Barzagli ritrova l'Italia dopo la paura: "Pensavo di non poter più giocare"

Il difensore della Juventus parla del suo infortunio che lo aveva quasi portato ad interrompere la sua carriera.

Ad Andrea Barzagli sono bastate tre apparizioni in campionato e una in Champions League, dopo l'infortunio che lo ha tenuto a lungo fermo, per convincere Antonio Conte a richiamarlo in nazionale. Il difensore centrale della Juventus sarà un pedina importante per l'Italia. Già con la maglia bianconera ha dimostrato di essere in ottime condizioni, prima con il Borussia Dortmund e poi con il Genoa, è suo un intervento difensivo prodigioso su Perotti nei minuti finali della sfida contro i rossoblu. Il giocatore ha incontrato oggi a Coverciano i giornalisti e ha voluto ripercorrere un po' le tappe del suo recupero, un percorso tutt'altro che scontato, con molti momenti difficili da superare:

Ho vissuto un periodo molto difficile, pieno di alti e bassi e anche di brutti pensieri, pensavo addirittura di non poter più giocare per il dolore che avevo, per fortuna adesso sono qui e sono felice di esserci. In certi momenti mi sono sentito come un corpo estraneo dalla squadra, mi mancava tutto, dal ritiro a mangiare con i compagni, c'è di peggio nella vita, comunque è stata dura. Il momento peggiore? A metà settembre, ero fermo da una settimana per dolorini normali. Ricominciai a correre, ma mi fermai subito. Feci nuovi esami, e arrivò la botta: frattura da stress che riguardava l'osso operato (calcagno destro). In pratica, 3-4 mesi di stop totale e un mese di stampelle. Pensavo di crollare, invece ci misi appena un paio di giorni per ritrovare la giusta testa e ripartire con la rieducazione L'obiettivo è arrivare agli Europei poi penso che chiuderò con la Nazionale, avrò 35 anni, non ho quel qualcosa in più che hanno Buffon e Pirlo, e poi l'Italia dovrà ringiovanirsi e confido in talenti come Rugani, Romagnoli ed altri.

Alla fine l'annuncio del suo probabile addio all'azzurro, qualcosa tutto sommato comprensibile per uno reduce da oltre sei mesi di stop e non più giovanissimo. Un altro argomento caldo di questi giorni è stata la convocazione di Vazquez e Eder, i due cosiddetti oriundi che hanno fatto discutere l'Italia del pallone. Tra i critici l'allenatore dell'Inter Mancini, Conte ha già detto la sua, oggi è toccato a Barzagli:

Non vedo perché debba essere fatta polemica sulla convocazione dei giocatori oriundi: se sono bravi, se possono darci una mano, sono i benvenuti in Nazionale. I giocatori oriundi nelle Nazionali ci sono sempre stati, ci sono delle regole. Se uno è convocabile e sta facendo bene con il proprio club credo che possa indossare senza problemi la maglia della Nazionale.

Con abilità da attaccante ha invece dribblato un altro argomento scomodo e cioè la sentenza della Cassazione sul caso Calciopoli. Il difensore ha detto di essersi fatto un'idea ma preferisce tenerla per sé, anche perché all'epoca non era una giocatore della Juventus e anche la società bianconera era totalmente diversa. Parla invece delle recenti polemiche scatenate dal Napoli che, dopo il pareggio con l'Atalanta, non ha esitato a parlare di campionato falsato: a suo modo di vedere, e lo sottolinea con molto rammarico, le polemiche sono del tutto esagerate. Si concentra poi sulla stagione della Juve, sugli impegni che li attendono, sullo scudetto quasi conquistato e sul sogno chiamato Berlino:

Per quanto riguarda la Juve, da quattro anni stiamo dimostrando grande costanza e grande mentalità, per questo siamo lassù, dispiace che la Roma abbia avuto delle difficoltà pensando alla battaglia che per un po' c'è stata tra noi e loro, ma la Juve ha fatto il suo. L'addio di Conte poteva essere uno shock, ma la società è stata brava in 24 ore a trovare un nuovo allenatore che ha portato nuove idee ed ha spinto il gruppo a responsabilizzarsi ancora di più. La Champions? L'anno scorso abbiamo fatto una brutta competizione, ora c'è un'altra spinta e con il cambio di allenatore un'euforia diversa. Proveremo a sorprendere, visto dove siamo è giusto credere e guardare alla finale di Berlino pur sapendo che ci sono club più forti e conterà anche la fortuna.

E a Allegri da Vinovo sarà certamente contento di sapere di poter contare su uno come Barzagli per le prossime partite, soddisfazione che per una volta potrà condividere con il ct Conte, anche lui sicuramente felice di riavere Barzagli a sua disposizione.

> at Coverciano on March 24, 2015 in Florence, Italy.

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