Arrestati 13 tifosi responsabili degli scontri dopo Lecce – Carpi, c’è anche un ultra del Palermo

I provvedimenti giungono dopo l’attività di investigazione della Digos che ha dato un nome ai volti protagonisti dei video girati dopo la partita.

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La Polizia di Lecce ha eseguito questa mattina 13 ordinanze di custodie cautelare e numerose perquisizioni nei confronti di altrettanti tifosi che lo scorso 16 giugno si sono resi protagonisti degli incidenti dopo la finale play off tra i giallorossi e il Carpi. La mancata promozione dei salentini in Serie B aveva scatenato la furia di molto sostenitori presenti al Via del Mare che avevano invaso il campo e devastato tutto quello che trovavano a tiro, provando poi anche a entrare negli spogliatoi, fermati nel loro intento solo grazie al coraggio e alla professionalità di alcuni addetti alla sicurezza. Gli incidenti erano poi continuati fuori dall’impianto, un fuoristrada della Polizia era stato incendiato e altri mezzi danneggiati.

Il provvedimento è stato disposto dal Gip Giovanni Gallo su richiesta del procuratore Cataldo Motta e del sostituto procuratore Massimiliano Carducci. Dopo le sanzioni della giustizia sportiva, quattro turni a porte chiuse per il Lecce e una salta multa, ecco quindi che arriva anche la giustizia ordinaria che è riuscita in questi giorni a individuare molti dei teppisti del Via del Mare grazie al lavoro della Digos che ha studiato con cura tutti i video che hanno immortalato le scene di violenza di quel 16 giugno, quelli dell’impianto di sicurezza dello stadio ma anche quelli delle riprese tv.

Tra i 13 fermati questa mattina c’è anche un tifoso residente a Palermo, secondo gli investigatori questo conferma il gemellaggio che c’è tra ultras giallorossi e rosanero. Sarebbe proprio lui il tifoso che all’esterno dello stadio avrebbe dato fuoco alla camionetta delle forze dell’ordine. Il giorno stesso della partita era stato già arrestato un ragazzo di Erchie, colto in flagranza di reato mentre lancia delle pietre agli agenti di polizia, ma l’attività investigativa della Digos prosegue con l’obbiettivo di individuare tutti i responsabili di quel pomeriggio di follia, tutti dovranno rispondere di varie accuse tra cui concorso in danneggiamento e aggressione di pubblici ufficiali.