
Il Lione si qualifica per gli ottavi di Champions League in un’ultima giornata rocambolesca. Il sospetto che dietro questo Dinamo Zagabria - Lione 1-7 ci sia una combine è fortissimo e suffragato anche da alcuni elementi come l’inquietante fotogramma che vi riportiamo in questo post con un difensore dei croati che dopo una delle reti segnate dagli ospiti fa l’occhiolino e il pollice in su a Bafétimbi Gomis.
Certo, è soltanto un fotogramma, si può dedurre qualsiasi cosa da un fotogramma, ma ci sono tanti elementi sospetti che fanno ritenere il Lione sfacciatamente “fortunato”.
Facciamo un passo indietro.
Dopo i due scontri diretti con l’Ajax terminati sullo 0 a 0 i francesi arrivavano a Zagabria per l’ultima partita con pochissime possibilità di qualificarsi. Innanzitutto avevano bisogno di una vittoria del Real Madrid nella gara di Amsterdam. La squadra spagnola giocava in trasferta da già qualificata come prima nel girone e con la testa alla sfida con il Barcellona in Liga nel prossimo turno del suo campionato.
L’11 di José Mourinho ha compiuto pienamente il suo dovere centrando la 15° vittoria stagionale di fila anche con una formazione rimaneggiata. La doppietta di Callejon e il gol di Higuain sono letali per l’Ajax, ma i lancieri possono recriminare (e non poco) con la terna arbitrale portoghese che annulla due gol per fuorigioco inesistenti quando il risultato era ancora di 1 a 0 per gli ospiti. La sconfitta poteva comunque qualificare gli olandesi in virtù della differenza reti: anche con il 3 a 0 subito l’Ajax era fermo a 0 (partendo dal +3) mentre il Lione partiva da -4 e doveva sommergere di gol i suoi avversari. In tutto il girone la squadra francese aveva segnato soltanto 2 reti, sempre contro la Dinamo all’andata, non esattamente roba da calcio spettacolo.
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Alla vigilia del match di Champions League contro il Manchester City, che al 99% deciderà la seconda classificata del girone A dietro ai tedeschi del Bayern Monaco, il tecnico del Napoli, Walter Mazzarri, prova a dare la carica ai suoi. L’allenatore toscano è convinto delle possibilità della sua squadra di conquistare i tre punti che gli permetterebbero di scavalcare in classifica i biancocelesti allenati da Roberto Mancini, pur ammettendo l’ottimo periodo di forma dei Citizens, attualmente primi nella Premier League, e la superiorità della loro rosa:
“Per battere una squadra come il City non basterà il numero del singolo, ma occorrerà una prestazione di gruppo eccellente, al 120 per cento delle nostre possibilità. L’appuntamento più importante della mia carriera? Sono già in partita non penso a tutto il resto, solo a preparare la gara meglio possibile con i miei ragazzi. […] Sabato hanno chiuso nel primo tempo la partita col Newcastle che non aveva mai perso in Premier. Balotelli mancava all’andata? Allora c’era Tevez. Li affrontiamo nel miglior periodo loro. Hanno una rosa di eccellenza. Sono a livello di Barcellona, Real, Chelsea. Cioè club con bilanci e tetti ingaggi diversi. Noi combattiamo con una filosofia diversa di fondo. Tatticamente dovremo capire i momenti diversi e interpretarli, senza pensare di spaccare il mondo o dominare per tutti i 95 minuti contro una squadra di tale tasso tecnico”.
Mazzarri ritiene comunque che la sua squadra abbia già ottenuto risultati straordinari e si riterrebbe soddisfatto anche se gli inglesi dovessero alla fine risultare troppo forti, costringendo i partenopei alla “retrocessione” in Europa League:
“Comunque finisca non credo cambierà molto. Perché nell’ultimo turno avremo delle possibilità in Spagna, col Villarreal, per passare il girone. Quando fu sorteggiato il girone credo fosse impensabile arrivare al quinto turno, con ancora buone possibilità di qualificarci. Significa che abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Quello che verrà da qui in poi sarà oro. In Europa, anche nell’Europa League, penso che resteremo”.
Si avvicina sempre di più il giorno dell’attesissima sfida di Champions League che deciderà la vincente del gruppo H della massima competizione continentale. Mercoledì sera a San Siro, si sfideranno infatti il Milan e i campioni in carica del Barcellona, al momento in vetta al raggruppamento con due punti di vantaggio sugli avversari. Ai rossoneri basterebbe dunque un successo per conquistare la prima piazza, cosa più facile a dirsi che a farsi, vista l’assoluta qualità della corazzata blaugrana. Uno degli uomini più attesi della sfida è il bomber Zlatan Ibrahimovic, ex dei catalani ed eterno incompiuto nella “coppa dalle grandi orecchie”, che in un’intervista rilasciata questa mattina ha dichiarato:
“Giocare contro una ex squadra non è niente di personale. Naturalmente sarà una grande gara, ma alla fine un po’ come tutte le altre. Non serve darle troppo peso. Sarà una partita emozionante, fantastica. Giocheremo contro la squadra più forte del mondo, senza dubbio. Lo era anche quando me ne sono andato, e lo sapevo, ma è stato meglio per tutti. Visti i risultati di entrambe le squadre, è stata la soluzione migliore”.
L’attaccante svedese è tornato poi sul suo rapporto con gli spagnoli, dai quali ha divorziato dopo una sola travagliata stagione, commentando anche la sua “sfortuna” in Champions:
“E’ importante stare bene nell’ambiente in cui giochi. Se sei felice diventa tutto più facile. L’umore fuori dal campo è legato a quello in campo e viceversa. Alla fine avevo qualche difficoltà a Barcellona, quindi era meglio andarsene. Mi sono comportato da uomo, abbiamo trovato una soluzione e sono partito. La Champions League manca nel mio palmares? Qualche anno fa era il mio obiettivo principale, ma se vuoi troppo qualcosa, alla fine non la vinci mai.”
Il successo per 2-0 sui bielorussi del Bate Borisov, che lascia il Milan in vetta alla classifica del proprio girone di Champions League in compagnia dei campioni in carica del Barcellona, rende fiducioso il tecnico Massimiliano Allegri sulla possibile conquista del primo posto nel raggruppamento. Queste le parole dell’allenatore rossonero nell’intervista di rito del dopopartita:
“Era importante vincere stasera, per mettere una seria ipoteca sulla qualificazione. Mancano ancora due punti e a questo punto l’obiettivo sarà quello di giocare la partita con il Barcellona che può valere il primo posto, che sarebbe un risultato importante, in vista di un eventuale sorteggio. Credo i ragazzi hanno fatto delle buone cose, lo sbaglio tecnico di Van Bommel può capitare, Abbiati ha fatto una grande partita, poi la partita è stata in discesa, a parte in certi momenti del secondo tempo nei quali abbiamo concesso qualche tiro in porta. Quando le cose sembrano facili, c’è sempre un pochino di rilassamento da parte della squadra. Abbiamo avuto due settimane per mettere a posto le cose, anche a livello fisico e piano, piano ci stiamo riprendendo. Il cammino è ancora lungo”.




Un Napoli stellare ha battuto il Villarreal nella prima partita di Champions League giocata al San Paolo dopo 21 anni di attesa. Agli azzurri sono bastati i 15 minuti iniziali della partita per assestare due cazzotti agli spagnoli e mettere così la partita in discesa. Questa vittoria è fondamentale per quanto riguarda il cammino europeo degli azzurri, che ora sono secondi nel girone e che grazie a questi quattro punti nelle prime due partite hanno quantomeno ipotecato l’eventuale terzo posto utile per accedere almeno ai sedicesimi di Europa League.
In questo momento gli azzurri però possono pensare in grande anche perché il Bayern Monaco è in testa con 6 punti, mentre il Manchester City, al momento terzo con un punto, dovrà venire a giocare al San Paolo nell’ultima giornata. A fine partita Mazzarri è soddisfatto per la prestazione dei propri ragazzi che sono cresciuti moltissimo rispetto alla passata stagione:
“Dopo l’esperienza che abbiamo fatto l’anno scorso in Europa League, che ci è servita molto, ero sicuro e convinto che come approccio noi giocassimo così, che entrassimo in campo in questo modo, lo facciamo anche in campionato. Ormai la nostra mentalità è che le partite vanno affrontate tutte nello stesso modo. I ragazzi mi stanno seguendo alla lettera da questo punto di vista. Io credo che questo Napoli pochissime volte non sarà in campo come squadra, nel senso vero del termine… Quando le energie sono venute a mancare, loro hanno tentato il tutto per tutto, mi sono anche arrabbiato perché ci siamo abbassati troppo e si è rischiato di prendere un gol.”
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Clamorosa beffa per l’Inter in seguito alla presentazione delle liste per la Champions League. Come comunicato dalla società meneghina tramite il proprio sito ufficiale, Diego Forlan è stato infatti dichiarato ineleggibile dall’Uefa e potrà dunque indossare la maglia nerazzurra nella massima competizione continentale solo a partire dal prossimo gennaio. Fatali i 162 minuti complessivi giocati con l’Atletico Madrid nel terzo turno preliminare di Europa League contro i norvegesi dello Stromsgodset tra la fine di luglio e i primi di agosto. Il bomber non era poi stato utilizzato nel quarto turno eliminatorio vinto contro i portoghesi del Vitoria Guimaraes, essendo in corso la trattativa con i milanesi.
Il forse eccessivamente cervellotico regolamento recita però che la partecipazione al turno precedente non venga presa in considerazione soltanto in caso di eliminazione della squadra nella quale si militava in precedenza. L’attaccante uruguayano sarà probabilmente sostituito dal giovane olandese Luc Castaignos; al tecnico Gasperini resta però un problema di penuria nel reparto offensivo, con i soli Giampaolo Pazzini e Diego Milito come punte centrali di una certa esperienza. Via libera invece per il nuovo acquisto del Milan, Antonio Nocerino: nel suo caso infatti il Palermo, con il quale il centrocampista era sceso in campo contro gli svizzeri del Thun, era stato poi eliminato.

Domani a Nyon si terranno i sorteggi per i turni preliminari di Champions League, a mezzo giorno, e Europa League, alle 13:30. In attesa di scoprire se il Palermo di Pioli riuscirà a vincere in Svizzera contro il Thun e centrare così la qualificazione al prossimo turno, cerchiamo di scoprire chi rischiano di incontrare le formazioni italiane. Il massimo trofeo continentale ha visto qualificarsi come quarta classificata l’Udinese, proprio i friulani sono quelli che con buona probabilità avranno il turno più complicato.
In Champions League le squadre sono divise in due gruppi a seconda del campionato di provenienza, Champions Route (campionati medi e piccoli) e League Route (i campionati più importanti). Ovviamente la squadra allenata da Guidolin fa parte di questo secondo gruppo, ma non essendo tra le teste di serie rischia di incrociare una big del calcio europeo. Attenzione quindi a squadre come Arsenal, Bayern Monaco, Lione e Villarreal; l’avversario meno ostico sulla carte dovrebbe essere il Benfica, ed è tutto dire. In caso di mancato passaggio del turno l’Udinese sarà “retrocessa” in Europa League.
Nel torneo minore saranno impegnate le due romane e il Palermo in caso di passaggio del turno questa sera. La Roma, la Lazio e i rosanero sono tra le teste di serie, di conseguenza dovrebbero avere un sorteggio più favorevole. Bisogna comunque tenere presente che anche tra le non testa di serie ci sono avversari che potrebbero creare più di qualche grattacapo, in particolare attenzione alle due tedesche Mainz e Hannover, due formazioni che nella scorsa stagione hanno dimostrato di essere di ottimo livello, con i primi che addirittura sono stati in testa alla Bundesliga per molte settimane.
Di seguito la composizione dei gruppi previsti per il sorteggio di Champions League (in grassetto le teste di serie):
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Alla vigilia della semifinale di ritorno di Champions League, che vedrà il Real Madrid chiamato ad una vera e propria impresa nel tentativo di ribaltare lo 0-2 casalingo subito una settimana fa sul difficilissimo terreno del Barcellona, si riaccende la polemica tra le due eterne rivali del calcio spagnolo. Un sito di fede madridista ha infatti accusato il centrocampista blaugrana, Sergio Busquets, di insulti razzisti nei confronti del brasiliano Marcelo, che sarebbe stato da lui apostrofato come “scimmia”.
Come prova dell’antisportività del giocatore, gli internauti sono anche andati a ripescare l’episodio della semifinale dello scorso anno contro l’Inter, nel quale lo stesso Busquets aveva simulato un colpo da parte di Thiago Motta, provocandone l’espulsione. L’Uefa ha intanto annunciato che il giudice dell’Organo Disciplinare e di Controllo ha respinto tutti i ricorsi avanzati da entrambi i club in merito ai numerosi episodi contestati del match e alla dichiarazioni infuocate rilasciate dal tecnico delle Merengues, José Mourinho.
José Mourinho continua ad addossare al direttore di gara tedesco Stark tutte le colpe per la sconfitta casalinga subita dal suo Real Madrid nella semifinale di andata di Champions League contro gli arcirivali del Barcellona. Intervistato oggi, il tecnico portoghese ha infatti ribadito di non avere nessuna responsabilità per il ko dei suoi, invitando i presenti a rivedere le immagini del presunto fallo del difensore madrileno Pepe su Dani Alves, che ha provocato l’espulsione del giocatore delle Merengues, secondo il lusitano decisiva per l’andamento dell’incontro.
Queste le parole dell’allenatore: “L’espulsione di Pepe? Un’immagine vale più di mille parole, e visto che ci sono tante immagini non parlerò più di quello che è successo.”, il quale ha poi affermato di sentirsi, a causa degli avvenimenti dell’ultima settimana, ancora più legato al club della capitale del quale ha detto: “Adesso ho ancora più voglia di continuare a guidare il Real Madrid per tutto quello che rappresenta.” Nel frattempo l’Uefa ha disposto accertamenti in merito alla richiesta dei catalani di perseguire le dichiarazioni del dopopartita del tecnico avversario.





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Alla vigilia dell’attesissimo derby di Champions League tra Real Madrid e Barcellona, inizia il confronto a distanza tra i due allenatori José Muourinho e Pep Guardiola. Apre le danze il lusitano, smorzando le polemiche sul direttore di gara Wolfgang Stark, l’imparzialità del quale era stata messa in dubbio da alcuni giornali di fede madridista a causa del fatto che l’allenatore tedesco sarebbe un grande fan della stella blaugrana Lionel Messi:
“La squadra è tranquilla, dobbiamo giocare al massimo questa semifinale e l’arbitro non è importante. C’è bisogno solo di un arbitro di livello che non aiuti nessuno ma che applichi il regolamento e che venga aiutato da giocatori. Spero che una volta finita la partita le due squadre siano contente dell’arbitraggio. Nessun risultato della gara d’andata può renderci più sicuri in vista del ritorno. Non c’è ossessione per noi, ma solo la speranza di arrivare in fondo. Non ho pozioni magiche per vincere ma solo tanto lavoro. Real favorito per Guardiola? Non esiste squadra favorita, non ci sono favoriti.”
L’ex tecnico dell’Inter prosegue poi punzecchiando il suo collega, il quale nei giorni scorsi aveva manifestato il timore che la direzione di gara fosse assegnata a un portoghese come nello scorso anno nel match di andata contro i nerazzurri:
“È la prima volta che sento un allenatore criticare la scelta di un arbitro prima dell’inizio della partita. Non sono un amico degli arbitri. Quando gli arbitri sbagliano mi lamento e lo faccio in maniera onesta perché se l’arbitro ha preso decisioni giuste lo dico senza problemi. Il Barcellona viene giudicata come la squadra più forte di tutti i tempi? Non lo so, è una grande squadra ma la più forte di tutti i tempi non lo so. È iniziato un nuovo ciclo. Finora c’era un piccolo gruppo, molto piccolo, che non parla degli arbitri e uno più grande che ne parla, e li critica quando fanno errori importanti. Di questo faccio parte io. Con le dichiarazioni di Pep siamo entrati in una nuova era, in un nuovo gruppo nel quale c’è solo lui, che critica la scelta dell’arbitro. Non si era mai visto.”
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