Ceferin contro Agnelli: la Superlega fa saltare il banco dell’Uefa?

Il presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin, ribadisce la linea dura e attacca personalmente il presidente della Juventus

Aleksander Ceferin conferma la linea dura dell’Uefa nei confronti di chi ha aderito alla Superlega, ma soprattutto attacca personalmente Andrea Agnelli. Il presidente della Juventus, senza tanti giri di parole, viene accusato di essere stato “falso”, facendo sostanzialmente il doppio gioco. Da presidente dell’Eca e membro del Comitato Esecutivo, il numero uno del club bianconero da un lato avrebbe continuato a lavorare dentro le istituzioni, ma parallelamente era d’accordo con Florentino Perez per la formazione della Superlega.

“È la più grande delusione di tutti. Non ho mai visto una persona mentire così tanto”, le parole di Ceferin a margine della riunione dell’Uefa tenutasi oggi per confermare il nuovo format della Champions League dal 2024. “Ho parlato con lui sabato, mi ha detto che erano solo voci, poi ha detto che mi avrebbe richiamato e invece ha spento il telefono. L’avidità è così forte, ma siamo diversi. Avevano tutti firmato la nostra riforma quindi non so se devo veramente dire cosa penso di loro”, ha aggiunto il dirigente sloveno.

Ceferin vs Agnelli: cosa c’è di personale

Insomma, finisce un’era e finisce un’amicizia importante, perché secondo quanto rivelato dal New York Times nel 2019, Ceferin sarebbe stato il padrino di battesimo dell’ultima figlia di Agnelli. “Con Agnelli c’è qualcosa di personale perché lo conosco da troppo tempo ma non pretendo che tornino in ginocchio… Non è una battaglia personale, sono sorpreso ma se volete tornare benvenuti in questo progetto fantastico”, aggiunge il presidente Uefa.

La verità è che non ci saranno passi indietro da parte della Superlega e se l’Uefa non vorrà trattare avrà solo da perderci. Ceferin, infatti, minaccia l’addio ad Europei e mondiali dei calciatori tesserati con i club che hanno fondato la nuova competizione. Una eventualità che associata alla estromissione paventata dai campionati nazionali, distruggerebbe definitivamente il giocattolo. Chi acquisterebbe i diritti TV di leghe, Europei e Mondiali ai quali non prenderebbero parte i giocatori più forti? Insomma, il banco rischia di saltare e al di là del livore personale che ora è entrato in gioco tra Ceferin e Agnelli, per il bene dell’industria converrà che le parti si mettano ad un tavolo. Del resto, non è che fino ad oggi l’Uefa sia stata la Caritas e solo i club di Superlega siano spinti da avidità…

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