Mihajlovic chiede scusa a Regini: "Ci siamo già chiariti negli spogliatoi"

Il tecnico dei blucerchiati torna sul fatto post derby

Il derby di Genova terminato in parità ha regalato molte emozioni in campo, ma anche un fuori programma inaspettato. Sinisa Mihajlovic è tornato sulla sfuriata che lo ha visto protagonista insieme a Vasco Regini, difensore della Sampdoria aspramente rimproverato dal tecnico blucerchiato per un fallo negli ultimi secondi della partita.

Le immagini televisive hanno mostrato un Mihajlovic furente catapultarsi in campo per affrontare a muso duro il suo calciatore. Il tecnico serbo ha ricevuto molte critiche, ma la maggior parte dei tifosi sampdoriani lo ha difeso dagli attacchi della stampa. Qualche ora fa Mihajlovic ha spiegato che il litigio tra lui e Regini era già rientrato negli spogliatoi, dove i due si sono chiariti:

"Se ho dato un’immagine sbagliata mi dispiace, ma senza ipocrisie. Spesso si dice che i panni sporchi si lavano solo nello spogliatoio, ma io non sono un falso prete: non dico che le cose vanno bene in pubblico e poi faccio sfuriate in private, sono un uomo diretto, onesto, non fingo. Difendo i miei uomini, ma se sbagliano lo dico. E se sbaglio io, so chiedere scusa. Mi verrebbe da dire che il caso è chiuso, ma in realtà non c’è stato nessun caso: lo so io, lo sa Regini, lo sa la Samp. Pensiamo alla prossima partita".

Dopo le scuse pubbliche Mihajlovic ha precisato che la sua reazione è stata dura, ma non violenta. Secondo l'ex difensore ora Regini ha imparato la lezione e non commetterà più errori simili:

"Chiariamo. Non ho preso per il collo Regini e tanto meno gli ho messo le mani sul volto: l’ho solo preso per la maglia poggiandogli le mani sul petto per urlargli che errori simili non sono accettabili e per di più in un derby. Non è la prima volta che prendiamo gol così… Fosse durata la partita altri tre minuti quella scena non ci sarebbe mai stata, perché avrei avuto il tempo di calmarmi e ne avrei parlato solo negli spogliatoi. Invece dopo quell’azione l’arbitro ha fischiato la fine e mi è venuto spontaneo andare subito da lui. Ma già davanti ai microfoni delle tv a fine partita mi sono scusato per quella sfuriata pubblica e anche negli spogliatoi ho chiesto scusa al ragazzo davanti alla squadra. È tutto finito lì: lui ha capito e non commetterà più un errore simile, vedrete".

Un allenatore soffre molto di più in panchina, è una tesi che sostengono in molti e per Mihajlovic l'adrenalina che accumula durante lo svolgimento di una partita può causare questo tipo di reazione rabbiose:

"A fine gara sono credo tra i tecnici più pacati e sereni nell’analisi. In campo a volte la pressione sale. Se i giocatori accumulano tensione, un allenatore fa il pieno della sua e di tutta la squadra: è uno stress moltiplicato per 11… Io sono un uomo passionale, in qualche momento l’adrenalina può farti andare un poco oltre, ma una cosa è affrontare un tuo giocatore anche in maniera brusca, un’altra mettergli le mani sul volto o sul collo: io quello non l’ho fatto, sia chiaro".

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