Mascherano espulso per un calcio ad un barelliere durante Ecuador – Argentina 1-1

El Jefecito protagonista di un insolito episodio: è stato espulso dall’arbitro per aver rifilato un calcione all’autista del veicolo di soccorso.

Ieri sera l’Argentina ha giocato a Quito una gara di qualificazione ai mondiali brasiliani contro i padroni di casa dell’Ecuador, Messi e compagni non sono riusciti ad andare oltre un deludente 1-1. Ma la serata sarà ricordata per la gran bagarre che si è scatenata a quattro minuti dalla fine e che ha avuto come protagonista in negativo Javier Mascherano. Il centrocampista è stato espulso dall’arbitro mentre veniva trasportato sulla barella a bordo campo. Il giocatore del Barcellona aveva subito un fallo, in campo sono entrati i sanitari e poi, come da prassi, è stato caricato sull’automobilina affinché potesse essere condotto fuori dal terreno di gioco. Proprio durante questi pochi secondo il giocatore si è reso protagonista di un gesto inedito quanto incomprensibile: ha infatti scalciato l’infermiere alla guida del mezzo di soccorso, la scena non è sfuggita al quarto uomo che lo ha prontamente comunicato al direttore di gara.

L’arbitro, il paraguayano Enrique Caceres, non ha avuto nessuna esitazione, ha raggiunto Mascherano e gli ha sventolato il rosso sotto il naso. Alla sorpresa per l’inaspettata sanzione è seguita subito la rabbia, il giocatore ha preso di mira il quarto uomo Rodney Aquino, colpevole di aver provocato l’ingiusta espulsione. Il centrocampista è stato placato a fatica dai compagni di squadra, i più attivi in questo senso sono stati Lavezzi e Orion. Si sono vissuti veri e propri momenti di tensione e solo dopo qualche minuto è tornata la calma con El Jefecito che finalmente ha preso la via degli spogliatoi.

A fine partita il giocatore però ha chiesto prontamente scusa con un messaggio su Twitter, non tanto per il calcio al barelliere, quanto per la dura reazione avuta:

Mascherano ha poi spiegato ai giornalisti l’accaduto sostenendo che si è trattato di un grosso equivoco: “Non è giusto quello che ho fatto, ma non è come sembra. Ho detto all’autista che stava andando troppo veloce e che la barella non era fissata bene. La verità è che ho avuto paura di cadere e per questo ho avuto quella reazione. Sono dispiaciuto e mi pento per quel gesto e spero che la buona immagina mostrata sul campo dalla mia squadra non venga oscurata da quella negativa che ho lasciato io”. Probabilmente l’episodio si chiude qui, per il centrocampista si è trattato del terzo rosso della carriera in 91 presenze con la maglia albiceleste.

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