Retrocede e lascia il calcio, Camilli annuncia: "Regalo il Grosseto, se nessuno lo vuole sarà Serie D"

Se davvero dovesse passare dalle parole ai fatti, in fondo Piero Camilli ci mancherà: lo Zamparini della Serie B, il mangia allenatori più spietato d'Europa, dopo cinque anni di Serie B alcuni dei quali anche gloriosi, alla fine non ce l'ha fatta a salvare il Grosseto e coi maremmani matematicamente retrocessi si è sbottonato e ha fatto dichiarazioni scioccanti per i tifosi biancorossi. L'imprenditore di Acquapendente, alla guida del club toscano dal lontano 2000, ha parlato di congiura per far retrocedere la sua squadra e, stanco di inciuci e complotti vari, ha deciso di mollare la spugna:

"Lascio tutto, non ne posso più di questo calcio. Non pensiate che lo faccia per andare da qualche altra parte. Basta, ho chiuso. Quest'anno ci hanno ammazzato. Se non avessi avuto la penalizzazione di sei punti e non avessi vissuto l'estate che mi hanno fatto vivere minimo avrei fatto i playoff. Questo posso dirlo con certezza. Avete visto cosa ci hanno fatto in questa stagione? Di tutto e di più, ed ancora ci stanno massacrando nelle ultime partite con rigori inesistenti. E' stato tutto un disegno contro di noi. Di chi? Evidentemente da chi comanda nel calcio. Ma in questo momento non mi interessa neanche, sto bene a casa mia, non ho bisogno di restare nel calcio. A fine stagione mollo tutto".

Un Camilli affranto, stanco, disilluso. Ma ancora tenero nei confronti della sua creatura, l'U.S. Grosseto F.C., che ora rischia seriamente di non potersi neanche iscrivere in Prima Divisione, un peccato anche perché il prossimo campionato di terza serie sarà senza retrocessioni e molto meno isterico (e qualcuno maligna più falsato):

"Se la situazione resterà questa il Grosseto non verrà iscritto alla Lega Pro e ripartirà dalla D. Che sia chiaro la società non fallirà e vanterà comunque i crediti e dovrà saldare quei pochissimi debiti fisiologici che ci sono al termine di una stagione. Insomma la società è sana e io la regalo. Ieri ho pagato un milione di stipendi. Personalmente salderò tutto e tutti. Poi ci dovranno pensare altri. Chi? Non vedo nessuno interessato e questa è la cosa che più mi dispiace. Io a Grosseto ho vissuto momenti bellissimi e la gente mi ha voluto bene. Lascio non per ragioni economiche, ma morali. Da qui rivolgo di nuovo un appello al Comune affinché coinvolga imprenditori locali e non, per poter dare un futuro al Grosseto".

Ora però c'è da onorare il finale di stagione, mancano cinque partite a partire dal delicato derby all'Ardenza contro il Livorno; Camilli ha già ordinato a mister Checco Moriero come comportarsi:

"Puntando sui giovani che sono un patrimonio della società. Ne abbiamo alcuni bravi e dunque nelle ultime giornate li schiereremo per poterli anche valutare. Poi tra un mese tutto questo sarà di altri, perché io non ci sarò più!".

Messaggio recepito. Ma siamo sicuri che fra un mese non cambierà idea?

  • shares
  • Mail