L’incontro di Europa League tra Austria Vienna e Athletic Bilbao, valido per il gruppo L, è stato funestato da incidenti provocati da un nutrito gruppo di teppisti austriaci. La partita, conclusasi 3-0 per l’Athletic, ha subito uno stop di circa venti minuti, quando il risultato era già fissato sul 2-0 in favore degli spagnoli. Il direttore di gara è stato costretto a sospendere il match per circa 20 minuti ed ha ordinato alle due squadre di rifugiarsi negli spogliatoi. Il campo di gioco è stato invaso da alcuni hooligans e dagli spalti sono piovuti razzi e fumogeni. (Foto e Video Esclusiva Calcioblog)
Gli incidenti sono iniziati cinque minuti dopo il 2-0 dell’Athletic: decine di tifosi austriaci hanno iniziato a lanciare bengala contro la panchina spagnola, poi hanno invaso il terreno di gioco costringendo l’arbitro, il norvegese Svein Oddvar Moen, a interrompere la partita. E’ tutt’altro che una coincidenza la “scelta” della partita contro la squadra basca che ha spinto i sostenitori austriaci ad inscenare uno spettacolo simile: nella curva austriaca campeggiavano in bella vista, oltre a numerose bandiere spagnole, anche striscioni che inneggiavano a Franco.





In Spagna, in questi giorni, si respira un’aria di trionfo annunciato, in barba al consigliabile e sano atteggiamento prudente da osservare prima di una finale così importante. “Siamo i migliori” ha titolato Marca, “Germania, arrenditi” è stata invece l’apertura di AS. I tedeschi, dal canto loro, tengono un profilo basso e quasi come per mettere le mani avanti, hanno ammesso che si dichiareranno soddisfatti del lavoro svolto e del risultato ottenuto anche in caso di sconfitta. (clicca per il sondaggio)
La Spagna, in questa competizione, ha dimostrato di essere più forte della Germania. L’unico problema per gli iberici potrebbe sorgere nel classico braccino del tennista, tipico di chi ha paura di vincere. L’inossidabile Germania non vince un trofeo dal 1996 e forse cominciano ad essere troppi gli anni senza vittorie per i panzer teutonici…

La razionalità suggerirebbe una finale tra Germania e Spagna, ma le vie del pallone sono infinite. Come le vie della Turchia di Fatih Terim, che si appresta ad affrontare gli immarcescibili panzer tedeschi, senza dieci giocatori (6 infortunati e 4 squalificati!). E’ quindi emergenza assoluta per i sorprendenti turchi: oltre a sperare in un aiuto divino, Terim potrebbe affidarsi a Tolgan Zengin, terzo portiere, e schierarlo in mezzo al campo, nel corso della partita…(clicca per il sondaggio)
L’altra semifinale, almeno sulla carta, è sicuramente più equilibrata. La Spagna, euforica dopo la vittoria ai rigori contro l’Italia che ha scacciato il cosiddetto blocco psicologico tipico delle furie rosse ai quarti di finale, è quantomai desiderosa di raggiungere la finale di Vienna. Non sarà per niente facile, la Russia del genietto Arshavin può contare su una straripante forma fisica, sull’intelligenza del tecnico Hiddink e, cosa da non sottovalutare dopo tanti giorni di partite ravvicinate, sulle 24 ore in più di riposo rispetto agli spagnoli.
Alcune quote dei bookmakers. Strafavorita la Germania sulla Turchia (la vittoria dei tedeschi è quotata dalla Snai 1,45, il pareggio a 3,80 e la vittoria turca a 8,00), un po’ più incerta Spagna-Russia. Pagata 2,10 volte la posta l’affermazione degli spagnoli entro i 90 minuti, la vittoria russa è quotata a 3,40 mentre è da tenere d’occhio il pareggio al 90esimo, quotato 3,25. Quote vincente europeo: favorita numero 1 è la Germania (2,40) seguita dalla Spagna (2,70). Altissima la quota per la Turchia (16) mentre un pensierino sulla Russia, quotata a 4,00, non sarebbe poi così peregrino…
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Cose turche. Come un thriller ma la realtà supera ogni immaginazione. La Turchia, non nuova a questo tipo imprese (vedi Turchia-Rep.Ceca), accede alle semifinali dopo un finale incredibile, in cui a un minuto dal termine del secondo tempo supplementare era sotto di un goal. I croati hanno avuto il pallino del gioco per larghi tratti dell’incontro, colpendo anche un palo nel primo tempo, ma sono riusciti a sbloccare il risultato “solamente” al 119esimo. Poteva diventare una sorta di golden goal il vantaggio di Klasnic, in realtà dopo due minuti e praticamente all’ultimo secondo di gioco, arriva il pareggio di Senturk. (Foto - Video)
Il primi minuti della gara sono favorevoli alla Croazia padrona del campo che va vicina al goal con Bilic (traversa) e un secondo dopo con Kranjcar che manda fuori di testa. La Turchia non si fa assediare nella propria metà campo e il primo tempo si chiude con gli uomini di Terim in avanti. In realtà la gara, con i minuti che passano, si fa sempre più spezzettata e noiosa.
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Domenica sera l’Europa intera guarderà con un pizzico di curiosità l’ultimo quarto di finale di questo Europeo: nel Prater di Vienna si sfideranno due squadre che non sono solite incontrarsi in competizioni ufficiali, due modi di fare calcio storicamente diversi, il vigore latino racchiuso in 22 atleti e un prato verde. Ma la partita di domenica sera, non andando a pescare dati da almanacco o concezioni filosofiche, concederà più di una risposta a una domanda che un po’ tutti si sono posti: vincerà ancora l’Italia pasticciona che dalle difficoltà si esalta e ne esce sempre con maestria o questa volta trionferà la gioventù, la sfrontatezza, la squadra favorita?
Perché la Spagna di Aragones, fino a questo punto, ha mostrato un calcio chiaramente migliore della truppa di Donadoni che anche contro la Francia ha vinto ma non convinto. Le Furie Rosse invece hanno affrontato con le riserve i campioni in carica della Grecia e hanno sfoderato la terza prestazione convincente di fila, facendo filotto di vittorie nel Girone D e impressionando addetti ai lavori e tifosi. Ma nelle partite secche, il calcio ci insegna, spesso non basta la brillantezza: basta un guizzo di Buffon o una incertezza di Marchena ed ecco che i pronostici si sovvertono in men che non si dica.