Calcioscommesse in Australia: in dieci finiscono in manette

Anche l’Australia ha il suo calcioscommesse. Lo scandalo è scoppiato nelle scorse ore, quando dieci uomini sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta sulle partite truccate. Già i media locali parlano di ‘vergogna senza precedenti’: tra gli arrestati ci sono alcuni calciatori di origine britannica sotto contratto con una squadra di seconda divisione (Southern Stars) e un cittadino malesiano, che secondo le ricostruzioni dell’accusa si occupava di intrattenere i rapporti con i calciatori. Secondo la polizia australiana, alla base dell’organizzazione ci sarebbe un racket internazionale che avrebbe fruttato fin qui circa 1 milione e messo di euro, grazie alla collusione con agenzie di scommesse asiatiche.

A far scattare le indagini, sarebbe stata la denuncia da parte della Federcalcio australiana, che dopo aver ricevuto i dati e le statistiche dell'agenzia di scommesse svizzera Sportradar, ha evidenziato uno strano interesse estero per la Southern Stars, club di seconda divisione spesso protagonista di risultati anomali. Ora, la legge dell’Australia potrebbe incriminare i 10 arrestati per ‘interferenza nei risultati di partite’, reato per il quale è prevista la pena carceraria fino a 10 anni. Inoltre, la federazione calcistica può anche sospendere a vita i giocatori coinvolti, che avrebbero truccato le partite dell’attuale stagione, in base alle direttive dell’organizzazione criminale internazionale. Addirittura, i calciatori si mettevano d’accordo per concedere punizioni e calci di rigore a minuti prestabiliti della partita, in modo da garantire vincite ancora più alte agli scommettitori.

Secondo una ricostruzione fatta dal quotidiano ‘The Age’ di Melbourne, la mente di questo racket internazionale, dovrebbe essere il cittadino di Singapore Wilson Raj Perumal, già coinvolto nel giro del calcioscommesse ungherese e attualmente collaboratore degli inquirenti magiari. Perumal, sarebbe riuscito ad arrivare ai calciatori della serie B australiana grazie ad intermediari, convinto che fosse più facile manipolare i risultati di un campionato così ‘lontano’ senza essere beccati. Intanto, il numero uno della Footbal Federation australiana, David Gallop, difende a spada tratta il movimento calcistico del suo Paese parlando di "un episodio doloroso per tutti nello sport australiano. Gli arresti - aggiunge Gallop - dimostrano che le misure di integrità messe in atto dalla Federazione funzionano per individuare l'attività di scommesse illegali. Insieme con gli altri enti sportivi, dobbiamo sradicare i comportamenti corrotti dallo sport".

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