costruzioni, supportata anche sostegno bancario. Gente seria, insomma, e affidabile, proprio il tipo di partner di cui ha bisogno la società Milan. Non che i malesi non lo siano, anzi, a garantire per Taechaoubol e il suo gruppo, c’è anche Fabio Cannavaro, ex pallone d’oro e attuale allenatore del Guangzhou, che ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport:

"Come organizzatore è strepitoso, a Bangkok ha realizzato un evento calcistico davvero eccellente - ha affermato l'attuale allenatore del club cinese Guangzhou Evergrande - In quella occasione mi disse 'Mi piacerebbe comprare il Milan', e io gli risposi, in un momento nel quale De Laurentiis sembrava potesse lasciare, 'Perché non il Napoli?'. Ritengo abbia un interesse reale e rappresenti anche un gruppo più grande. Di più non so".

La palla è sostanzialmente nelle mani di Silvio Berlusconi, in questo periodo molto preso da una ‘riorganizzazione’ dell’asset del gruppo Fininvest. Un riordino che riguarda sostanzialmente tutte le aziende della famiglia e il Milan non sarà escluso.

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