Un ultras del Napoli: “De Santis ci diceva ‘Daje, mena più forte’…era imbottito di coca” – Video

“Servizio pubblico” intervista uno degli ultras partenopei

di antonio

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Sandro Ruotolo, giornalista di AnnoUno, ha intervistato un ultras del Napoli che avrebbe assistito alla sparatoria di Tor di Quinto prima di partecipare attivamente al pestaggio di Daniele De Santis, il principale indiziato del ferimento di Ciro De Santis, Gennaro Fioretti e di un altro tifoso napoletano. Il tifoso, con il volto interamente coperto da una felpa e da occhiali scuri per mantenere l’anonimato, racconta di aver visto più di una persona con la pistola in mano, avvalorando la tesi sostenuta nei giorni scorsi da altri testimoni:

“Indossavano caschi e passamontagna. Il signor “Gastone” De Santis impugna l’arma e inizia a sparare all’impazzata. Ma non era da solo che sparava, era più di una pistola che sparava. Poi abbiamo visto che Ciro si accasciava al suolo e diceva: ‘Mi hanno sparato, mi hanno sparato… sto morendo e mi hanno sparato in petto, il signor Gastone inciampa da solo e cade. Lui alza di nuovo l’arma e ci intima di stare fermi e grida: ‘Ferma che ve sparo, daje, vi ammazzo tutti, ammazzo tuttì. Lui punta l’arma al viso a molti di noi, al volto. Quando preme il grilletto la pistola si inceppa per nostra fortuna, perché ci voleva ammazzare. Ma la seconda arma la vedo subito, ci metto la mano sul fuoco. Cioè, perché c’era Gastone…il signor De Santis in prima linea e poi c’erano altri due…due..proprio cinque o sei metri dietro di lui. Quando lo picchiavamo non sentiva dolore…stava totalmente imbottito di coca…Non sentiva dolore. Cioè tu lo menavi e lui faceva: Daje, più forte, più forte.. non sentiva niente”.

Il tg3 ha invece intervistato un tifoso romanista che “giustifica” il folle gesto di Daniele De Santis, per il quale nel frattempo è stato convalidato l’arresto al termine degli interrogatori di garanzia. Parole che rischiano di gettare altra benzina sul fuoco, di esacerbare animi già infiammati:

“De Santis era un ex ultras. Non c’è niente di strano, i napoletani se la sono cercata andando a provocarlo. Quando noi andiamo a Napoli succede di peggio, non c’è niente di sbagliato, ha fatto bene”.

Il circolo “Boreale”,ritrovo di estremisti di destra dove vive e lavora “Gastone”, sarà demolito. Si tratta di un’area di 30 mila metri quadrati che da tempo è al centro di una lunga vertenza giudiziaria. Nella stessa zona si trova il centro culturale Ciak, un’associazione di assistenza ai disabili, l’Anpet, un campo di extreme paintball e il bar “Trifoglio”. Queste le parole dell’assessore allo sport Luca Pancalli:

“Siamo in attesa dell’avvio delle opere di demolizione e, quindi, dello sgombero da parte del XV municipio. Si stima che i legittimi proprietari possano rientrare in possesso del terreno entro la prima decade di giugno, salvo l’esito positivo di tutti gli accertamenti burocratici richiesti”.




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