Finora non è certamente il mondiale da ricordare per spettacolo, creatività in attacco, goal da cineteca. L’Argentina è forse l’unica che è riuscita ad emergere nella mediocrità generale ed ha mostrato i primi segni di forza nella seconda tornata, contro la Corea del Sud. La Germania, dopo un inizio scoppiettante contro in modesti australiani, è crollata quest’oggi, la Spagna ha miseramente perso la prima partita, il Brasile ha vinto faticando contro la Corea del Nord, l’Olanda non ha convinto contro la Danimarca, l’Inghilterra ha deluso molto, l’Italia ha strappato un punto contro il Paraguay che non è certo il favorito per la vittoria finale. Sembra un mondiale livellato verso il basso sia dal punto di vista del gioco, sia sotto il profilo delle realizzazioni. (Tabella percentuale goal e tiri dal 1966 ad oggi)
E di quei 4 o 5 giocatori semi sconosciuti che in ogni edizione si mettono in mostra emergendo dall’anonimato nemmeno l’ombra. Castrol, uno degli sponsor del FIFA World Cup 2010, ha stilato una tabella eloquente sui dati dei goal e dei tiri in porta della prima giornata di questo mondiale rapportati a tutte le edizioni dal 1966 ad oggi. Sinora il numero medio di gol segnati a partita è dell’1,6%, 0,6% in meno della peggiore edizione nella storia dei Mondiali (2,2% nel 1990). Gli esperti hanno accusato il pallone e l’altitudine, che possono rappresentare alcune delle cause per cui i giocatori sono stati meno precisi di qualsiasi altra edizioni dei Mondiali: solo un tentativo su tre è finito in rete (33,4%).
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Arrivò alla Lazio in pompa magna due estati fa, accompagnato da ottime referenze e consigliato da un guru dei pali come Angelo Peruzzi. Un anno di attesa, dovuto a incartamenti irregolari nelle pratiche per il tesseramento da comunitario. La Lazio aveva esaurito i posti in rosa da extracomunitario e negli ultimi giorni di mercato dovette ricorrere in fretta e furia all’acquisto di un semi sconosciuto come Fernando Muslera. Di Carrizo si sapeva invece molto perché al River Plate era il leader indiscusso tanto da guadagnarsi il posto da titolare nella nazionale argentina. Si presenta al pubblico italiano nella stagione 2008/09, ma dopo le prime due giornate di serie A senza lode né infamia, cominciano a serpeggiare le prime perplessità. (Guarda alcuni Video delle Papere)
Uscite a vuoto sulle palle alte, scarsa reattività sia per i tiri da lontano che per quelli da posizione ravvicinata e poca disponibilità al sacrificio per migliorare le sue doti.Juan Pablo Carrizo, come buona parte dei portieri arrivati dal Sudamerica, tra i pali fa affidamento solo sull’istinto un po’ folle del portiere, peccando in tecnica e stile. In più, dopo gli iniziali dubbi di Delio Rossi che lo accantona per dar spazio a Muslera, dichiara ai media argentini che in Italia non sopportano il suo modo di stare in porta e che vorrebbero inculcargli uno stile che lui rifiuta di apprendere. Una mancanza di umiltà che cozza con i sacrifici in allenamento fatti da Muslera, destituito del ruolo di titolare per far posto a Ballotta l’anno precedente: il giovane portiere fu messo in panchina all’istante in seguito al tiro al bersaglio di tifosi e stampa dopo l’esordio nefasto in quel famigerato 1-5 contro il Milan


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L’International Federation of Football History & Statistics ha eletto, per il secondo anno consecutivo, Iker Casillas miglior portiere del 2009. Lo spagnolo precede Gianluigi Buffon, secondo come lo scorso anno. Il portiere juventino rimane il più vincente di questa speciale classifica, avendo preceduto i suoi colleghi in ben 4 edizioni. Terzo posto per l’interista Julio Cesar, quarto per l’olandese del Manchester United Edwin van der Sar, quinto per il ceco del Chelsea Petr Cech. A decretare questa classifica sono stati giurati di 84 paesi. (Fotogallery: Casillas - Buffon - Julio Cesar)



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C’era una volta il portiere para rigori: spesso complice un tiro non irresistibile di chi calcia, altre volte frutto di balzi e istinto felino. Tutte le competizioni a eliminazione diretta, dai Mondiali alle Coppe Campioni, sono cariche di storie di rigori segnati, di tiri alle stelle e di prodezze degli estremi difensori. Qualche esempio recente? L’errore incredibile di Terry contro il Manchester in finale di Champions o il traversa di Trezeguet nella finale dei Mondiali; e ancora il penalty fallito da Di Natale contro Casillas negli scorsi Europei e l’erroraccio di Francesco Totti nella scorsa Supercoppa Italiana. Di fatto il penultimo episodio: fino a ieri i rigori non si sbagliavano più, fino alla parata di Iezzo su Kakà!
Siamo ormai alla decima giornata di campionato, più di un quarto di Serie A è passata in archivio eppure solo il brasiliano del Milan ha sbagliato dagli undici metri: un affare per chi gioca al Fantacalcio e sceglie i rigoristi, una delusione per chi sperava nei vari Campagnolo, Sereni e Benussi come valore aggiunto alla propria squadra, se non per i gol inevitabilmente subiti per qualche rigore parato di tanto in tanto. Venticinque i tiri dagli undici metri e 24 i gol, con Corradi il migliore dei rigoristi con tre centri su tre. Ma bravi anche D’Agostino, Miccoli, Milito, Mascara e Zarate, tutti e cinque a 2 centri su 2, col Toro che ha invece avuto tre rigori e tre rigoristi diversi, a segno Amoruso, Bianchi e Rosina.
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E’ di oggi la notizia che accertamenti più accurati hanno sancito uno stop più lungo del previsto per Gigi Buffon: non uno ma ben due mesi lontano dai campi da gioco, con Manninger e Amelia che dovranno prenderne l’eredità nella Juve e nella Nazionale. Il solito adduttore, quello di Cagliari, quello per cui il portierone ha accelerato i tempi di recupero giocando con troppa fretta la partita col Palermo: il problema è serio perché Buffon è il portiere più forte del mondo e due mesi possono essere decisivi soprattutto per la Juve. Ma se Amelia predica ottimismo in quanto alla nuova scuola italiana di estremi difensori, elogiando il cagliaritano Marchetti, ma anche portieri di Serie B come De Lucia, Acerbis e Zotti, Peruzzi non è dello stesso avviso.
L’ex giocatore di Roma, Juve, Inter e Lazio, di recente facente parte dello staff della Nazionale lippiana, ha preso spunto da questo infortunio muscolare di Super Gigi per tracciare un po’ il bilancio della situazione portieri nel nostro Paese, non lesinando critiche ad allenatori, genitori e osservatori, per giustificare a suo modo una carenza lampante. D’altra parte lo stesso Amelia non offre garanzie (si veda punizione di Del Piero di domenica scorsa) e il suo secondo è De Sanctis, panchinaro al Siviglia e non brillantissimo in Turchia: “Di sicuro gli stranieri tolgono spazio ai giovani ma se un ragazzo di qualità come Fiorillo a 18 anni costa tre o quattro milioni capisco che un club corra in Sudamerica e prenda a un milione un portiere già formato. Basta farlo ambientare un po’, come ha fatto l’Inter con Julio Cesar, e si sistema” ha detto Peruzzi.