Continua l’emergenza in casa Inter. Claudio Ranieri ha confermato nel corso della conferenza stampa alla vigilia della partita di domani, in trasferta con il Catania, che non avrà a disposizione quattro titolari come Julio Cesar, Sneijder, Chivu e Forlan. In modo particolare preoccupano le condizioni dell’uruguayano che potrà tornare a disposizione soltanto poco prima della sosta di natale “costringendo” Milito e Pazzini a fare un tour de force per circa due mesi. Nonostante qualche problemino in attacco, Ranieri al momento considera “fantacalcio” l’ipotesi di un ritorno in prestito di Eto’o durante la pausa del campionato russo tra gennaio e febbraio.
“Io ho ottimi attaccanti e sono contento con quelli che ho. A Eto’o vado dietro dal 2003 quando era al Maiorca… ma sono cose un po’ da fantacalcio quelle che ho letto e sentito, quindi mi concentro sulla partita di domani. A Mosca, quando ci siamo incontrati, non abbiamo assolutamente parlato di questo”.
Durante la sosta per la nazionale lo staff medico dell’Inter è riuscito a recuperare il solo Thiago Motta che è stato convocato per Catania ma che inizierà dalla panchina perché non ha ancora il ritmo partita. Nonostante gli infortuni di Julio Cesar e Forlan, Ranieri ha giudicato comunque in modo positivo la sosta:
“Sicuramente positiva, i ragazzi che hanno avuto piccoli problemi hanno potuto allenarsi meglio, qualcuno ha accorciato i tempi come Thiago Motta che già è disponibile ma non ha ovviamente i novanta minuti nelle gambe. La condizione generale migliorerà. Wesley Sneijder sta molto meglio, ha fatto già il lavoro con noi e credo ci sarà contro il Lille. Peccato per Forlan e Coutinho, peccato per Diego specialmente perché sarà una cosa lunga essendo un infortunio serio”.

Sono passati quasi cinquant’anni da quel 4 giugno del 1961 in cui Sandro Ciotti dai microfoni di “Tutto il calcio minuto per minuto” pronunciava quella frase, “Clamoroso al Cibali”, che sarebbe rimasta nella storia del calcio italiano andando ad acquisire un significato più ampio di evento imponderabile. In quel giorno di giugno l’Inter perse contro i siciliani per 2-0, sconfitta che comportò anche la fine del sogno scudetto, il tricolore lo vinse la Juventus con un pareggio contro il Bari. Riavvolgiamo il nastro per raccontare una delle storie più celebri del calcio nostrano.
Catania - Inter era l’ultima partita della stagione 1960/61, i nerazzurri inseguivano i bianconeri di Torino a due lunghezze di distanza, era difficile ipotizzare un passo falso della Juve ma sperare non costava niente, tanto più che l’avversario, il Catania, non faceva paura alla squadra di Helenio Herrera. All’andata a San Siro la grande Inter aveva piegato i rossazzurri con un secco 5-0, quattro marcature furono autoreti dei siciliani, a fine partita l’allenatore dell’Inter commentò così il successo: “Abbiamo battuto una squadra di postelegrafonici”, alludendo alla pochezza dell’avversario. Ma il Catania non era assolutamente una squadra di basso livello, anzi alla vigilia della sfida di San Siro era seconda in classifica a due punti di distanza proprio dai nerazzurri, non male per una neopromossa.
Le parole di Herrera caricarono i giocatori siciliani che promisero vendetta nella gara di ritorno, intanto riuscirono a vincere la seconda partita annuale di San Siro contro il Milan per 4-3. La vigilia della sfida del Cibali, oggi Massimino dal nome del presidente proprio di quel Catania, era stata anticipata da mille polemiche, i soliti eterni battibecchi tra Inter e Juve. Questo a causa di una Juve - Inter che si sarebbe dovuta giocare ad aprile, la partita in questione fu sospesa dall’arbitro perché a bordo campo c’erano troppi tifosi che erano rimasti senza biglietto. In un primo momento fu assegnata la vittoria a tavolino per 2-0 ai nerazzurri, poi in seguito al ricorso dei bianconeri, il cui presidente era Umberto Agnelli allora anche presidente della FIGC, si decise per la ripetizione della gara in data 9 giugno, cioè dopo la fine del campionato.
Le Foto di Catania - inter 3-1




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L’Inter ha perso a Catania rimettendo in discussione il discorso scudetto e Marco Branca, direttore tecnico dell’Inter, ammette che la squadra probabilmente non era concentrata nel modo necessario per affrontare l’impegno di campionato. Probabilmente la testa di molti giocatore era già a Londra: «Abbiamo peccato di scarsa attenzione soprattutto dopo il nostro vantaggio. Fino al nostro vantaggio abbiamo controllato la partita poi abbiamo peccato di scarsa attenzione». (Il Video della Partita)
Nonostante abbia individuato in un deficit di attenzione il problema della squadra, è convinto che i giocatori non stessero pensando alla Champions come sarebbe logico aspettarsi: «Sapevamo che il Catania sta vivendo un ottimo momento di forma. Non abbiamo pensato alla gara con il Chelsea, quella sarà un’altra partita, è il ritorno di un ottavo di finale, sarà una partita diversa contro un avversario di alto livello».
Le Foto di Catania - inter 3-1
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Vittoria pesantissima per il Catania di Sinisa Mihajlovic, la sua squadra con l’impresa di questa sera è lanciatissima verso una salvezza che sembrava insperata fino ad un paio di mesi fa. Entusiasmo alle stelle per il tecnico rossoblu: «L’Inter è la squadra più forte d’Italia, la nostra organizzazione di gioco e la voglia di vincere può pareggiare la loro qualità individuale. Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, ma sapevamo anche che se giocavamo come sappiamo potevamo vincere». (Il Video della Partita)
Una partita di cuore quella dei catanesi: «Quello che ha distinto questa squadra da quando sono arrivato una squadra che difende bene e cerca sempre di vincere e imporre il suo gioco. Noi giochiamo sempre uguale, in casa e fuori casa, contro qualunque avversaria. I ragazzi non mollano mai, dopo il vantaggio dell’Inter pensavano tutti che fosse finita, che potevamo prendere un altro gol, invece siamo stati bravissimi. La partita ci porta tre punti, va bene per il morale e la classifica, ma mancano 9 punti alla salvezza, non abbiamo ancora fatto nulla, dobbiamo continuare così».
Le Foto di Catania - inter 3-1
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Video Serie A: Catania - Inter 3-1 del 12 Marzo 2010 - Highlights HD

Clamoroso al Cibali. Incredibile sconfitta dell’Inter a Catania. I nerazzurri crollano nel finale dopo essere andati in vantaggio nella ripresa con Milito e mantengono solo 4 punti di vantaggio sul Milan e 7 sulla Roma che in questa due giorni possono accorciare in classifica. Nelle ultime 6 gare solo una vittoria per l’Inter di Mourinho e le inseguitrici possono respirare l’aria della vetta. Per i catanesi gol del pareggio di Maxi Lopez, rigore realizzato da Mascara con il cucchiaio (roba da matti) e Martinez che chiude il match al 90esimo. Autentico suicidio sportivo di Muntari che entra in campo, incassa il giallo per un fallo da dietro e sulla stessa punizione causa il rigore con un braccio alto in barriera e la sua espulsione.
Diviene ancora più tesa la vigilia della trasferta in Champions League contro il Chelsea di Ancelotti.
Le Foto di Catania - inter 3-1
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Tra i venti interisti scelti da José Mourinho per la trasferta di Catania non figura Mario Balotelli. Il giovane talento nerazzurro non è nella lista a causa di “una sofferenza, per trauma diretto, al ginocchio destro”, questa la motivazione ufficiale. Ma l’esclusione arriva alla fine di una settimana i cui il rapporto tra l’attaccante e l’allenatore dell’Inter non è stato idilliaco, viene quindi abbastanza scontato immaginare, seppur maliziosamente, che ci possa essere dell’altro.
Domenica sera Balotelli contro il Genoa non ha disputato una partita entusiasmante. In seguito è circolata la voce che il ragazzo fosse sceso in campo con 38,5 di febbre, circostanza che spiegava la prestazione opaca offerta nel posticipo. Questa notizia ha però fatto infuriare Mourinho che contravvenendo al silenzio stampa imposto dalla società nerazzurra ha voluto smentire tutto, così riguardo all’eventuale attacco influenzale ha ribattuto: “Febbre? Quale febbre? La febbre l’avevo io, non lui… Io e il dottor Combi sappiamo che Mario non aveva la febbre. Farlo giocare in quelle condizioni non sarebbe stato etico. La febbre di Mario è una bugia”.