Tevez scalpita: “La Juve esige molto, non vedo l’ora di mettermi a lavoro”

Tevez si racconta a un quotidiano argentino: la sua voglia di Juve è alle stelle e non vede l’ora di cominciare.

Ultimi giorni di vacanza a Buenos Aires per Carlitos Tevez, alle prese in questi giorni con valigie e pacchi da portare con sé e la sua famiglia nel volo transoceanico che affronterà fra due giorni: il 9 luglio l’Apache è atteso a Torino per rispondere presente alla chiamata della Juve che comincerà così il suo ritiro pre-campionato con un argentino e un navarro in più (Tevez, appunto, e Llorente). Il quotidiano Cronica ieri ha sentito proprio l’ex calciatore di Boca Juniors, Manchester United e Manchester City, per capire cosa si aspetta da questa nuova avventura italiana, dalle risposte che ha fornito si evince un grande entusiasmo:

“Devo essere in Italia il 9 luglio per iniziare il precampionato. Saremo a Torino due giorni e poi andremo in montagna per 10 giorni. La Juve è un club che esige molto. Come immagino il campionato italiano? Ancora non me lo immagino, e credo che mi servirà molto il precampionato per ambientarmi e per sapere quello che dovrò affrontare. Saranno molto importanti questi giorni che mi allenerò con tutti i miei compagni”.

In realtà per la prima fase del ritiro, che per la cronaca si svolgerà a Chatillon prima di volare negli Stati Uniti per una serie di amichevoli, non ci saranno i calciatori impegnati nella Confederations Cup (e non solo, come Pogba che si sta giocando il Mondiale Under 20 con la Francia), comunque fra tre giorni Tevez potrà immergersi nella nuova realtà, anche se quella che ha assaggiato nella due giorni torinese di una settimana e mezzo fa è stato un antipasto più che succulento:

“Appena ho messo piede in Italia, i miei futuri compagni mi hanno scritto per darmi il benvenuto. Hanno fatto di tutto per farmi sentire bene, è una cosa fantastica, mi viene voglia di iniziare subito. Così come i tifosi che mi hanno trattato molto bene. Ho avuto difficoltà a uscire dall’aeroporto per quanti tifosi c’erano ad accogliermi e non solo all’aeroporto, ma ovunque andavo, mi accompagnavano. È stato incredibile. La maglia numero 10? Per la verità non mi genera nessuna pressione. Non penso per niente al numero di maglia. Sono concentrato per potermi preparare al meglio per affrontare la stagione nella migliore condizione”.

Tevez è carico. Llorente di più. La Juve gongola.