Caso Gallo a Brescia: Giampaolo lo sceglie come vice, gli ultras non lo vogliono e lui non firma

In questi giorni a Brescia non s'è parlato d'altro: il presidente delle Rondinelle Gino Corioni aveva presentato il nuovo allenatore Marco Giampaolo che a sua volta aveva scelto come vice Fabio Gallo; la notizia ha fatto sin da subito storcere il naso ai tifosi bresciani e in particolare agli ultras del sodalizio biancoblu che in men che non si dica sono passati dai mugugni a una esplicita richiesta. In soldoni la tifoseria del Brescia non vuole Gallo e alla fine pare proprio che ad avere la meglio saranno gli ultras. Ma qual è il motivo di tanto astio nei confronti dell'ex centrocampista nativo di Bollate, Milano? Basta scorrere il suo curriculum da calciatore e l'arcano è presto svelato: dopo tre stagioni a Brescia condite da 67 presenze e 6 gol, Gallo nel 1995 passò agli odiati rivali dell'Atalanta: con la maglia degli orobici divenne presto un leader con più di 150 presenze in sei anni di nerazzurro.

Fin qui ci può pure stare, ma le frange più appassionate del tifo bresciano non hanno dimenticato cosa accadde quando Gallo cambiò casacca: pare dichiarò di aver compiuto un bel salto di qualità andando a Bergamo e fu pizzicato mentre cantava con i supporters della Dea il famoso "Chi non salta un bresciano è". Appesi gli scarpini al chiodo è entrato a far parte della famiglia Atalanta allenando per due anni gli Allievi Nazionali quindi la Primavera, mentre l'anno scorso allenò in Lega Pro Seconda Divisione, in sella alla Giacomense per qualche mese prima dell'esonero. Giampaolo conosce Gallo ai tempi di Treviso (dove il primo era vice allenatore e il secondo giocava dopo l'esperienza bergamasca, nella foto in azione contro Kakà) e fa il suo nome a Corioni perché lo vuole al Rigamonti in qualità di assistente; non ci sono problemi di sorta, poi però insorgono i tifosi e la storia cambia.

Come detto in apertura di articolo, da tre-quattro giorni i quotidiani cittadini stanno dando molto risalto alla faccenda: Gallo si è trincerato dietro un "No comment" perenne, Corioni ha ribadito più volte che il dado è tratto e non avrebbe fatto retromarcia, in realtà alcuni ultras hanno voluto a tutti i costi un incontro a quattro occhi con l'ex centrocampista, avvenuto oggi sotto lo sguardo attento della Digos. Gallo ha detto di non ricordare atteggiamenti o frasi screditanti nei confronti del Brescia e ha anche portato con sé ritagli di giornale in cui ne parlava bene, alcuni capi ultrà però sono stati intransigenti e nonostante il faccia a faccia si sia concluso con una stretta di mano, alla fine hanno avuto la meglio i tifosi. Troppo stress, troppe tensioni (anche per la famiglia) e vagonate di fischi a ogni piè sospinto assicurate, Gallo ha deciso di desistere. Non è ancora ufficiale ma a Brescia ne sono sicuri: la firma sul contratto, che ancora non aveva messo, non ci sarà.

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