
Siamo andati a scoprire in anteprima i segreti del Santiago Bernabeu, lo stadio che tra due giorni potrebbe diventare il teatro, per l’Inter, della conquista di un traguardo storico come la Champions League. Muniti di macchina fotografica e dopo un breve viaggio in metropolitana, siamo scesi alla fermata dedicata ad uno dei templi del calcio spagnolo e mondiale per iniziare il Tour Bernabeu, il tragitto riservato al pubblico che comprende la visita delle tribune, l’ingresso nel museo dove sono conservati cimeli, memorabilia, trofei e tantissime foto e la discesa verso il campo di gioco, per poi lambire gli spogliatoi. Impossibile filmare o fotografare ogni oggetto o angolo delle stanze che nel museo ripercorrono oltre 100 anni di gloriosa storia: ci siamo fermati alla non disprezzabile cifra di 86 foto.
La coda davanti alla biglietteria ci regala il chiasso gioioso di un paio di scolaresche francesi e la curiosità di 4 o 5 ragazzi italiani poco più che ventenni. Calcolando sommariamente il costo del biglietto di 15 euro e l’orario d’apertura dello stadio (orario abituale: dalle 10:30 alle 18:30, aperto quasi tutti i giorni dell’anno), non è irragionevole pensare che una non trascurabile quota di introito nelle casse del club madrileno possa provenire anche da questa lungimirante “invenzione”…




Cristiano Ronaldo e Robinho lo difendono, il Santiago Bernabeu lo fischia, Galliani assicura non fosse rotto, Pellegrini lo sostituisce, la stampa spagnola gli appiccica addosso maglie diverse da quella “blanca” per la prossima stagione: stiamo parlando di Ricardo Kakà, stella del Real Madrid giunto nella capitale spagnola per 65 milioni di euro. Stagione non propriamente da incorniciare, rendimento ben al di sotto le aspettative e una fastidiosa pubalgia a mettergli il bastone tra le ruote: come successo a Shevchenko che aveva abbandonato la “famiglia rossonera” per un acclamato trasferimento a Londra, sponda Chelsea, anche per il fuoriclasse brasiliano lasciare Milanello non ha portato per niente bene.
La punta dell’iceberg di questo momento no di Kakà? La settimana scorsa durante Real Madrid - Lione, ritorno degli ottavi di Champions: il giocatore è stato ingenerosamente fischiato e sull’1-1 Pellegrini lo ha cambiato. Il suo addetto stampa su twitter si è lasciato andare in commenti inopportuni, definendo un codardo il tecnico cileno. Sebbene Kakà abbia preso le distanze da queste esternazioni, al momento del cambio non era affatto contento: “Ero arrabbiato per come andava la partita, è stato un colpo molto duro, un momento molto difficile per il Real Madrid e per i tifosi. Possiamo solo chiedere scusa agli aficionados“. Già, ma la faccenda si fa seria e oggi è tornato a parlare, tramite il quotidiano As.
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