Caso tamponi: l’Asl Roma 1 inguaia la Lazio?

L’Asl Roma 1 non avrebbe ricevuto dalla Lazio alcun tipo di mappatura dei contatti dei positivi, come previsto dalla legge e dal protocollo

Si complica la posizione della Lazio sul “caso tamponi”. La discrepanza tra i risultati dei test effettuati dall’Uefa e quelli del laboratorio di cui si serve il club biancoceleste hanno fatto drizzare le antenne alla Procura Federale. Gli ispettori della Figc, dopo un sopralluogo a Formello, hanno prelevato materiale relativo ai tamponi effettuati dai tesserati del club di Claudio Lotito, che non ha mai pubblicamente comunicato i nomi dei positivi. La Gazzetta dello Sport di oggi pubblica però indiscrezioni che, se confermate, inguaierebbero la Lazio, poiché non ci sarebbe stata solo una “comunicazione” limitata verso l’esterno, ma anche verso la legge e le autorità sportive.

Lazio: nessuna mappatura contatti dei positivi

Secondo quanto appreso dal quotidiano sportivo milanese, tra la Lazio e l’Asl Roma 1 ci sarebbero state solo interlocuzioni telefoniche, ma non c’è stata alcuna comunicazione formale in merito ai casi di positività tra i tesserati biancocelesti. Di conseguenza, l’Asl non ha potuto predisporre le attività di mappatura dei contatti dei positivi. Una questione fondamentale per la giustizia sportiva, perché in caso di violazione dei protocolli, le sanzioni previste variano a seconda della gravità delle condotte: da un’ammenda alla penalizzazione di punti in classifica, fino alla retrocessione in Serie B qualora il tesserato positivo abbia contagiato (e la cosa sia comprovata) altre persone.

CTS: “Un debolmente positivo è… positivo”

Un rischio che si configura in questa fattispecie, perché se non è stato possibile tracciare i contatti dei calciatori della Lazio positivi, è possibile che gli stessi abbiano contagiato altre persone. Intanto, la dottoressa Giovannella Baggio, che fa parte del Comitato Tecnico Scientifico, ha chiarito: “Nelle nostre linee guida non c’è distinzione tra debolmente positivo e positivo. Se da un tampone molecolare emerge una positività, di qualsiasi livello, il paziente è positivo e va isolato per 10 giorni”. Insomma, le indagini continuano dopo che il Procuratore della Figc Giuseppe Chinè ha convocato ieri via pec l’audizione del medico del club della Lazio, il dottor Ivo Pulcini.

Nonostante il medico del club biancoceleste sia stato già oggetto di controlli nei giorni scorsi, nel frattempo Chiné ha chiesto anche pareri scientifici sui tamponi effettuati lunedì dai giocatori della Lazio per conto dell’Uefa. I pareri raccolti sono univoci sul fatto che i calciatori fermati dall’Uefa, pur essendo risultati negativi ai test effettuati dalla Lazio, sono a tutti gli effetti positivi. Potrebbero aprirsi a questo punto vari scenari, anche su Torino-Lazio, gara che a visto i biancocelesti prevalere anche grazie ad un gol di immobile, che però ha dovuto saltare per positività la gara precedente e quella successiva di Champions League perché positivo.

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