Benitez lascia il Napoli: "Il mio ciclo è finito"

Rafa Benitez chiuderà il prossimo weekend la sua avventura al Napoli: l’annuncio era nell’aria ma si è avuta l’ufficialità nel corso della conferenza stampa tenuta oggi a Castel Volturno assieme al presidente Aurelio De Laurentiis. Sarà un anno zero per il club partenopeo, perché come annunciato dal patron azzurro, andrà via anche il diesse Riccardo Bigon. Possibile che il nuovo allenatore e il direttore sportivo del futuro, siano annunciati nei prossimi giorni e presentati assieme la settimana prossima. Intanto, c’è da registrare l’addio di Benitez, che andrà quasi certamente a raccogliere l’eredità di Ancelotti al Real Madrid:

"Questa conferenza stampa è stata convocata per dirvi addio. Il mio ciclo qui al Napoli è terminato - ha detto il tecnico spagnolo - ma prima voglio salutare tutti con una vittoria domenica con la Lazio e con i tre punti che possano regalare a tutti i tifosi la Champions League. E' sempre triste lasciare un posto dove ti trattano molto bene, sono sempre stato coinvolto dai tifosi e della città. Come ha detto il presidente De Laurentiis erano due anni che ero lontano dalla mia famiglia, ho provato a convincere mia moglie, ma non era facile e per questo ho deciso di lasciare e di cercare di finire bene la stagione. Il ciclo è finito e De Laurentiis giustamente si doveva guardare intorno".

Quella di Benitez, dunque, è stata una scelta dettata da questioni familiari: il progetto e i soldi passano in secondo piano.

"Ripeto, la famiglia è stata decisiva nella mia scelta. Il Napoli e De Laurentiis hanno fatto uno sforzo importante per essere vicini a grandi obiettivi. La crescita c’è stata in questi due anni, ma un allenatore vuole sicuramente sempre di più".

Rafael Benitez - Napoli

Durante la conferenza stampa, Benitez e De Laurentiis si passano sostanzialmente il microfono: il patron conferma che si è trattato di una scelta di cuore e che esattamente come avvenne due anni fa, c’è già il sostituto, ma per conoscerne il nome dobbiamo ancora attendere:

"Quando presi Benitez nel maggio del 2013 - dice il presidente del Napoli - fui molto colpito ed affascinato dal suo aspetto internazionale. Due anni fa feci un contratto di un anno più un'opzione di un altro anno. L'anno scorso rinnovò per un altro anno, ma già sapevo che a fine stagione ci avrebbe lasciato, la famiglia lo reclama in altre sedi. Così come con Mazzarri io mi sono mosso in anticipo per trovare un nuovo allenatore. Bigon dopo 6 anni avrà voglia di cambiare, lo ringrazio per tutto il lavoro fatto qui e gli auguro il meglio per il futuro. Rifondazione Napoli? Rifondare è un verbo non adeguato, preferisco usare la parola continuare. Il mio processo di internazionalizzazione continuerà".

Guardandosi alle spalle, De Laurentiis riconosce di aver fatto degli errori, ma guarda subito avanti promettendo investimenti di tasca propria per sviluppare il club da ogni punto di vista, non solo quello sportivo. L'obiettivo è quello di aumentare il valore del brand:

"A Dimaro ho commesso un grande errore annunciando che avremmo vinto lo scudetto, dicendo ciò ho disatteso le promesse dei tifosi azzurri. Noi per il sesto anno consecutivo siamo l'unica squadra italiana in Europa. Il concetto di giocare con due mediani anziché 5 è andato avanti, detto ciò il Napoli che fattura un terzo di Milan e Borussia non può pensare di pagare ingaggi di 8 milioni a cartellino. Se non ci sono soldi a bilancio che ci possiamo fare. Per la prima volta chiuderò il bilancio con 20 milioni di rosso. Presenterò il progetto di riqualificazione dello stadio mettendoci tanti milioni di tasca mia. Stiamo facendo cose importanti. Ora voglio implementare l'italianità del club, voglio costruire una cantera italiana di grande livello. Sto cercando 20 ettari di terreno per costruire un grande centro sportivo dove fare allenare prima squadra e settore giovanili. A Napoli sono arrivato 11 anni fa - prosegue - e ho trovato tanti problemi dalla monnezza alla terra dei fuochi e non sono mai stato aiutato dalle autorità locali. Detto questo il processo di crescita è continuato siamo tra i primi 20 posti del ranking Uefa ed al settimo posto mondiale dell'Iffhs, vuol dire che abbiamo fatto bene. A parte la Juventus siamo l'unica squadra italiana ad aver vinto due trofei. Alcuni giornalisti di stampo juventino questo lo devono capire. Quando sono arrivato a Napoli ho trovato giornalisti che tifavano e forse tifano ancora Juventus, Milan ed Inter che ci hanno remato e remano contro. Se vogliono continuare a darci battaglia lo facciano pure!".

Poi, riprende la parola Benitez e rivela il suo rammarico: senza qualche torto di troppo, il Napoli avrebbe potuto impensierire di più la Juve:

"Rimpianti in questi due anni? Abbiamo visto quanto è forte la Juventus, noi abbiamo combattuto ed abbiamo vinto anche un trofeo contro di loro. Hanno un fatturato molto alto e ci sono stati episodi importanti come il goal in fuorigioco all'andata che poteva avvicinarci in classifica. Sono d'accordo con De Laurentiis che dice che siamo cresciuti, abbiamo vinto due coppe, abbiamo conquistato due semifinali e ci giochiamo il terzo posto. Abbiamo sicuramente fatto anche tanti errori, ma questo è il gioco del calcio. Il bilancio mi sembra positivo, ora la cosa più importante per me è battere la Lazio. Vorrei fare anche il record di reti segnate, ora siamo a 102 reti, vorrei superare quota 104 reti dello scorso anno".

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