Milan, Berlusconi: "La Champions è un obbligo"

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Oggi Silvio Berlusconi è andato in visita a Milanello, dove ha pranzato insieme alla squadra. Il Presidente rossonero ha cercato di caricare i giocatori in vista della partita contro la Lazio, ma anche per confermare il suo sostegno nei confronti di Sinisa Mihajlovic: "Una persona forte che non si è mai abbattuta, l'ho sempre trovato molto fiducioso. Questo è un campionato particolare, vincendo a Torino saremmo a soli cinque punti dalla prima (dopo la sosta ndr). La nostra società non vai mai contro il suo allenatore e lo si è visto anche con Inzaghi".

Per Berlusconi il Milan sta crescendo nell'ultimo periodo ed ha imboccato la strada giusta per tornare grande: "Abbiamo messo da parte certi schemi di gioco che non funzionavano e adesso ci stiamo avvicinando a quello che deve essere lo stile del Milan. Serve un gioco più ragionato, dobbiamo fare più possesso palla". Al Presidente piace molto anche l'inserimento del giovane Donnarumma, sul quale non ha alcun dubbio: "È bellissimo vedere un sedicenne che è pronto per giocare in Serie A. Sarà il nostro portiere per i prossimi 20 anni, i miei successori non dovranno investire su questo ruolo, li invidio".

Come Mihajlovic, anche Berlusconi sta aspettando il rientro di Menez e Balotelli, due giocatori che potrebbero concedere maggiori scelte all'allenatore: "Con loro in campo si potrà tornare ad un modulo più offensivo. Peccato per il problema alla schiena di Menez, con lui alle spalle di Balotelli e Bacca avremmo una maggior forza offensiva. Boateng? Lui è uno che calcia da ogni posizione, sta bene e può essere un grande centravanti. Se verrà tesserato? A me piace, dipenderà dalle sue condizioni".

Per questa stagione l'obiettivo minimo è quello di piazzarsi tra le prime 3 della classifica e quindi partecipare alla Champions League del prossimo anno: "Non possiamo stare fuori dalle semifinali e dalle finali di Champions League, qualificarsi è quindi un imperativo. Se vogliamo commercializzare il nostro marchio in Oriente dobbiamo essere protagonisti in Europa e nel mondo, altrimenti non ci saranno gli introiti altissimi che vogliamo. Il nostro è un brande da un miliardo e trecento milioni, con marchandising, ristoranti e scuole calcio avremmo introiti per cento milioni l'anno e se la commercializzazione andrà bene potremo puntare sui top player, il tutto senza dimenticare che potremo essere quotati ad Honk Kong. Mr. Bee? Lui non gestisce i miei capitali all'estero, questa cosa che ho letto è allucinante".

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