Milan, Seedorf: "Non voglio il posto di Galliani, con lui e Berlusconi rapporto ok. Balotelli è cresciuto"

Le parole dell'olandese: "Non voglio essere presidente, non voglio essere direttore generale, non voglio essere amministratore delegato, io voglio fare l’allenatore del Milan, è quello che mi è stato chiesto ed è quello che sto facendo"

Clarence Seedorf a sorpresa (e, stando a quanto rivela La Gazzetta dello Sport, senza averla concordata con l'ufficio stampa del Milan) ha rilasciato un'intervista a Sky, che verrà trasmessa integralmente tra pochi minuti. Intanto sono stati anticipati i contenuti e le risposte del tecnico olandese ad alcune delle domande poste da Giorgio Porrà.
L'allenatore rossonero ha provato a spiegare il significato di quanto affermato al termine di Roma - Milan quando ha detto che "in altri tempi nel Milan c’era sufficiente chiarezza”.

Sinceramente, tante cose dette e scritte, tante critiche gratuite in questo periodo, hanno causato, ovviamente, tanti titoli. La verità è che io il rapporto ce l’ho direttamente con Galliani, anche molto spesso. Sin da quando sono arrivato, mi sono sentito anche più volte di quelle che ho dichiarato pubblicamente con il presidente, anche a Pasqua ci siamo sentiti. Ovviamente, io non ho bisogno di conferme ogni giorno, ogni settimana, ogni mese, dal presidente o dalla società, perché, non poco tempo fa, mi hanno dato un contratto per due anni e mezzo, dicendomi, per esempio il signor Galliani con la sua ironia, io non sono chiaramente qui per darti un contratto così importante senza pensare che tu possa far bene. Lui ci crede, ci credeva e lo stesso vale per il presidente, con cui ho un rapporto che va ben oltre quello professionale. Le sue situazioni personali le ho rispettate e le rispetto tantissimo, perché credo che prima venga la famiglia, la persona, dopo viene il lavoro, dopo vengono le altre cose. Credo che la società era assolutamente convinta di chi portavano dentro, che sarei stato capace, con la mia personalità e la mia capacità, di gestire anche questo cosiddetto silenzio che, forse, è dovuto a tante altre cose, non di certo a livello di fiducia nei mei confronti perché, altrimenti, non mi avrebbero dato il contratto che mi hanno dato.

Insomma, l'olandese ha ribadito di sentire la fiducia della società nei suoi confronti e di fatto ha affidato ai dirigenti l'onere di prendere posizione in merito al suo futuro. Seedorf ha inoltre smentito che Galliani abbia sentito a rischio la centralità della sua figura assicurando di avere con lui un rapporto che va oltre il lavoro:

Io credo di avere anche un rapporto con il signor Galliani che va un po’, dieci anni insieme, ci siamo visti tante volte in Brasile anche con le famiglie, non credo che lui possa avere assolutamente il pensiero, anzi, io non lo voglio il suo posto, non voglio essere presidente, non voglio essere direttore generale, non voglio essere amministratore delegato, io voglio fare l’allenatore del Milan, è quello che mi è stato chiesto ed è quello che sto facendo. Quindi, tutte queste voci, non lo so, non è sicuramente il mio pensiero. Ho grandissimo rispetto per il signor Galliani, credo che lui mi ha dato tantissima fiducia perché, nonostante gli avessi chiesto di essere più vicino alla squadra, eccetera, qualche volta è riuscito a venire. Probabilmente, ha tante cose da fare, non è riuscito a venire così spesso come voleva, ma la vicinanza della società è una cosa fondamentale.

Dopo aver ribadito che "consigli del signor Galliani sono sempre benvenuti" e aver rivelato di essere stato lui a chiedergli maggiore vicinanza alla squadra, Seedorf ha affrontato il capitolo Balotelli. Anche in questo caso la vicenda è stata ridimensionata, visto che i comportamenti tenuti dal centravanti venerdì sera all'Olimpico sono stati definiti "composti":

Credo che la crescita si sia vista chiaramente, solo chi non vuol vedere non vede, è semplice. Anche come lui è uscito dall’ultima partita, composto, mi ha detto due parole che mi aveva detto anche Honda dopo la Lazio, uguali, identiche. Lui si è comportato uguale a Honda e non è venuto fuori tutto questo discorso. Mi ha chiesto perché, come quasi tanti giocatori fanno quando escono dal campo, è normale. Poi, ci siamo chiariti dentro i perché e fine. Non devo condividere con tutti le nostre conversazioni, perché noi abbiamo un ottimo rapporto da adulto ad adulto e lui sta crescendo. Poi, non ha fatto la sua miglior partita, ma tanti giocatori non riescono sempre ad esprimersi al meglio, ma perché Balotelli deve sempre venir fuori tutta una cosa.

balotelli seedorf

In particolare sull'episodio della sostituzione con Pazzini, nel secondo tempo della sfida contro la Roma, Seedorf ha insistito asserendo di non aver visto un comportamento scomposto anche se "prima, forse, in campo c’è stato un gesto, ma quel gesto io l’ho visto migliaia di volte durante la mia carriera ma, dopo, è finita lì. Però, è Balotelli, quindi, dobbiamo sollevare sempre un polverone su quello che fa". Quindi quasi una critica agli opinionisti di Sky con i quali Balo ha battibeccato in diretta tv:

Credo che non avete aiutato granché la crescita del ragazzo, come pressione, sulla sua età. Lascialo stare un po’, lascia la sua vita privata un po’, poi, lui fa le sue cose, non credere che io parlo con lui e non le faccio le critiche costruttive. Gliele faccio, ma non attraverso la stampa, perché non ho nessun interesse, non ho interesse di farlo. Credo che anche la stampa, diciamo che nei suoi confronti non sempre, alcune volte avete giustamente avete criticato certe cose, in altri momenti credo che si può anche lasciar stare, come questo cambio, per esempio, che non è, secondo me, così importante.

Seedorf si è speso molto nella difesa di SuperMario, facendo notare alcuni piccoli atteggiamenti che dimostrerebbero la crescita del calciatore:

Non è giusto neanche non riconoscere le sue crescite, perché sono già un filone di tante partite dove con l’arbitro, con l’avversario che va a prendere la mano, fa un fallo e da la mano, va a mettere la mano dietro la spalla quando va a parlare con l’arbitro, come contro la Fiorentina. Queste cose qui, non sento che vengono esaltate. Per questo motivo sono molto difensivista nei suoi confronti, perché non è giusto solo esaltare le cose negative. Quando fa bene le cose, quando gioca da vera prima punta, come ha fatto per cinque gare di fila, forse, quando ha giocato, devono esaltarlo. Poi, ogni volta che lui va un po’ fuori a cercare la palla da qualche altra parte, spuntano fuori sempre gli stessi discorsi. Quindi, diciamo che è per quello che ha reagito così

Resta ora da capire se la società continuerà a seguire la ambigua (per scelta?) linea del silenzio (o del no comment, come Barbara Berlusconi ieri) o se verrà confermata anche pubblicamente la fiducia all'olandese in vista della prossima stagione.

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