La madre di Ciro Esposito critica Totti: “Aizza i tifosi romanisti dal coltello e dalla pistola facile”

Antonella Leardi contro il capitano della Roma

di antonio

Antonella Leardi, la madre di Ciro Esposito, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha commentato piuttosto duramente la reazione di Francesco Totti nel dopo partita di Juventus-Roma. Il capitano giallorosso ha criticato l’arbitraggio di Rocchi con parole forti puntando l’indice anche contro la Juventus. Dichiarazioni al veleno che hanno suscitato la risposta piccata di Pavel Nedved. Un botta e risposta che non è stato l’unico perché per Juventus-Roma si è mossa addirittura la politica. Antonella Leardi ha ricordato al capitano giallorosso che a volte le parole vanno “pesate” e ha invitato la Roma a esprimersi sui fatti di Tor di Quinto:

“Totti ha sbagliato ad inasprire gli animi con certe frasi, aizza i tifosi romanisti, dal coltello e dalla pistola facile in un momento in cui c’è già tanta tensione. La morte di mio figlio dovrebbe essere un monito, ma la Roma è l’unica società che non ci ha fatto ufficialmente le scuse per l’accaduto”.

Ieri, intanto, Daniele De Santis, l’ex ultras romanista indagato per omicidio, ha ammesso di aver fatto fuoco il 3 maggio scorso prima della finale di Coppa Italia tra il Napoli e la Fiorentina. Con una lettera ai pm De Santis ha chiesto di posticipare, per motivi di salute e perché “non si sente pronto”, l’interrogatorio previsto giovedì 9 ottobre. Il principale ha detto di aver sparato “per paura”, una motivazione che ovviamente non convince Antonella Leardi:

“De Santis può dire ciò che vuole, ma ci sono i testimoni oculari che hanno visto quello che ha fatto il 3 maggio scorso a Tor di Quinto. Non può sfuggire alla realtà dei fatti. E certamente non si ammazza una persona per paura. La verità è un’altra, lo sanno tutti, perché Daniele De Santis stava provocando i tifosi napoletani lanciando fumogeni contro gli autobus che li stavano trasportando allo stadio Olimpico. Ora non può mica dire che ha sparato a Ciro perché voleva farlo”.

Angelo Pisani, legale della famiglia Esposito, è ancor più esplicito nella richiesta a Totti e alla Roma:

“La grande Roma capitale vuole apparire come città modello, ma non lo è. La mia richiesta ufficiale va ai giocatori della Roma, devono esprimersi pubblicamente a favore dei valori positivi. Inoltre, vorrei che esprimessero la loro solidarietà alla famiglia di Ciro Esposito. La palla passa al capitano giallorosso, Totti, affinchè si schieri dalla parte della giustizia senza creare nessun equivoco”.

La madre del tifoso napoletano ucciso il 3 maggio scorso prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina è intervenuta anche durante la trasmissione “Si Gonfia la rete”, dalle frequenze di Radio Crc, per ribadire i suoi concetti e per raccontare altri aspetti di suo figlio:

“Tutti sappiamo chi ha avuto paura veramente a Tor Di Quinto. C’è chi è andato allo stadio Olimpico solo per vedere una partita con un panino nello zainetto. Chi ha avuto paura è mio figlio non il De Santis che è uscito con una pistola. Non avrei voluto cose eclatanti, ma i calciatori della Roma sono persone e mi avrebbe fatto piacere che Totti, il capitano, uomo e padre, avesse avuto più rispetto per mio figlio quando era in vita e anche dopo. Mi aspetto un suo gesto affinché le anime dei tifosi possano placarsi. Ciro non tornerà mai più, ma sto lottando perché nessuno più soffra in questo modo. Il calcio è un gioco non morte. Il video che circola in rete di Ciro che cantava in quel West Ham-Napoli mi ha fatto piangere per giorni. Mio figlio è meraviglioso, mi sembra un angelo e chi vuole vedere l’immagine di un vero tifoso che andava allo stadio per divertirsi deve guardare quel video. Mi emoziono quando le persone mi chiamano mamma Antonella e sono forte soprattutto quando per strada mi fermano e mi incitano a proseguire in questa battaglia. Ai miei figli ho trasmesso degli insegnamenti e se Dio ha permesso che Ciro morisse, vuol dire che dietro c’è un piano ed è per questo che vado avanti nella mia battaglia. Ciro è sempre andato in soccorso dei più deboli, gliel’ho insegnato e lo ha fatto anche quel 3 maggio a Roma”.