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Accordo raggiunto, la serie A riparte venerdì da Milan-Lazio

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Alle 15.30 la Lega di Serie A e l’Associazione Calciatori hanno raggiunto il fatidico accordo che permetterà l’inizio del campionato. Si parte venerdì con l’anticipo serale tra Milan e Lazio. Le parole pronunciate da Maurizio Beretta, presidente della Lega, subito dopo il raggiungimento dell’intesa:

“E’ un accordo profondamente innovativo. Valeva la pena fare una vertenza così dura perché le società hanno ottenuto molto di quello che volevano. Non è un accordo ponte, è un contratto con una durata precisa la ragione vera è che oltre a questo contratto si apra una stagione di vere riforme per il calcio. Se arriveranno, come auspichiamo, delle riforme si potrà raccordare un nuovo contratto collettivo con il quadro collettivo di nuove riforme. Adesso bisognerà mettere in piedi un tavolo di discussione”.

Damiano Tommasi, in rappresentanza dei calciatori, è fiducioso per il futuro:

“Dispiace essere arrivati così in ritardo alla firma del contratto collettivo. Speriamo sia di buone auspicio per il prossimo. È importante giocare con un accordo collettivo firmato. Sostanzialmente è lo stesso di un anno fa, ma con un cambio di scadenza che ci obbliga ad andare d’accordo. Non è un contratto ponte, ma un punto di partenza“.

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Sciopero calciatori: ventiquattro ore per decidere sul nuovo accordo-ponte

pubblicato da Celephais


Piccoli passi avanti tra Lega di serie A e Aic per l’accordo sul contratto collettivo dei calciatori, che ha provocato lo sciopero in seguito al quale è stata rinviata la prima giornata di campionato. Secondo la nuova proposta avanzata dal presidente della Lega, Maurizio Beretta, il contratto resterebbe in vigore fino al 30 giugno del prossimo anno, accettando i sei punti definiti il 7 dicembre del 2010 e chiedendo una formulazione ad hoc nel giro di 15 giorni per il settimo punto. Se questo non fosse possibile, si confermerebbe momentaneamente l’articolo 7 del precedente contratto, quello sugli allenamenti differenziati, con l’aggiunta dell’interpretazione fatta dal presidente Abete la settimana scorsa. Questo il commento di Beretta a proposito:

“L’assemblea ha votato una posizione che ha riferito all’Aic e alle istituzioni sportive. Proponiamo di firmare un accordo collettivo con valenza da qui al 30 giugno 2012 che recepisca i 6 punti leggermente modificati secondo gli accordi del negoziato sviluppato nei mesi scorsi. Sull’articolo 7 la proposta, se accettata dall’Aic, prevede un confronto fra le parti da sviluppare in 30 giorni dalla firma. Se non ci sarà un’intesa varrà il parere formale del presidente federale Abete che si è detto disposto a riformularlo senza il concetto di temporaneità della possibilità di derogare all’obbligo degli allenamenti con la prima squadra. Tommasi ha detto che non è in grado dare subito una risposta, anche se sulle prime è apparso problematico e ha detto si sarebbe preso del tempo. Questa proposta è molto simile a quella che loro ci hanno fatto, se la accettassero saremmo in grado di firmarlo anche oggi pomeriggio”.

La palla torna quindi ora nelle mani di Tommasi, che nelle prossima ventiquattro ore tenterà di superare la contrarietà dei capitani, i quali vorrebbero un accordo che resti in vigore fino al 30 giugno 2013, naturale scadenza nel caso in cui si segua la consuetudine del rinnovo triennale. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha intanto ammonito i giocatori, dichiarando che se dovessero respingere anche questa proposta diventerebbe chiaro che gli unici responsabili di un eventuale prolungamento dello sciopero sarebbero soltanto loro.

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Liga, salta anche la seconda giornata: anche in Italia Tommasi non esclude lo sciopero

pubblicato da vieni_127


Stadi chiusi in Spagna nel week-end appena passato, lo stesso accadrà sabato e domenica prossima quando anche la seconda giornata salterà a causa del protratto sciopero dei calciatori: braccio di ferro niente male quello che sta tenendo in ansia milioni di calciofili spagnoli, con la Liga che a questo punto aprirà i battenti (sempre che si troverà un accordo) dopo la sosta per le partite delle Nazionali, e cioè solo l’11 settembre. “Lo sciopero resta in vigore per la seconda giornata” ha sentenziato il portavoce del sindacato dei calciatori, Luis Gil, che sta perorando la causa di decine di giocatori a cui non sono state pagate diverse mensilità di stipendio dai più svariati club della massima serie (e non solo).

Il problema in Spagna è infatti meramente economico, legato in pratica agli stipendi: la Lega dei Club (Lfp) ha debiti nei confronti di circa 200 calciatori di 42 società di Liga e Segunda per un ammontare di 52,8 milioni di euro. La Lega gioca al ribasso, i calciatori non fanno sconti; non solo, cercano di tutelarsi immettendo una legge che consente agli stessi lo svincolo automatico nel caso il club non paghi tre mensilità consecutive. La battaglia è tutt’altro che semplice, più morbida sembra invece la situazione italiana:

“Se non si firma il nuovo accordo collettivo la prima giornata sarà posticipata. Dopo un anno questa non può essere considerata una minaccia. Il fatto è che non si può cominciare il campionato senza l’accordo collettivo”.

Parole e musica di Damiano Tommasi che sì minaccia (anche se lui stesso si spazientisce quando si nomina la parola “minaccia“), ma che insieme all’AIC (che rappresenta) rimane incartato su una questione di più facile soluzione: il famigerato articolo 7 del contratto collettivo, quello inerente ai fuori rosa. Giancarlo Abete lavora per venire incontro alle parti, mercoledì assemblea di Lega e, subito dopo, consiglio federale. Tifosi e televisioni aspettano di sapere, sebbene il sindacato non si sbilancia con percentuali lo slittamento del primo turno di Serie A pare un’ipotesi abbastanza debole.

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Anche Buffon (e i suoi) pronto allo sciopero

pubblicato da Gabriele Capasso


I calciatori sono tutti d’accordo. La lettera firmata dai 20 capitani e vice-capitani delle squadre di Serie A parla chiaro: “senza firma sul contratto collettivo il campionato non parte“. Nonostante sia inevitabile cogliere con fastidio uno “sciopero dei privilegiati” è indiscutibile che siano i presidenti ad avere torto. L’accordo c’era già, era stato raggiunto con la mediazione della FIGC, e la Lega doveva semplicemente ratificarlo.

Niente da fare, nonostante mesi di attesa l’assemblea dei presidenti continua a nicchiare e a non accettare l’articolo 7, quello che garantisce un trattamento equo per i fuori rosa. La AIC guidata da Tommasi ha trovato anche la sponda nella nuova associazione di categoria capeggiata da Gigi Buffon, l’Associazione Nazionale Calciatori, nata proprio per il fastidio provocato nella scorsa stagione dell’atteggiamento dell’Avvocato Campana che aveva più volte minacciato lo sciopero proprio sul tema del contratto.

L’atteggiamento della Lega Serie A è talmente paradossale da “compattare” il fronte dei calciatori con Buffon che fa sapere “noi siamo sicuramente al fianco dell’Aic in questa iniziativa. Anche perché è il momento di non spaccarci, almeno tra noi calciatori“. Se i presidenti speravano di trovare una qualche sponda dall’altra parte della barricata nel loro atteggiamento intransigente che viola un accordo faticosamente raggiunto hanno fallito il loro obiettivo.

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E' ancora scontro tra Aic e Lega: "Senza firma niente campionato"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Nuovo scontro tra l’Associazione Calciatori e la Lega di Serie A. Motivo del contendere è sempre la questione del contratto collettivo scaduto a giugno del 2010. “In occasione dell’inizio della stagione agonistica con la partita della Supercoppa giocata ieri tra Milan ed Inter, i calciatori di serie A, come anticipato nei giorni scorsi dal presidente Aic Tommasi, vogliono portare a conoscenza dell’opinione pubblica la sconcertante situazione attualmente in atto per il rinnovo del contratto collettivo”, è l’inizio della lettera firmata da esponenti delle 20 squadre di Serie A.

Gli accordi conclusi tra la delegazione dell’Assocalciatori e la delegazione della Lega serie A e certificati dalla Figc nel mese di dicembre 2010 sono stati disattesi dall’Assemblea delle società con una scelta sorprendente ed inaccettabile - proseguono i calciatori - In conseguenza di ciò, permane oggi un inammissibile periodo di deregolamentazione che lede le nostre tutele non di carattere economico e che potrebbe, ai sensi della legge 91/81, mettere in dubbio la validità dei nostri contratti. Per quanto possa sembrare assurdo, l’Italia è oggi l’unico paese calcisticamente evoluto nel quale non esistono precise norme contrattuali in vigore per tutti i tesserati”. “Riteniamo, quindi, che senza la firma dell’accordo collettivo - concludono i capitani di serie A - non sia possibile cominciare un nuovo campionato e, per questo motivo, siamo certi che la Lega serie A terrà fede agli impegni assunti sottoscrivendo il contratto già siglato dall’Assocalciatori in data 30 maggio 2011″ .

Senza la firma dell’accordo collettivo, non è possibile cominciare un nuovo campionato”, è in sostanza il messaggio dall’AIC. Tra i firmatari della lettera Totti, Del Piero, Gattuso e Zanetti. “Così non firmeremo mai” dice il presidente della Lega Beretta. “Non è uno sciopero - afferma Damiano Tommasi, presidente dell’Assocalciatori - Qui non si discute alcuna questione economica, ma solo il diritto di ciascuno giocatore ad allenarsi con la prima squadra: ma se è davvero quello il problema, bisogna chiederlo ai presidenti. Perché noi abbiamo firmato l’accordo, loro dopo averlo raggiunto a parole non lo hanno sottoscritto“.

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Sarà Damiano Tommasi il nuovo presidente dell'Assocalciatori

pubblicato da Skalka

damiano tommasi

Damiano Tommasi sarà il nuovo presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, l’ex calciatore di Roma e Verona ha avuto la meglio sull’altro candidato, l’avvocato Leo Grosso, e succederà a Sergio Campana che ha rassegnato le sue dimissioni dopo 43 anni di regno. I calciatori si sono riuniti in assemblea oggi a Milano, l’ex centrocampista ha goduto del favore di un’ampia maggioranza, la sua investitura verrà ufficializzata il prossimo 9 maggio, a lui sono andati i complimenti dell’avversario che è stato a lungo il braccio destro di Campana.

Queste le prime parole, ovviamente di soddisfazione, di Tommasi: “È una grande responsabilità, ci tenevo a passare da consigliere a presidente. La sfida più complicata di oggi è il fondo di garanzia per le squadre minori. Credo in un sindacato unito: questa secondo me è una prerogativa e nostro obiettivo è mantenere salda l’unione”. Il nuovo presidente non ha presentato un vero e proprio programma, la sua campagna elettorale si è basata su dei principi che, evidentemente, hanno fatto breccia nel cuore dei suoi ex colleghi al termine di una stagione non certo semplice per il sindacato.

A lui vanno anche i complimenti dello sconfitto che ha anche annunciato di lasciare la sua carica di vice presidente: “Tommasi non ha presentato un vero e proprio programma, ha dato la sua disponibilità e ha parlato di una serie di principi. C’è stata una votazione e ha prevalso l’idea di Tommasi presidente. È la democrazia, va bene così. Lo avevo anticipato prima del voto, se fossi stato eletto avrei continuato a sostenere questo incarico, ma ora conserverò solo le cariche di consigliere dell’Aic e consigliere federale. Ne soffrirà un po’ meno il mio studio legale… Tanto di cappello per il lavoro di Campana, ma la situazione è molto diversa da 30 anni fa. I calciatori devono tornare al centro, sono più preparati e vanno coinvolti maggiormente nelle scelte.. Auguri a Damiano Tommasi e forza Aic!”.

Il primo impegno di Tommasi sarà quello di apporre la sua firma sul tanto discusso contratto collettivo, l’incontro decisivo e tanto atteso potrebbe arrivare già nel corso di questa settimana.

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Sergio Campana dice addio all'Aic dopo 43 anni

pubblicato da Celephais


Si chiude dopo quarantatrè anni l’era di Sergio Campana alla guida dell’Associazione Italiana Calciatori. Lo storico dirigente dell’associazione di categoria, in carica dal lontano 1968, dopo una discreta carriera da giocatore con la maglia del Vicenza, ha infatti annunciato oggi il suo addio definitivo al sindacato dei calciatori. Queste le sue dichiarazioni, nella quali rivendica i successi ottenuti nel corso della sua pluridecennale carriera:

“Al momento della mia ultima elezione avevo dichiarato di accettare l’incarico a condizione che mi fosse riconosciuta la funzione di traghettatore. E’ naturale che in questa occasione io guardi indietro, al lungo percorso fatto all’Aic, sotto la mia guida e con la collaborazione di tutti i calciatori, che con tenace unità di intenti hanno potuto arrivare a conquiste storiche, all’affermazione di diritti mai prima riconosciuti: lo status giuridico di lavoratore, l’Accordo Collettivo, la previdenza, le assicurazioni sociali, l’indennità di fine carriera, l’abolizione del vincolo e la libertà a fine contratto”.

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Nessun accordo, i calciatori scioperano l'11 e il 12 dicembre

pubblicato da Antonio D'Avanzo


E’ muro contro muro tra AIC e la Lega Calcio. Gli spiragli aperti in queste settimane si sono all’improvviso richiusi: per l’11 e 12 dicembre i calciatori della serie A hanno proclamato lo sciopero e non scenderanno in campo. A confermarlo è stato il vicepresidente dell’AIC, Grosso, che ha annunciato come non sia stato trovato l’accordo con la Lega Calcio sul settimo punto del contratto collettivo:

Da parte nostra c’era la disponibilità, abbiamo cercato un’intesa ma non si è trovato un accordo. Lo sciopero è stato quindi proclamato per l’11 e 12 dicembre. La Lega è rimasta su con Abete. Noi abbiamo ribadito la nostra disponibilità sui 6 punti noti, ma non siamo disposti ad accettare il 7/o punto sui ‘fuori rosà (mentre l’ottavo sui trasferimenti coatti è stato messo fuori da ogni discussione ndr). Su queste basi non se ne parla. Ora il presidente Campana farà un comunicato per ufficializzare la decisione. Siamo dispiaciuti, ma anche vincolati alla decisione del collettivo“.


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Chiellini rinnova fino al 2015, per l'Aic il contratto non è valido (Aggiornato)

pubblicato da Skalka

giorgio_chiellini

Update: Leonardo Grosso è intervenuto a Sky Sport 24 specificando che le sue affermazioni sono state travisate. Non è dunque vero che secondo L’AIC il contratto di Giorgio Chiellini con la Juventus sarebbe da considerarsi non valido.

Al momento i contratti stipulati al di fuori dall’accordo collettivo sono validi, quindi anche quello stipulato dalla Juventus e da Giorgio Chiellini è da considerarsi tale.

Ieri la Juventus ha celebrato in grande stile il nuovo contratto firmato da uno dei suoi giocatori simbolo. Giorgio Chiellini ha rinnovato fino al 2015, confermando così la sua più volte sbandierata volontà di diventare una bandiera bianconera. Il contratto prevede della clausole molto particolari, rivoluzionarie per certi versi rispetto ai contratti classici che i calciatori sono abituati a firmare. Queste peculiarità però non sono piaciute all’Assocalciatori che, per voce del suo numero due Leonardo Grosso, ha fatto sapere che per il sindacato un contratto del genere non è da ritenersi valido.

Nel nuovo accordo è specificato con chiarezza a quali regole debba attenersi un tesserato juventino a partire dal suo comportamento in campo e in allenamento, fino ad arrivare alle sue ore di svago, magari notturne. Viene affrontata per esempio la scottante tematica dei calciatori messi fuori ros,a che quindi sono obbligati ad allenarsi separatamente rispetto al resto del gruppo:

“Giorgio Chiellini si atterrà alle direttive dell’allenatore o di qualsiasi altro tesserato competente che il club designi, e accetta sin d’ora di allenarsi anche separatamente dal gruppo, purché in modalità tale da preservare, secondo l’apprezzamento dell’allenatore e delle componenti tecniche del club, le sue capacità tecnico-tattiche.”

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I calciatori confermano la volontà di scioperare, Beretta è perplesso

pubblicato da Skalka


L’Associazione Italiana Calciatori (Aic), con una nota diffusa oggi sul proprio sito ufficiale, ha ribadito la volontà di ricorrere allo sciopero, visto lo stallo in cui versa la trattativa con la Lega Calcio per il rinnovo del contratto collettivo. In particolare il sindacato presieduto da Sergio Campana non ha gradito il rifiuto da parte della Lega nei confronti della proposta di mediazione avanzata dal presidente federale Giancarlo Abete.

Dal comunicato si apprende quindi che entro la fine del mese sarà comunicata la data dello sciopero, rimandato a settembre ma ormai, secondo l’Aic, quasi inevitabile:

“I calciatori di Serie A hanno preso atto dell’atteggiamento della Lega che ha respinto la proposta del Presidente della FIGC Abete, condivisa dall’Aic, di limitare solo a 6 punti le trattative sull’Accordo Collettivo, con esclusione degli altri 2 (calciatori fuori rosa e trasferimenti coatti), fin dall’inizio non accettati dall’Aic.
Attraverso i loro rappresentanti hanno quindi confermato il mandato all’Associazione Calciatori di comunicare la loro decisione, in segno di protesta, di non scendere in campo in una delle prossime giornate del massimo campionato.
L’Aic, mantenendo l’impegno assunto nell’incontro con FIGC e Lega del 21 settembre u.s., attenderà fino al 30 novembre per annunciare la data dell’astensione dalle partite.”

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