Parma: Manenti chiede a Proto 5 milioni, trattativa saltata

Il Parma rimane nelle mani di Giampietro Manenti. L’incontro tenutosi a Milano con Alessandro Proto, si è concluso con un nulla di fatto, dopo la richiesta del patron gialloblu di 5 milioni di euro. Il vertice si è tenuto presso la sede della Proto Enterprises Ltd London, in Piazza Castello a Milano, ma a quanto pare Manenti è stato irremovibile e dopo aver acquistato il Parma con un euro, ha rifiutato la proposta di 500 mila euro: "Ci ritiriamo. Manenti vuole 5 milioni, cifra assurda", fa sapere con una nota il gruppo che fa capo a Proto.

In attesa dell’udienza presso il tribunale fallimentare e la nomina di un curatore, è saltata dunque la trattativa tra Manenti e Proto: l’immobiliarista aveva fatto sapere nei giorni scorsi di essere disposto ad acquistare la società e di accollarsi tutti i debiti lasciati dalle precedenti gestioni. Manenti, aveva già smentito di voler passare la mano, anche di fronte ad un’offerta allettante da 500mila euro: "Non mollo, mi presenterò in tribunale", aveva detto il presidente dei gialloblu, che però on si è presentato qualche giorno fa in tribunale per proporre il piano di rientro.

Parma FC Press Conference

Oggi c’è stato l’ultimo capitolo di una storia che diventa ogni giorno più triste: a Milano Manenti ha incontrato Proto, discutendo per tre ore senza arrivare a nulla di concreto. Ad un certo punto, nel pomeriggio, si erano sparse voci in merito a contrasti non incolmabili. La trattativa continua? Niente affatto, perché alle 18 Proto dirama un comunicato con il quale annuncia la rottura:

"Manenti ha chiesto 5 milioni per la cessione delle società. Cifra assurda. Ci ritiriamo dalla trattativa".

Il destino del Parma è segnato: lo stesso Donadoni ha dato un ultimatum al presidente Manenti alla vigilia della trasferta di Sassuolo (gara poi persa dai gialloblu con un punteggio ampio):

"Aspettiamo la scadenza del 19 - ha detto l’allenatore - Se non paga è finita".

Manenti promette soldi ormai da diverse settimane, ma le sue carte non sembrano essere in regola e la scadenza del 19 ormai è imminente: ancora pochi giorni e una città intera conoscerà il destino di una gloriosa società, letteralmente distrutta nel giro di qualche mese.

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