Crisi Milan, Inzaghi ammette: “Tutta colpa mia”

Ormai è crisi Milan: sconfitto in casa dall’Atalanta e travolto dai fischi del proprio pubblico, il ‘Diavolo’ cerca risposte nel proprio allenatore

La sconfitta rimediata contro l’Atalanta tra le mura amiche apre ufficialmente la crisi del Milan. Incapace di reagire al gol di Denis, la squadra rossonera è uscita tra i fischi di San siro sia all’intervallo, sia al termine del match. Con un punto nelle ultime tre partite, cominciano a vacillare le certezze di Filippo Inzaghi, che solo ieri nella conferenza stampa di presentazione della partita, aveva detto: “Siamo sulla strada giusta”. La classifica parla di una realtà diversa e nonostante i “soli” 7 punti dal terzo posto, obiettivo minimo stagionale, c’è più di un elemento che preoccupa i tifosi rossoneri.

Rispetto alla passata stagione, quando il Milan di questi tempi era 11° con 22 punti, sotto la guida tecnica di Inzaghi sono stati conquistati solo 4 punti in più. Uno score che risulta più preoccupante se si pensa che con Seedorf in panchina in 18 partite il ‘Diavolo’ ha portato a casa 36 punti. San Siro fischia e ne ha ben donde, vista la fragilità tattica e mentale di questo Milan. Al termine della gara, il tecnico non può che fare mea culpa:

“Fischi giusti, giusti. Li abbiamo meritati e da tifoso del Milan dico: avrei fischiato anch’io. Siamo andati male, tutti. Giochiamo preoccupati, e il responsabile sono io. Il Milan è stato bello con Napoli e Roma. Poi tutto è svanito. Dobbiamo riprenderci, subito. C’è Lazio-Milan, sabato. Per ripartire”.

Il patron Silvio Berlusconi continua a stare vicino alla squadra, nel tentativo di tenere alto il morale, ma starebbe addirittura pensando ad una sorta di ‘tutor’ per Inzaghi. L’ipotesi Sacchi è stata smentita ufficialmente dalla società e lo stesso allenatore rossonero non accetterebbe di essere “consigliato” da qualcun altro. Preoccupazione anche per Alessio Cerci, acquisto che fin qui non ha aggiunto nulla a livello qualitativo alla rosa del Milan: ovviamente c’è da attendere l’inserimento in un sistema che altri conoscono meglio di lui, ma il fatto che sia stato anche sostituito, è un segnale poco incoraggiante.

“Cerci? L’ho tolto – continua Inzaghi – perché ritenevo fosse quello più stanco visto che aveva giocato tutta la gara di Coppa Italia col Sassuolo. Non è che abbia demeritato più o meno degli altri, di cambi ne avrei dovuti fare tanti, visto come siamo andati”.

Inzaghi è stato persino espulso dal direttore di gara, ma davanti alle telecamere Mediaset, l’ex bomber rossonero parla di “incomprensione”, anche se l’episodio denota un evidente disagio da parte sua:

“Sono stato anche espulso, ma credo per una incomprensione: ho dato un calcio al pallone che era uscito, l’arbitro deve aver equivocato il mio gesto come una protesta, certo non ero tranquillo, avrei voluto andare in campo anch’io… Ma alla fine credo che l’arbitro abbia compreso – conclude – , e io comunque sono uscito”.

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