Milan, Inzaghi fa mea culpa e cita Antonio Conte

Due sconfitte in pochi giorni, 8 gol subiti in 180 minuti: il Milan preoccupa i tifosi, ma Pippo Inzaghi si assume tutte le colpe

Quanto è lontano l’ottimismo di Filippo Inzaghi allo sbarco negli Stati Uniti, prima dell’inizio della tournée che per il Milan si sta rivelando più dura del previsto. L’esordio nella International Champions Cup 2014 contro l’Olympiacos è stato tremendo, con uno 0-3 inaspettato che i rossoneri avrebbero voluto cancellare ieri sera contro il Manchester City imbottito di riserve e ragazzini. Le cose sono in realtà peggiorate, se possibile: gli inglesi avevano sulle gambe 15 giorni in più di allenamenti, cosa non da poco, ma a parte qualche spunto interessante, il Milan è sembrato indietro di condizione e a corto di idee, facendosi sommergere da un sonoro 5-1. Subire otto gol in due amichevoli è un segnale allarmante, segno che Filippo Inzaghi dovrà ancora lavorare molto.

Senza alcun timore, però, il tecnico del ‘Diavolo’ si presenta davanti alle telecamere e in conferenza stampa analizza in modo razionale quanto accaduto, assumendosi tutte le responsabilità del caso.

“La nostra condizione non si può nemmeno avvicinare alle squadre inglesi – sottolinea ‘Superpippo’ -, ma sicuramente dobbiamo dare di più. Le colpe sono mie e me le prendo. Solo il lavoro ci permetterà di tornare al più presto competitivi”.

Un segnale di maturità quello del tecnico del Milan, reduce da un’esperienza formativa in Primavera e ora catapultato nel calcio ‘che conta’. Non si può certo pretendere la luna dopo soli pochi giorni di allenamenti e Inzaghi, parafrasando il suo ex compagno Antonio Conte, ricorda da dove viene il Milan: un ottavo posto, dal quale ci si risolleva solo con la politica dei piccoli passi.

“E’ sotto gli occhi di tutti che dobbiamo migliorare in tante cose – prosegue Inzaghi in conferenza stampa – , stiamo lavorando poco, veniamo da un ottavo posto. Bisogna lavorare parecchio, senza palla non siamo abbastanza cattivi, ci vuole più reazione alle palle perse, non fa mai piacere perdere così, adesso i ragazzi devono lavorare bene e tornare al più presto a fare belle partite. Sono arrabbiato con me stesso perché se la squadra è stata questa le colpe sono le mie e insieme al mio staff ne usciremo”.

Eppure il Milan non era partito male, con un paio di iniziative sulle fasce che avevano messo in serie difficoltà la difesa del Manchester City.

“Non eravamo partiti male, abbiamo fatto bene la fase di possesso e meno bene quella di non possesso, dove abbiamo lavorato meno. Dispiace perché abbiamo preso quei due gol dopo che avevamo creato. L’ingresso di Balotelli nella ripresa? Ha fatto una buona gara, era pronto per fare 45 minuti, bisogna dargli la condizione piano piano e cercheremo di portare tutti sullo stesso livello”.

Ininfluente ai fini dell’International Champiosn Cup la terza e ultima sfida contro il Liverpool – i rossoneri sono già eliminati – , al Milan non resta che attendere il rientro graduale di nazionali e infortunati, sperando magari in qualche regalo dal mercato. Adriano Galliani sta lavorando, ma il budget a disposizione è quello che è: forse con i saldi di fine agosto potrebbe esserci per Inzaghi qualche gradita sorpresa.

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