Buffon: "Ululati dei tifosi non sono razzisti, ma vanno puniti"

Il portiere della Juventus interpellato sulle discriminazioni nel mondo del calcio

Gigi Buffon ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport tutta incentrata sulle discriminazioni che fanno parte anche del mondo del calcio. Il 35enne portiere della Juventus ha ribadito un concetto già espresso qualche anno fa a proposito del razzismo nel calcio:

Non credo che i tifosi agiscano per odio razziale. Anche quando offendono l’avversario con gli ululati, penso che l’obiettivo sia quello di farsi sentire, di dare risalto al dissenso. Io li conosco bene, sono stato uno di loro e magari con loro ho cantato cori poco carini, so con quale spirito vengono fatti. E poi i giocatori di altre razze ci sono in ogni squadra, non avrebbe senso.

Discorso assolutamente logico da parte del capitano bianconero, che comunque tiene a precisare che, con riferimento agli ululati, "sia giusto punire severamente certe forme di intolleranza, visto pure il rilievo che in Italia si dà al calcio". Il portiere ha anche spiegato di non avere "la presunzione di comprendere fino in fondo quel tipo di sopruso" e soprattutto di non poter avere "la stessa sensibilità di chi subisce quegli attacchi" e si sente offeso.

Buffon, che ha detto la sua anche sulla cosiddetta discriminazione territoriale notando "che il confine tra lo sfottò e la denigrazione sia veramente sottile", è stato interpellato anche sull'omosessualità nel calcio:

Io non ho mai avuto la percezione di giocare con un omosessuale. E se la Juve ne comprerà uno mi augurerei solo che ci faccia vincere.

Infine, sulla multa inflitta alla Juventus per il m*rda urlato dai bambini dello Stadium ad ogni rinvio di Brkic dell'Udinese:

Non era mai stato punito quel coro lì, la multa è arrivata perché l’hanno fatto i più piccoli. Hanno voluto dare un esempio, ma credo che si sia esagerato. Il problema andava sollevato, ma in modo da spingere chi ha cantato a riflettere. Bisognava parlare non punire.

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