"Manenti vive con la pensione della madre": parla l'ex socio

Il presidente del Parma Giampietro Manenti è stato arrestato per reimpiego di capitali illeciti: un epilogo drammatico per la società emiliana, anche se erano in molti a non fidarsi del nuovo patron ducale, tra cui il sindaco Federico Pizzarotti. A poche ore dall’arresto da parte della Guardia di Finanza, l’ex socio Fiorenzo Alborghetti è stato raggiunto dai giornalisti a cui ha raccontato alcuni dettagli della vita privata di Manenti:

"Millantava capitali senza averne. Vive con la pensione della madre - rivela Alborghetti - , la moglie fa la badante".

Nonostante fin qui si fosse dimostrato un personaggio sopra le righe, che ha fatto nel giro di poche settimane tante promesse mai mantenute, in pochi si sarebbero aspettati addirittura un epilogo come quello di stamane con l’arresto.

"Non mi aspettavo l'arresto - prosegue l’ex socio - ma avevo la sensazione che si trattasse di una persona che al massimo millantasse di avere dei capitali senza avere niente in mano, anche se da quello che traspare non è esattamente così. La moglie fa la badante, vivono con la pensione della madre. Però meglio così, ce lo siamo tolti di mezzo".

Una situazione surreale che alla vigilia dell’udienza presso il tribunale fallimentare, scuote la squadra e la città intera. Una volta appresa la notizia dell’arresto del presidente, in rappresentanza della squadra di Roberto Donadoni, ha parlato il capitano Alessandro Lucarelli, che sostanzialmente parla di incubo senza fine.

"Non vedo l'ora che finisca tutto - dichiara a Sky Sport - , sta diventando una farsa e posso dire con semplicità che si tratta di un vero schifo. Parma sta prendendo ogni giorno bastonate come città e come squadra. Avremmo voglia di chiudere tutto quanto, è da novembre che non sappiamo se la domenica giocheremo e se lo facciamo è solo grazie ad alcune persone che ci vengono dietro".

manenti-Parma

Nel giro di poche settimane, Manenti ne ha combinate di tutti i colori: dopo aver promesso i soldi per settimane - "due-tre giorni al massimo e arrivano" - aveva fornito ai calciatori il CRO dei bonifici rivelatosi in banca farlocco. Il fermo amministrativo dell’auto per non aver pagato delle multe e la trattativa poco chiara con Proto, l’assenza in tribunale qualche giorno fa quando avrebbe dovuto presentare il piano di risanamento, avevano dato ulteriori conferme della poca affidabilità del presidente, nei confronti del quale il sindaco Pizzarotti non è mai stato tenero. Dopo la notizia dell’arresto, il primo cittadino di Parma si è nuovamente scatenato via Twitter, con un messaggio che non le manda a dire:

"Lo dissi da subito: a #Parma nessun spazio per i disonesti. Nessun sciacallo tocchi i parmigiani, la citta' e la nostra squadra. #SaveParma".

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