Sciopero della redazione della Gazzetta dello Sport: oggi 5 Maggio 2013 niente giornale in edicola

La Gazzetta dello Sport oggi non uscirà in edicola per uno sciopero indetto dalla redazione del giornale

Oggi, domenica 5 Maggio 2013, i lettori affezionati della Gazzetta della Sport non troveranno il quotidiano rosa in edicola. Ieri infatti la redazione di via Solferino ha incrociato le braccia per scioperare dopo aver ‘scoperto’ l’ammontare di stipendi e bonus riservati ai membri del consiglio di amministrazione di Rcs, ritenuto responsabile dai giornalisti della Gazzetta, ma anche dai poligrafici e dagli impiegati, delle attuali difficoltà economiche che hanno comportato il taglio degli stipendi per gran parte dei dipendenti ed in alcuni casi anche il licenziamento.

La protesta è scoppiata l’altro ieri dopo che il Consiglio di Redazione, riunito in assemblea, ha preso visione della relazione Finanziaria Annuale al 31/12/2012 e dell’allegata Relazione sulla Remunerazione di Rcs Mediagroup, nella quale hanno potuto constatare come siano stati concessi lautissimi compensi e bonus ai presunti responsabili della profonda crisi nella quale è sprofondata recentemente l’azienda, il tutto proprio mentre si “chiedeva” un sacrificio ai dipendenti. Ecco un estratto del comunicato nel quale si fa riferimento alle cifre dello ‘scandalo’:

“…Maurizio Romiti (17 milioni di euro dopo due anni al timone dell’azienda) a Gaetano Mele (direttore generale, 9,6 milioni), da Vittorio Colao (7,8 milioni, metà dei quali a onor del vero, versati in beneficenza) ad Antonello Perricone (3,4 milioni di indennità per l’addio all’azienda nel luglio 2012, dopo averla trascinata all’acquisto irresponsabile e fallimentare di Recoletos in Spagna)”.

Sostanzialmente la redazione della Gazzetta dello Sport ha voluto lanciare un segnale forte ai vertici di RCS, invitandoli quantomeno a farsi carico di una parte dei debiti invece di scaricare tutto sulle spalle di chi realizza effettivamente il giornale, senza i quali non esisterebbe nulla da amministrare. Un invito infine anche a tutti gli azionisti che fino al 2011 hanno incassato i dividendi, affinché ‘restituiscano’ ora qualcosa all’azienda evitando che siano i soli dipendenti a farsi carico della crisi.

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