Parma: il 19 marzo udienza per il fallimento

Continua il caos in casa Parma: i giocatori hanno rinviato la messa in mora, ma la Procura ha chiesto il fallimento

Situazione sempre molto calda in casa Parma: la scadenza del 16 febbraio è ormai saltata e nonnostante il presidente Giampietro Manenti garantisca che i bonifici sono stati fatti, ancora i tesserati non hanno visto un euro. Il capitano dei gialloblu, Alessandro Lucarelli, ha confermato ieri che i giocatori hanno deciso di concedere alla dirigenza una deroga alla messa in mora, in modo tale che la nuova proprietà abbia ancora qualche giorno di tempo per effettuare i pagamenti. Il quadro, però, continua ad essere più che preoccupante e lo spettro del fallimento prende sempre più forma.

Mentre Manenti tranquillizzava tutti dalla Slovenia, ieri un ufficiale giudiziario si è presentato a Collecchio per sequestrare alcune vetture di proprietà del club. Vecchie pendenze che non riguardano l’attuale proprietà, che però si trova comunque a dover fronteggiare anche questo tipo di situazioni. E non è tutto, perché la giornata si è chiusa con la richiesta di fallimento da parte della Procura per inadempienze fiscali. A firmarla i pm Paola Dal Monte, Giuseppe Amara e Umberto Ausiello, che avrebbero programmato l’udienza per il 19 marzo.

Insomma, una situazione drammatica della quale per il momento non si intravede la fine. Con la squadra ultima in classifica, il Parma rischia ora una penalizzazione di ben 5 punti in classifica: -2 per il mancato rispetto delle scadenze di novembre, -3 per la recidività. Anche ieri i giocatori, i tecnici e tutti i dipendenti hanno atteso invano i soldi promessi dal patron Manenti: i bonifici sarebbero stati fatti, ma i quattrini non si vedono e secondo quanto riferisce oggi ‘Sportmediaset’, sembra che l’istituto di credito estero di provenienza avrebbe fatto slittare tutte le operazioni a domani. Un’intera città e la tifoseria gialloblu sono attese ancora da tanti giorni di passione.