Olanda | Il guardalinee ucciso: condannati 6 minori e un padre

Dopo la barbara aggressione a Richard Nieuwenhuizen, dirigente del club giovanile SC Buitenboys morto in seguito alle percosse, il tribunale di Lelystad ha proclamato il carcere per sei teenager e per il padre di uno dei giovani.

di antonio

A inizio dicembre Richard Nieuwenhuizen fu ucciso ammazzato barbaramente da un gruppetto di ragazzini, al termine di una partita amichevole tra le squadre giovanili di Nieuw Sloten e BuitenBoys . Durante la partita fu ricoperto di insulti dai giocatori della squadra avversaria, gli stessi che poi al fischio finale scatenarono tutta la loro furia omicida pestandolo con calci e pugni fino alla morte. Qualche ora fa è arrivata la sentenza del giudice Anja van Holten del tribunale di Lelystad.

La Corte ha formulato sette condanne. Sei i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 17 anni condannati, più il padre di uno loro, colpevoli di aver massacrato a calci e pugni il 41enne dirigente avversario, sono stati condannati. E’ stato invece assolto un ottavo imputato, che però dovrà scontare 30 giorni di carcere per aver picchiato il portiere della squadra avversaria. I sette sono stati condannati per omicidio colposo, violenza pubblica e brutalità. “La corte ha stabilito che nessuno dei sospettati avesse davvero l’intenzione di uccidere“, ha spiegato il magistrato. Il padre coinvolto, un 50enne, identificato solo come Hasan D., dovrà scontare sei anni di carcere, mentre i cinque minorenni sconteranno un massimo di due anni negli istituti di pena minorili, con sei mesi di condizionale.

Il sesto incriminato, di 13 anni, sconterà soltanto un anno nell’istituto di pena minorile, con tre mesi di condizionale. Lo hanno colpito come se fosse stato una palla, ha così dichiarato un magistrato del tribunale, interpellato dopo che solo uno degli imputati, all’epoca dei fatti tesserato per la società Nieuw Sloten, aveva ammesso di aver colpito Nieuwenhuizen ad una spalla. “È stata la brutalità a provocare la morte di Nieuwenhuizen“, ha dichiarato il giudice smentendo il perito della difesa che aveva attribuito a un’anomalia genetica le cause della morte del guardalinee.