La furia di Raiola: lascia l’Ata Hotel criticando tempi e modi del mercato italiano

Il procuratore protagonista del trafserimento di Balotelli al Milan se la prende con l’organizzazione del calciomercato in Italia, sbagliati tempi e modi.

È un Mino Raiola letteralmente infuriato quello che lascia l’Ata Hotel, la sede del calciomercato italiano teatro di trattative, corse contro il tempo e strette di mano. Il famoso procuratore italiano, olandese di adozione, ne ha per tutti, in particolare i suoi strali sono rivolti all’Italia e alla disorganizzazione che regna anche nel corso di un evento delicato e importante, in cui circolano tantissimi soldi e dal quale spesso dipendono le sorti delle squadre del nostro campionato. Le accuse, per niente velate, sono contro tutta una serie di disservizi che caratterizzano soprattutto gli ultimi giorni di trattativi, quelli in cui il tempismo è fondamentale per la buona riuscita di un affare, si va dalla scarsa qualità della connessione internet alla lentezza degli ascensori che, soprattutto quando si ha fretta, sembrano non arrivare mai:

Non è possibile! Non è possibile che affari possano saltare perché non vanno gli ascensori, non va internet. Kasami al Pescara forse salta, non lo so ma forse. Dovete capire che ogni giocatore per me è importante e lavorare in queste condizioni è inaccettabili. Questo albergo è inadeguato. Per fare trasferimenti internazionali ci vuole il TNS, un documento per il quale bisogna inserire una password su internet. Stiamo discutendo perché noi riteniamo di averlo fatto, vediamo se la Lega sarà onesta. Non va bene neanche il sistema, con il calciomercato che chiude alle 7 mentre all’estero a mezzanotte, in Russia con qualche giorno di ritardo.

Il procuratore ha manifestato la sua frustrazione prima nella hall dell’Ata Hotel, poi ai microfoni di Sky Sport. Poi se n’è andato senza salutare nessuno, riservando un abbraccio soltanto a Giorgio Perinetti, ex ds di Siena e Palermo dal quale si è congedato con un “Ciao maestro”. Nello specifico gli affari che più lo hanno tenuto impegnato sono quelli relativi al trasferimento di Salomon al Milan, il difensore è approdato in rossonero, in cambio il Brescia ha guadagnato 3,5 milioni di euro per il cartellino di cui comunque continua a detenerne la metà, la formula è infatti quella della comproprietà. E poi c’è il caso Kasami che doveva trasferirsi dal Fulham al Pescara, alla fine tutto dovrebbe essersi sistemato ma certo è che l’operazione è stata più impegnativa del previsto.

Il grande colpo di Mino Raiola è comunque il trasferimento di Balotelli in rossonero, l’acquisto di Super Mario è costato al Milan 20 milioni di euro più 3 che saranno versati come bonus nel caso del raggiungimento di determinati obbiettivi, e questa operazione da sola ha sicuramente fruttato abbastanza all’agente. Non è la prima volta comunque che l’italiano trapiantato a Amsterdam lancia pesanti accuse contro il movimento calcio italiano, da riformare sotto molti aspetti, e più in generale contro le istituzioni: solo qualche mese fa se la prendeva infatti contro la corruzione di Fifa e Uefa definendo Blatter un “dittatore demente” e Platini un “incompetente”. Il caratterino lo conosciamo tutti, è pur vero però che si possono criticare i suoi modi, non è un personaggio simpatico a pelle, ma spesso le sue critiche sono fondate e non buttate lì per il gusto della polemica.