Parma spacciato: altri due punti di penalizzazione

Il Parma è ormai con più di un piede in Serie B: non bastassero tutti i guai societari che il club deve fronteggiare, oggi è arrivata la sentenza del Tribunale della Federcalcio che ha inflitto ai gialloblu la seconda penalizzazione stagionale. A Donadoni e i suoi sono stati tolti altri due punti in classifica per inadempienze nei pagamenti degli stipendi ai tesserati. Con lo stesso provvedimento, la giustizia sportiva inibisce per 4 mesi l’ex presidente Tommaso Ghirardi e il dg Pietro Leonardi, che ha rassegnato le dimissioni dal proprio incarico proprio qualche giorno fa.

Dopo essere stato penalizzato di un punto ad inizio stagione, il Parma si vede dunque sottrarre altri due punti, rimanendo fanalino di coda della classifica di Serie A con 9 (e non più 11) punti. L’ennesima mazzata nei confronti della squadra, che quei punti li aveva comunque conquistati sul campo e che se li vede sottrarre per colpa della mala gestione da parte dei dirigenti. Ad oggi, tra l’altro, non si intravede la luce in fondo al tunnel visto che ieri il nuovo patron Giampietro Manenti ne ha fatta un’altra delle sue.

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Atteso in Tribunale per mostrare il piano di risanamento del Parma, nessuno lo ha visto e giovedì 19 marzo è stata concordata la data per procedere con il fallimento. In assenza di piani alternativi, sarà nominato un curatore fallimentare che dovrà gestire i 5 milioni di euro stanziati dalla Lega Calcio di Serie A per il prosieguo del campionato. Intanto, nuove indiscrezioni sulla gestione del Parma nell’era Ghirardi: secondo la ‘Gazzetta di Parma’ per spalmare su più anni gli esosi stipendi di alcuni calciatori, l’ex presidente offriva appartamenti di proprietà di un'immobiliare che fa capo al padre. Tra i giocatori che avrebbero usufruito di questo trattamento, Cristian Zaccardo, che ha ottenuto sette appartamenti, mentre uno a testa per l’ex capitano Morrone, Pavarini, Lucarelli e alcuni dirigenti, tra cui anche Leonardi e Preiti.

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