Nuovo stadio della Roma: sarà di Pallotta e Co. ma non della società

Nel giorno in cui la Roma inizia il ritiro estivo, viene svelato l’arcano relativo alla proprietà del nuovo stadio: la società dovrà pagare l’affitto

Il nuovo stadio della Roma non sarà di proprietà della società capitolina. Nonostante le rassicurazioni date dall’amministratore delegato Italo Zanzi, il club giallorosso dovrà pagare un canone di locazione per poter usufruire del nuovo impianto che sarà costruito nei prossimi due anni e mezzo circa. Quanto dichiarato ieri da Zanzi, infatti, è in contrasto con quando sta scritto nel prospetto informativo relativo all’aumento di capitale depositato in Consob il 26 giugno.

“La Roma e lo stadio saranno controllati dallo stesso gruppo – ha detto l’ad giallorosso – e lo stadio sarà di proprietà della Roma”.

Leggendo il prospetto informativo di cui sopra, invece, il club di James Pallotta, ha scritto ben altro:

“… Lo stadio della Roma – si legge a pagina 87 e 88 – sarà autonomo ed indipendente rispetto alla società. La realizzazione del progetto non vedrà il coinvolgimento economico finanziario della società. Le modalità con cui la società potrà usufruire delle strutture dello stadio saranno oggetto di specifici accordi che saranno sottoscritti con la società proprietaria dell’impianto”.

Parole che delineano un quadro molto chiaro della situazione: il nuovo stadio della Roma non sarà della Roma, bensì degli attuali proprietari della società, ossia James Pallotta e soci. La squadra, per utilizzare l’impianto, pagherà un canone di locazione al presidente e a tutti coloro che deterranno quote di minoranza in cambio degli investimenti fatti per la costruzione dello stadio. Ovviamente, non c’è alcuno scandalo, ma si tratta di una mossa molto “intelligente” da parte di Pallotta. Se un giorno gli americani dovessero decidere di cedere le loro quote della Roma, non dovranno gioco forza privarsi anche dello stadio, di cui potranno rimanere i proprietari o quantomeno gli azionisti di maggioranza, continuando ad incassare il canone di locazione.

Ora, comunque, il nodo da sciogliere è quello della copertura delle infrastrutture, che il Comune di Roma ritiene insufficienti, oltre che la questione relativa al Centro Direzionale, per il quale serviranno più metri cubi. Entro il 31 luglio, quando si riunirà la Conferenze dei servizi, tutti i dubbi dovranno essere fugati, altrimenti il progetto del nuovo stadio della Roma potrebbe subire un brusco stop.