“Io tifo per Matteo” | Raccolti 70mila euro, ma la malattia è inventata dal padre

La storia di Matteo, bimbo di 5 anni figlio di Fabrizio R., tifoso del Genoa, è una truffa. Il papà ha inventato la malattia del figlio e l’operazione al polmone in Svizzera. I 70 mila euro provento della raccolta fondi servivano a pagare i suoi debiti.

di antonio

E’ una storia desolante. La raccolta fondi ‘Io tifo per Matteo’ (nota anche come ‘Un gol per Matteo’ e ‘Uniti per Matteo’), organizzata dai tifosi del Genoa è quasi certamente una truffa organizzata dal padre del bimbo. Il conto intestato a ‘un cuore grande così‘ non doveva servire per una delicata operazione al polmone da effettuare in Svizzera per salvare il bimbo di 5 anni, ma per ripianare i debiti di Fabrizio R. In tutto erano stati raccolti 70 mila euro, di cui 25 mila provengono dalle multe pagate dai giocatori del Genoa dopo una notte brava in discoteca. I tifosi genoani avevano precisato qualche mese fa che per il raggiungimento della somma hanno contribuito anche i tifosi di Sampdoria, Juventus, Lazio, Ancona, Milan e Cremonese.

Tutto ha inizio quando nel gennaio 2013 il papà di Matteo si è rivolto a Davide Traverso del gruppo ‘Figgi do Zena’. In preda alla disperazione l’uomo ha raccontato la storia di figlio mostrando numerose cartelle cliniche. Per salvare la vita a Matteo era necessario sottoporre il bimbo a una delicata operazione al polmone da effettuare in Svizzera dal costo di 70 mila euro. I tifosi genoani rispondono prontamente all’appello e mettono in vendita 2500 cappellini per racimolare i soldi necessari.

Ma a quanto pare Matteo sta bene (per fortuna) e non ha bisogno di nessuna operazione. Il pm Biagio Mazzeo ha aperto un fascicolo, su segnalazione del tribunale dei Minori, e ha indagato Fabrizio R., il papà di Matteo, per truffa. Secondo quanto risulta a chi ha organizzato la raccolta fondi sono stati 8 mila i partecipanti, che ora possono intraprendere un’azione legale. A inizio marzo il papà di Matteo si superò annunciando il buon esito dell’operazione chirurgica mai avvenuta.

Addirittura quando l’ho sentito circa dieci giorni fa ci chiese se potevamo organizzare un giro di campo con Matteo in occasione dell’ultima partita in casa del Genoa“, racconta Roberto Scotto, capo storico della Nord, a Pianeta Genoa. “Oltre alla restituzione dei soldi, chiederemo anche i danni morali: questa persona ha preso in giro tanta gente sfruttando un bambino di soli cinque anni. Vogliamo che passi il resto della sua vita a vergognarsi per quello che ha fatto“, è il parere unanime dei tifosi.

Abbiamo i nomi delle persone che hanno fatto le donazioni attraverso il nostro conto corrente, incominceremo da qui. La famiglia tramite il loro legale ci ha fatto sapere che vuole collaborare – spiegano gli avvocati Lamonaca e Sambugaro – a ogni modo invitiamo tutti quelli che sono stati truffati a sporgere querela. Anche il Genoa si sta muovendo in questa direzione“. La polizia giudiziaria è riuscita per ora a sequestrare 27 mila euro con cui si spera di riuscire a iniziare la restituzione.

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