Boskov | Le foto e il ricordo del calcio. Mihajlovic: “Era come un padre”

Il ricordo di calciatori e dirigenti, le foto del “Grande Vuja”

di antonio

Il mondo dello sport ricorda con affetto e commozione Vujadin Boskov, grande allenatore e personaggio inimitabile. Serbo nato a Begeč, Boskov ha navigato per quasi mezzo secolo nell’oceano del calcio europeo, prima da calciatore e poi da allenatore. Sempre con la stessa dignità e schiettezza. Va via con la consapevolezza di aver lasciato un segno indelebile, genuino, e di non essersi mai fatto nemici in un mondo che negli ultimi anni si era trasformato e forse non gli apparteneva più. Grande partecipazione da parte della Sampdoria per la sua dipartita. Con il club blucerchiato ha vinto uno scudetto storico e il sito ufficiale non poteva che salutarlo con una foto emblematica (in basso).

TUTTE LE CELEBRI FRASI DI BOSKOV

Il cordoglio di Sinisa Mihajlovic:

“Sono davvero addolorato, per me era come un padre. Boskov per me è stato un maestro, un esempio, sul piano calcistico e anche sul piano umano, una di quelle persone che non vorresti mai lasciare e quando se ne vanno lasciano un vuoto incolmabile. Di sicuro non lo dimenticherò: insieme abbiamo condiviso diverse esperienze che porterò per sempre con me. Vujadin resterà una persona unica, inimitabile, una leggenda del calcio serbo e un mito per ogni sampdoriano. Partirò domani per la Serbia per rendergli l’ultimo saluto, quello che merita un grande uomo, di sport e di vita, come è stato lui”

Vujadin Boskov | Le foto della carriera

Il commento di Enrico Mantovani, figlio di Paolo, il presidente della Sampdoria Campione d’Italia nel 1991:

“Quello che vorrei sottolineare non ha nulla a che fare con il fatto che ha vinto lo scudetto sulla panchina della Samp, ma e’ come ha vissuto il periodo in blucerchiato, con il suo contributo di umanita’ e simpatia che lo ha portato a risultati straordinari, come la vittoria dello scudetto. La persona era di gran lunga superiore al tecnico. Tutti quelli che lo hanno conosciuto, la pensano come me. Boskov era sereno, buono e simpatico, ci manchera’ tantissimo”.

Le parole di Gianluca Pagliuca, portiere dello scudetto blucerchiato:

“Sapevo che era malato da tempo, ma ora sono addolorato, perché se ne va una persona che mi ha dato tanto. La sua bravura era quella di sdrammatizzare dopo le sconfitte e di criticarci dopo le vittorie, quando andava sempre a cercare il pelo nell’uovo per darci ulteriori stimoli. Prima degli allenamenti c’era sempre la riunione tecnica e lui era una sagoma, e un grande psicologo. A volte faceva dei versi e ci faceva morire dal ridere”.

Il ricordo di Francesco Totti:

“E’ scomparso un altro membro importante della famiglia del calcio: un grande uomo, competente, vincente e dotato di un umorismo acuto e intelligente. Ricordo ancora il giorno del mio esordio con lui sulla nostra panchina: come potrei dimenticarlo? Grazie mister per avermi dato questa possibilità, unica come sei stato tu. Ora dal cielo con la tua ironia e il tuo sorriso sono sicuro che continuerai a guardare il calcio con l’occhio dell’immenso maestro che sei stato”.

Il Milan:

“Il Milan e tutti i milanisti si stringono intorno alla famiglia di Vujadin Boškov per la scomparsa del tecnico serbo grande protagonista del mondo del calcio. Boškov è stato tra gli anni ’80 e ’90 avversario sempre leale e corretto del Milan arrivando a vincere con la Sampdoria 1 Campionato, 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa italiana e 1 Coppa delle Coppe. Tutti i milanisti da amanti del calcio non possono che esprimere le più sentite condoglianze per la sua scomparsa”.

Il comunicato dell’Inter:

“Il calcio mondiale perde un altro suo indimenticabile interprete. Vujadin Boskov si è spento oggi all’età di 82 anni dopo una malattia che lo affliggeva da tempo. Boskov, grande allenatore, grande uomo e grande avversario, era nato a Begec, villaggio a 15 km da Novi Sad in Serbia il 16 maggio 1931. Una carriera, la sua, nella quale ha allenato grandi squadre e ottenuto tanti successi. Uno dei quali, lo scudetto con la Sampdoria, proprio a discapito dell’Inter nell’entusiasmante sfida che caratterizzò la stagione 1990-1991. Tutta F.C. Internazionale ricorda l’uomo e l’allenatore e abbraccia tutti i suoi cari”.