Mondiali 2014: l’intimità per i ct, dal fai-da-te alla castità

Incontri intimi al Mondiale, i ct la pensano così: Hodgson vieta le wags al seguito, Prandelli no, ma gli incontri devono avvenire solo nei momenti stabiliti. I bosniaci dovranno fare da soli.

I Mondiali sono ormai dietro l’angolo – prima partita il 12 giugno – e i commissari tecnici delle varie nazionali impegnate in Brasile si ritrovano con il ‘solito’ problema. Garantire o meno ai calciatori la possibilità di incontri intimi? Le posizioni sono diverse, diciamolo subito: si va da chi lo permetterà a chi vuole assolutamente castità.

Il padrone di casa, Felipe Scolari – secondo una tradizione brasiliana – lascerà piena libertà ai suoi: “L’essenziale è che non lo facciano acrobatico”. Il ct della Bosnia, Safet Susic, va su metodi spicci: “Niente mogli, esiste il fai-da-te”. Poi c’è l’allenatore dell’Inghilterra, Roy Hodgson, ancora più rigoroso con i suoi: “Niente wags al seguito”.

L’ultimo in ordine di apparizione è Miguel Herrera, commissario tecnico del Messico, che spiega: “Nessun divieto, ma ai miei giocatori dico che non si muore per 40 giorni di castità”. Insomma, ragazzi, regolatevi di conseguenza. Chi sgarra, però, rischia di ritrovarsi fuori squadra.

Herrera aggiunge:

“Io devo preparare le partite, studiare gli avversari, devo pensare a questo. Ma mi auguro che i miei ragazzi la pensino come me. Del resto, ci sono persone di 20 e anche 25 anni che arrivano al matrimonio vergini: 40 giorni senza incontri intimi non ha mai ucciso nessuno”.

Buon ultimo, il commissario tecnico della Nazionale italiana, Cesare Prandelli, che non vieta nulla, ma ci tiene che i giocatori incontrino mogli, figli e parenti – che alloggeranno nel resort di Mangaratiba – solo nei momenti dedicati alle famiglie. E poi, non dimentichiamo, che gli azzurri devono seguire scrupolosamente il codice etico.

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