Di cosa è morto Maradona? Ecco l’esito dell’autopsia preliminare

Le cause della morte di Diego Armando Maradona avvenuta il 25 novembre 2020. Ecco i risultati dell’autopsia preliminare.

Poche ore dopo l’annuncio della morte di Diego Armando Maradona, il corpo del Pibe de Oro è stato sottoposto a una autopsia preliminare alla quale hanno preso parte sei medici, tra cui un perito nominato dalla famiglia dell’ex famosissimo calciatore. L’esame autoptico si è svolto ieri sera, tra le 19:30 e le 22 locali, nell’ospedale di San Fernando.

Da questo primo esame è emerso che Maradona è morto per una insufficienza cardiaca acuta. Nel referto è stato sottolineato anche che il problema è sorto in un paziente con una miocardiopatia dilatativa. La stampa argentina specifica inoltre che l’insufficienza cardiaca ha provocato un edema polmonare acuto.

Adesso, però, gli esami sul corpo di Maradona non sono finiti. Si attende, in particolare, l’esito degli esami tossicologici, per chiarire se sono stati assunti farmaci, sostanze stupefacenti o alcol che potrebbero aver causato la morte del Pibe de Oro.

Di cosa è morto Maradona: le cause subito escluse

John Broyard procuratore generale di San Isidro, la città della provincia di Buenos Aires in cui si trova la villa di Maradona, ha subito escluso, sulla base degli esami preliminari, “ogni segno di attività criminale e di violenza” sul corpo dell’ex calciatore.

La famiglia di Maradona ha chiesto ai medici che hanno svolto gli esami di entrare in ospedale senza portarsi appresso i telefoni cellulari, questo per essere sicuri che nessuno scattasse foto al corpo di Maradona.

Chi ha visto per ultimo Maradona vivo?

L’ufficio del procuratore generale ha anche fatto sapere che l’ultima persona che ha visto Maradona è stato suo nipote Jonatan Esposito, alle 23 circa di martedì 24 novembre, poi, la mattina dopo, lo psicologo e lo psichiatra di Maradona sono entrati nella sua stanza e gli hanno parlato, ma non hanno ricevuto risposta, dunque hanno chiamato l’infermiere e hanno tentato di rianimarlo fino a quando è arrivata l’ambulanza. I medici che sono arrivati sul posto hanno anche provato a somministrargli adrenalina, ma ormai non c’era più nulla da fare per salvarlo.

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