
Anche il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA), Marcello Nicchi, si è sentito in dovere di intervenire in merito alla battuta del Presidente del Consiglio e del Milan in merito alle presunte simpatie degli arbitri. Dopo il fischio finale di Cesena - Milan, Silvio Berlusconi era abbastanza amareggiato per il risultato ma anche per la conduzione di gara di Carmine Russo protagonista, a suo modo di vedere, insieme ai suoi collaboratori di alcuni errori non favorevoli ai rossoneri. Aveva poi liquidato la faccenda sfoderando uno dei suoi tormentoni politici e cioè dando la colpa alla sinistra, più precisamente ad alcuni direttori di gara che potremmo definire “giacchette rosse” piuttosto che nere.
Nicchi è tornato sull’argomento in occasione della presentazione dei campionati nazionali Allievi e Giovanissimi a cui presenziato. Il Presidente dell’AIA ha cercato di sminuire la faccenda limitandosi ad etichettare la battuta come “poco felice”, spiegando poi come sia abbastanza inverosimile che le simpatie politiche, che ovviamente possono esserci, influiscano sulle decisioni di un direttore di gara:
“L’uscita di Berlusconi sugli arbitri di sinistra la ritengo solo una battuta poco felice che comunque non intacca il lavoro che l’Associazione italiana arbitri sta portando avanti. Gli arbitri, come tutti, sono di destra e di sinistra, io non ho mai avuto tessere di partito, ho solo quella dell’Aia. Il comunicato sul sito del Milan? Quando un club ricorda una normativa per noi è sempre un piacere”.
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La stagione sportiva 2010/11 è alle porte: con la prematura eliminazione dell’Italia dai Mondiali la maggior parte dei giocatori ha già usufruito di un bel po’ di vacanze, fra non molto tutte le squadre saranno in ritiro e a luglio inoltrato potremmo assistere alle prime amichevoli estive. Anche gli arbitri sono pronti a ripartire e la prima grande novità per la prossima stagione è che Pierluigi Collina non sarà più il designatore: “Ho deciso di lasciare il mio incarico da designatore perché ho ricevuto un incarico molto importante dall’Uefa e dal presidente, Michel Platini. Sarò il Chief refereeing officer e dovrò coordinare gli arbitri in Europa. Si tratta di un impegno notevole, visto che ci sono tante competizioni, dalla Champions League all’Europa League, alle competizioni europee per nazionali” ha spiegato l’ex fischietto viareggino.
Ancora non si conosce il nome del suo sostituto, ma il presidente dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri) Marcello Nicchi che il prossimo otto di luglio si dovrebbe arrivare alla scelta del nuovo designatore. Intanto lo stesso Nicchi ha annunciato che come per la Lega che si è scissa in una di A e una di B, anche le Can saranno due: “È giusto che le due leghe abbiano i propri arbitri” ha commentato l’ex fischietto, che ha poi comunicato i nomi dei 21 arbitri di Serie A. Questi saranno Banti, Bergonzi, Brighi, Celi, Damato, De Marco, Gava, Gervasoni, Giannoccaro, Mazzoleni, Morganti, Orsato, Peruzzo, Pierpaoli, Rizzoli, Rocchi, Romeo, Rosetti, Russo, Valeri e Tagliavento. Come si può notare mancano alcuni personaggi: Trefoloni e Saccani hanno infatti smesso, mentre a Morganti è stata concessa una deroga.
Il dibattito sulla possibilità di aggiungere al mondo calcio una novità che rappresenterebbe un passaggio rivoluzionario della storia di questo sport è sempre all’ordine del giorno. Pierluigi Collina, designatore degli arbitri e consulente tecnico-atletico della CAN A e B, non nega le enormi difficoltà che in ogni partita i direttori di gara devono affrontare (il caso più eclatante degli ultimi mesi è sicuramente Francia-Irlanda). Difficoltà dettate dall’avanzare delle tecnologie che mostrano ogni minimo particolare di un’azione di gioco e da un clima non sempre disteso che aleggia sul calcio italiano e non solo.
Collina (intervistato da Sky), al contrario di Platini, non chiude tutte le porte all’utilizzo della tecnologia, o se preferite della moviola in campo:
“Gli arbitri non possono competere con la tecnologia. O si capisce questo, e accettiamo che possano sbagliare, oppure, ed è qui la provocazione, diamo anche agli arbitri gli stessi strumenti di chi li giudica. Non si può andare avanti così e non è solo un problema italiano. Gli arbitri vengono colpevolizzati perché non riescono a vedere con i loro occhi quello che una tecnologia, che ha fatto passi da gigante, può mostrare. Per quanto possano essere preparati e per quanto possano lavorare duramente, mai potranno competere con la tecnologia. Fuori di paradosso, un aiuto verrà certamente dagli arbitri di porta, la cui sperimentazione continua con risultati che sembrano essere positivi. Con la consapevolezza che non possono essere la soluzione del problema. Soluzione che si potrà avere soltanto con una crescita culturale, che porti ad accettare l’errore umano”.


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Gianluca Paparesta ha sostenuto ieri con successo le visite di idoneità medica presso l’Istituto di Medicina dello Sport dell’Acqua Acetosa a Roma. L’arbitro barese era stato allontanato dal mondo del calcio nel 2007 in seguito alle vicende giudiziare di calciopoli, il 4 luglio 2008 era stato poi definitivamente messo da parte dall’AIA che aveva addotto come motivazione quella del “normale avvicendamento”. Ma il pugliese non si è mai arreso e dopo aver perso la causa presso Camera di Conciliazione e Arbitrato dello sport del Coni ha deciso di rivolgersi alla giustizia ordinaria ricorrendo al Tar del Lazio.
Lo scorso agosto il tribunale amministrativo ha deciso che il fischietto poteva tornare in campo in quanto le motivazioni dell’AIA che ne avevano decretato la dismissione sono state ritenuto “illogiche e immotivate”. L’associazione arbitrale pur storcendo il naso ha dovuto accettare la sentenza disponendo che Paparesta sostenesse le regolari visite mediche che sono poi state superate ieri. A tal proposito sono arrivate le dichiarazioni dello stesso arbitro:
Ho fatto le visite mediche che sono propedeutiche all’attività agonistica. Adesso aspetto solo di essere chiamato dall’Aia. Io sono già disponibile e pronto a tornare in campo, visto che le visite hanno dato esiti positivi. Ora mi auguro di tornare già da domani dato che c’è il raduno degli arbitri, e spero, nella massima serenità, che il designatore Collina mi chiami. Se c’è una volontà di farmi rientrare, nel massimo dello spirito di collaborazione, io sono pronto, altrimenti è sufficiente che spieghino il motivo per cui non c’è questa volontà. Non è obbligatorio fare l’arbitro, farò un’altra cosa”.
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Ieri dopo l’uno-due fulminante di Diego Milito, autore della doppietta da tre punti dell’Inter sull’ostico campo del Cagliari, i delusi tifosi sardi hanno iniziato a prendere di mira Mario Balotelli e Samuel Eto’o, rei soltanto di avere il colore della pelle scuro. Atti deprecabili che lasciavano presagire delle sanzioni da parte del giudice sportivo Tosel ai danni del Sant’Elia, un po’ come accadde nella scorsa stagione all’Olimpico di Torino (la Juve giocò un turno a porte chiuse per i buu, sempre ai danni di Balotelli). Prima ancora della squalifica, ci si era chiesto ieri nel dopo gara perché Orsato non avesse fatto qualcosa, come ormai suggerisce la normativa Uefa.
All’arbitro è infatti dato il pieno potere di sospendere la partita nel caso di reiterati comportamenti offensivi dei tifosi nei confronti di uno o più giocatori presenti sul terreno di gioco. “A me non interessa la squalifica del campo, ma si deve sospendere la gara in questi casi per dare un segnale. Anche perché mi sento vicino a questi ragazzi che sono in campo a fare il loro lavoro ed è assurdo debbano subire questi cori” ha detto oggi in merito Massimo Moratti, patron interista. L’Aia prima e la Figc poi oggi hanno spiegato i motivi del perché l’arbitro di Schio non abbia fatto nulla in merito, sottolineando come la legislatura italiana in merito si discosta alquanto da ciò che suggerisce l’Uefa.
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Tempi duri per gli arbitri navigatori del web. Marcello Nicchi, neo presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, ha deciso di vietare di fare dichiarazioni che non siano state preventivamente autorizzate, anche attraverso Internet come nei casi di Facebook o dei blog, e di partecipare a gruppi di discussione. Nicchi, con la circolare diffusa oggi, contraddice in parte ciò che disse qualche giorno fa, quando mostrò una timida apertura alla possibilità di rilasciare dichiarazioni pubbliche in alcune occasioni. La direttiva nasce in seguito all’apertura di un blog in cui sono state inserite delle intercettazioni, da parte di Gianluca Paparesta, arbitro coinvolto in calciopoli.
Un estratto del provvedimento recita che “agli arbitri è fatto divieto di fare dichiarazioni in luogo pubblico anche a mezzo email, su propri siti internet, e di partecipare a gruppi di discussione (come quelli di ultima generazione sul genere Facebook), mailing list, forum, blog o simili”. La circolare chiude con particolare riferimento “ai giovani, più portati a ricorrere ai mezzi di comunicazione informatica”. Resta un dilemma capire come i dirigenti dell’Aia riusciranno a scovare eventuali arbitri “violatori” (soprattutto i più giovani dei campionati minori) e a maggior ragione nel vastissimo mondo di internet. Chi non rispetterà questo divieto verrà deferito alla Procura Federale e rischierà una squalifica e un conseguente stop alla direzione di partite.
Dopo le amichevoli estive che hanno segnato l’inizio ufficiale della stagione per le squadre della serie A, è arrivato anche il momento degli arbitri. La stagione delle ex “giacchette nere” inizia a Sportilia, dove si ritroveranno 39 arbitri e 87 assistenti.
Il raduno, in programma da giovedì 7 a mercoledì 13 agosto, prevede una serie lezioni didattiche, incontri tecnici e approfondimenti del regolamento anche con l’ausilio di immagini tv oltre ad allenamenti giornalieri e test di routine.
Al termine dei 7 giorni di ritiro il designatore Pierluigi Collina e i vice responsabili della Can A-B, Gennaro Borriello, Franco Capraro e Giovanni Stevanato, presenteranno, in una conferenza stampa, la squadra arbitrale che la prossima stagione sarà chiamata dirigere la seria A e la serie B.

Mancheranno le casacche di Gianluca Paparesta, Paolo Bertini e Tiziano Pieri nell’elenco degli arbitri di Serie A e B per il campionato 2008-2009. A deciderne l’estromissione dal gruppo dei fischietti titolari è stato il designatore arbitrale Pierluigi Collina. L’ex numero uno degli arbitri italiani ha motivato la scelta come frutto di un meccanismo di “puro avvicendamento“.
Ma le ombre di Calciopoli, vicenda nella quale erano coinvolti i tre rei di aver utilizzato i telefonini forniti dall’allora direttore generale della Juventus Luciano Moggi, sono troppo grandi per non pensare che abbiano influito su tale decisione. Inevitabile ora la fine della carriera: dopo più di 10 anni di arbitraggio e la perdita della qualifica di internazionali (occorsa ai tre in seguito allo scandalo), secondo una nuova norma federale bisogna interrompere l’attività.
Paparesta si dice molto amareggiato ed è il suo legale Pellegrino a battere il pugno e annunciare battaglia. La risposta pronta e risoluta proviene il presidente dell’Aia Cesare Gussoni:
“Le motivazioni che hanno portato alla dismissione di nove arbitri possono essere tecniche come comportamentali ma, nel caso di Paparesta, è stata semplicemente applicata una norma prevista dall’Aia”.
Di umore diverso rispetto agli arbitri sopracitati è invece il decano Stefano Farina invece, al quale viene concessa una deroga che gli consente di restare nell’organico della commissione arbitri italiani nonostante abbia superato il limite di età di 45 anni. Una specie di premio alla carriera che lo farà rimanere in campo per un altro anno.
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Francesco Totti, appena prima di partecipare alla cena di compleanno di Marcello Lippi (60 anni) che riuniva gran parte degli uomini che formavano la spedizione azzurra dei mondiali in Germania, è ritornato sullo spiacevole episodio di Udine e ha chiesto scusa all’arbitro Rizzoli:
Mi sento di scusarmi pubblicamente con l’arbitro Rizzoli sia come persona sia come persona, sia in quanto rappresentante della categoria arbitrale che ogni domenica svolge professionalmente il proprio lavoro. Trascinato dalla trance agonistica della partita e per il delicato momento che stava attraversando la squadra, sono andato oltre a quelle che avrebbero dovuto essere delle proteste per l’occasione persa, mancando di rispetto all’arbitro, ai miei compagni di squadra, ai nostri tifosi e al pubblico presente.
L’Associazione italiana arbitri è intervenuta con un comunicato per smentire la notizia circolata in giornata che riguardava Totti e una presunta telefonata al designatore Collina. Ecco il testo integrale della nota:
Continua a leggere: Totti chiede scusa a Rizzoli: "Ho sbagliato, gli ho mancato di rispetto"
Il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, ha replicato con una lettera inviata al presidente Giovanni Cobolli Gogli e all’amministratore delegato Jean Claude Blanc, alle proteste della Juventus, che dopo il pessimo arbitraggio di Dondarini in occasione del match contro la Reggina, aveva lamentato i numerosi torti arbitrali subiti, a detta della squadra torinese, nel corso di tutta la stagione.
Abete ha dichiarato di comprendere l’amarezza della società bianconera ma è stato fermo nel ribadire che non c’è nessuna malafede nei comportamenti della classe arbitrale e nessun dubbio sulla regolarità del campionato. Alla replica del numero uno della Federazione si è unita anche quella dell’Associazione degli arbitri, che in una nota diffusa tramite il proprio sito internet ha sostenuto:
Il valore della nostra classe arbitrale ci viene costantemente riconosciuto dai massimi esponenti di Fifa, Uefa e Coni. Questo non toglie che i nostri arbitri, nessuno escluso, possano incorrere in errori di valutazione nel corso della direzione di una gara, così come è concesso l’errore a calciatori e tecnici senza mai dubitare della loro buona fede, altrettanto si deve concedere ai direttori di gara che scendono in campo ben preparati perché provenienti dalla severa selezione rappresentata dai nostri tornei.
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