Giudice sportivo, curve: la Roma si salva, condizionale per l’Atalanta

Il Giudice Sportivo ha sentenziato sui numerosi casi di discriminazione dello scorso weekend: mano leggera nei confronti di Roma e Atalanta

Decisioni quantomeno discutibili quelle del giudice sportivo Giampaolo Tosel al termine della penultima giornata di campionato (la 37.a). I numerosi casi di intemperanze dei tifosi sono stati valutati dopo aver esaminato i referti degli 007 federali e il materiale audio-video a disposizione. Incredibilmente salva la Roma, i cui tifosi hanno intonato chiaramente cori rappresentanti discriminazione territoriale (“Vesuvio lavali col fuoco”) nei confronti dei napoletani, oltre ad aver esposto striscioni di solidarietà a Daniele De Santis, uno degli ultras indagati per il ferimento del sostenitore azzurro Ciro Esposito.

In tutto, i campi nei quali sono stati registrati casi di discriminazione (territoriale e di razza) sono tre: Tosel ha dovuto giudicare il lancio della banana da parte dei tifosi dell’Atalanta nei confronti dei calciatori di colore del Milan, Constant e De Jong (cori anche contro Muntari); discriminazione territoriale e sostegno all’ultras De Santis all’olimpico di Roma; cori contro Rossi e il suo infortunio a Livorno. Per quel che riguarda il primo caso, Tosel ha deciso di infliggere 40 mila euro di multa all’Atalanta e la chiusura con la condizionale della Curva Nord: i tifosi bergamaschi sono stati protagonisti, nei confronti di Constant e Muntari di “un coro (“ buuh buuh, buuh buuh”), inequivocabilmente espressivo di discriminazione per motivi di razza”. Quanto alla chiusura della curva – si legge nella nota – “appare equo sospenderne l’esecuzione per la concreta collaborazione offerta dall’Atalanta. A titoli di responsabilità oggettiva la società orobica deve rispondere di un ulteriore e biasimevole comportamento dei propri sostenitori, attestato nel referto arbitrale (“al 25° del secondo tempo dalla curva dei sostenitori dell’Atalanta venivano lanciate in campo due banane in direzione del giocatore del Milan Constant, che le raccoglieva dal terreno di giuoco, mostrandomele”)”.

La Roma, invece, se la cava solo con 50 mila euro di multa:

“Circa 2.000 sostenitori della società giallo-rossa – si legge nel comunicato di Tosel – , presenti in Curva Nord, avevano intonato il coro – lavali, lavali, lavali con il fuoco o Vesuvio lavali con il fuoco -, inequivocabilmente espressivo di discriminazione per motivi di origine territoriale; considerato che tale biasimevole coro era stato percepito soltanto in alcune zone dello stadio (e non in corrispondenza della Curva Sud), ne consegue la sua irrilevanza disciplinare. La Roma a titolo di responsabilità oggettiva ed in riferimento alla medesima norma deve altresì essere sanzionata, per 1) il lancio nel recinto di giuoco 2) l’esposizione nel corso della gara in “Curva Nord” e “Curva Sud”, di alcuni striscioni (“Daje Daniè” “Forza Daniele” “Napoletano Infame”) inequivocabilmente oltraggiosi ed incitanti alla violenza”.

Multe anche per il Bologna (5 mila euro) per il lancio di fumogeni e petardi da parte dei suoi tifosi, e per l’Inter (3 mila euro) per l’invasione pacifica di campo di un sostenitore nerazzurro. Nessuna punizione, invece, nei confronti dei cori di Livorno contro Giuseppe Rossi. Decisioni, in definitiva, che faranno ancora una volta molto discutere, quantomeno per la proporzione dei provvedimenti: nei confronti di Atalanta e Roma, sarà il finale di campionato, Tosel ci è parso in vena di maxi sconti.