Giaccherini senza rimpianti: "Ciao Juve, lasciarci è stato un bene per tutti"

Emanuele Giaccherini da Talla, Arezzo, è un calciatore particolare: taciturno, educato, gran lavoratore, fino a qualche mese fa era tanto ben visto dagli allenatori, Conte e Prandelli su tutti, quanto poco considerato dai tifosi. Certo, a Cesena fu uno degli artefici della doppia promozione in Serie A e relativa salvezza e anche alla Juve, dove approdò su esplicita richiesta di Antonio Conte, pur non giocando da titolare ha messo lo zampino su entrambi gli ultimi scudetti della Vecchia Signora: eppure non scaldava il cuore dei tifosi bianconeri, non particolarmente, figurarsi quelli della Nazionale che puntualmente lo vedevano in campo con la maglia azzurra dopo settimane di panchina a Torino. Poi succede che Prandelli gli da fiducia incondizionata in Confederations Cup, lui risponde presente risultando uno dei migliori, Di Canio e il Sunderland lo cercano convinti, Giak accetta e in un baleno il popolo juventino ne sente la mancanza.

Una piccola rivincita per lui in cui ha unito il gusto di una vittoria personale (coi Black Cats sarà titolare e ha ricevuto per il momento enorme fiducia) con l'utile di uno stipendio triplicato e una buona plus-valenza per Marotta e Paratici. Un matrimonio interrotto senza pianti o isterismi, forse solo col dispiacere per il popolo juventino di non averlo mai a pieno coccolato; lui non se ne cruccia e da ragazzo intelligente qual è saluta l'Italia tramite le colonne rosa della Gazzetta dello Sport, e lo fa col solito entusiasmo di persona umile:

"È stata una trattativa molto veloce, in una settimana abbiamo chiuso. Tutto inaspettato ma bello, vado ad affrontare una nuova avventura con grandissimo entusiasmo e tanta voglia. Dal 2010 ogni anno ho fatto una scalata. Sono partito dal Cesena e ci siamo salvati, poi sono passato alla Juve dove ho vinto due scudetti, quindi la Nazionale. Ora inizia una nuova avventura in Premier".

Nella fredda Sunderland, dove la squadra cittadina sulla carta punta a una salvezza tranquilla:

"Cosa mi ha convinto ad accettare il Sunderland? Senz'altro il campionato: la Premier è bellissima. Mi ha convinto l'emozione di poter giocare in alcuni stadi, un'esperienza che penso sia bellissima. Di Canio? Ho avuto modo di conoscerlo domenica scorsa, l'ho sentito anche al telefono qualche volta. È molto simile a Conte, uno che lavora tanto. Allenatori con questi metodi sono importanti, perché sfruttano al massimo le mie caratteristiche: lavoro, sacrificio e non mollare mai. Cosa so della mia nuova squadra? Conosco solo qualche giocatore perché ci ho giocato contro. Il presidente sta costruendo una squadra competitiva per una comoda salvezza e arrivare anche più in alto".

Dunque ciao ciao Juve, due stagioni e tante soddisfazioni, mai divorzio è stato più sereno:

"Deluso dalla Juve? Non sono rimasto deluso perché ogni società fa i propri calcoli e interessi. La Juve sicuramente ha sfruttato il mio momento, dopo la Confederations sono venute fuori alcune opportunità per loro. Ringrazio la Juventus per quello che mi ha dato e per la possibilità di arrivare in Nazionale. Ringrazio Conte che in questi due anni mi ha dato tutto, ma spero di avergli dato molto anch'io. Lascio la Juve e Conte? Quando stai bene per due anni in una squadra e vinci, andando via è normale che ci sia nostalgia. Ma ho scelto il Sunderland e ne sono contento. Il rapporto con Conte resterà come prima, anche lui è stato giocatore e sa come vanno le cose nel calcio. Mi dispiace averlo lasciato, ma da questa operazione penso ne abbiano tratto beneficio tutti".

Va bene la Premier, va bene tutto, ma Giak non può dimenticare l'appuntamento brasiliano di giugno prossimo. I Mondiali. Prandelli si dimenticherà di lui?

Prandelli mi ha dato tanta fiducia, schierandomi titolare contro il Messico. Non è facile scegliere un giocatore che non è titolare nel suo club: vuol dire che ha grande fiducia in me e spero di ripagarlo anche l'anno prossimo. Se credo ai Mondiali? Sì. Spero di fare un gran campionato in Inghilterra. Farò di tutto per restare in azzurro".

Basta chiacchiere, si torna al lavoro. Oggi uscita svizzera per un'amichevole contro il Chiasso. Giaccherini è già in rampa di lancio (mentre tutti i suoi colleghi di Confederations Cup sono ancora in vacanza...).

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