Messi all’Inter? Forse non è solo fantamercato. Questo è quello che ha lasciato intendere Thiago Motta ospite del programma “Prima Serata” su Inter Channel. Il centrocampista italo-brasiliano ha parlato dei suoi trascorsi in maglia blaugrana ed ha anche rivelato di sentirsi spesso telefonicamente con Lionel Messi confessando che la pulce penserebbe proprio all’Inter come prima scelta in caso decidesse di lasciare Barcellona:
“Con Messi siamo amici, è un ragazzo semplice e umile, mi sono sempre trovato benissimo con lui. Ci sentiamo sempre, ci scambiamo messaggi… dovesse andare via da Barcellona, la prima squadra in cui verrebbe sarebbe l’Inter. Ancora è giovane, prima o poi arriverà anche per lui il momento di cambiare”
Forse per gli interisti è troppo presto per iniziare a sognare, ma nel calcio non si sa mai. Se qualcuno avesse solo ipotizzato nell’inverno del 1996 che proprio dal Barcellona a fine stagione sarebbe arrivato il poco più che ventenne Ronaldo, che segnava caterve di gol alla sua prima stagione in Catalogna, quasi tutti avrebbero sghignazzato divertiti. In quel caso Moratti smentì tutti pagando l’intera clausola rescissoria di 48 miliardi di lire, una cifra astronomica ai tempi, regalando ai tifosi nerazzurri uno dei più grandi attaccanti della storia. Il futuro è imprevedibile, di sicuro la stima di Messi per i colori nerazzurri è una buona base dalla quale iniziare a sognare.

Pep Guardiola, intervistato da Mediaset Premium al termine di Barcellona - Copenaghen, non chiude tutte le porte all’Inter per Lionel Messi. Tuttavia l’unica vera porta che secondo l’allenatore blaugrana si potrebbe aprire risulta praticamente…blindata. Messi vale 250 milioni, parola di Pep:
“Messi è un giocatore dalle grandissime qualità, le sue prestazioni sono di livello davvero altissimo. L’Inter potrebbe anche prenderlo, ammesso che portino nelle nostre casse 250 milioni e convincano Leo ad andare via da Barcellona. Nel calcio non si può mai sapere, alla fine conta la volontà del calciatore e lui ci ha detto di non voler andare via. Eto’o? Sono felice per quello che sta facendo, ha iniziato alla grande questa stagione ed è un bravissimo ragazzo”.




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Il nuovo presidente del Barcellona Sandro Rosell, subentrato al “vincente” Joan Laporta, ha chiesto ed ottenuto dal direttivo della società blaugrana l’autorizzazione a portare il suo predecessore in tribunale per chiarire le ragioni del dissesto finanziario del club. La votazione è letteralmente spaccato l’assemblea, 468 voti a favore della richiesta, 439 contrari e 113 schede bianche. La situazione è grave, anche se Rosell ora cerca di riportare serenità con alcune dichiarazioni di facciata risuonano ancora le sue parole dei giorni scorsi: “Ci sono perdite ingenti, il club ha perso patrimonio, ci siamo imbarbariti e ci sono stati dei pessimi investimenti in giocatori“.
Ora si parla di circa 430 milioni di euro di debiti, una cifra enorme, raddoppiata negli ultimi due anni. Come sempre in questi casi si vanno a spulciare bilanci che riportano voci decisamente stravaganti e dagli importi elevatissimi: quasi 3 milioni di euro spesi in detective e sicurezza, 315 mila euro addebitate al club dalle carte di credito della giunta direttiva, 360 mila euro in jet privati, 262 mila in ristoranti e catering. Si tratta di gocce nel mare, certamente, ma sono proprio queste le voci di spesa che danno l’idea di una gestione “allegra” della società.
Laporta da parte sua, impegnato nelle elezioni per il governo della Catalogna alla testa del suo partito indipendentista, “Solidarietà Catalana”, aveva respinto ogni accusa sostenendo di aver lasciato la società “in attivo per 11 milioni di euro” e di vedere ricadere sulla sua presidenza debiti che erano stati contratti in passato quando il Barcellona aveva vinto decisamente meno trofei. Ora se ne parlerà in tribunale. La notizia sulla salute delle finanze del club catalano riesce anche a “spiegare” un’operazione come quella di Ibrahimovic al Milan, ceduto in forte perdita e con una formula decisamente favorevole alle casse del club di Berlusconi, ed apre nuove insospettabili prospettive alla ormai celebre battuta di Massimo Moratti sulla possibilità di portare Lionel Messi a San Siro sulla sponda nerazzurra.