Inter, Zanetti vicino all'addio: "Decido a giugno"

In attesa di recuperare dalla rottura del tendine d'achille, il capitano nerazzurro medita l'addio al calcio

“A fine stagione valuterò se smettere o se avrò la forza e la voglia per giocare ancora”. Javier Zanetti, capitano dell’Inter ancora ai box per infortunio potrebbe lasciare il calcio a fine stagione. Da qualche giorno si parla di un suo possibile futuro all’estero, magari nella MLS americana, ma l’argentino non si sbilancia e preferisce concentrarsi sul presente. E il presente è rappresentato ancora dall’Inter, che nelle prossime ore sarà impegnata proprio negli USA in amichevole contro il Chelsea di Josè Mourinho, colui il quale conquistò con capitan Zanetti il triplete.

Dopo la rottura del tendine d'achille del piede sinistro del 28 aprile scorso, capitan Zanetti sta guardando da fuori il lavoro dei suoi compagni agli ordini del nuovo tecnico Walter Mazzarri, nel frattempo sulle sue condizioni dichiara:

"Non so quando tornerò, ma so che sto lavorando per farlo poi a fine stagione valuterò se smettere o se avrò la forza e la voglia per giocare ancora", dice Zanetti che il prossimo 10 agosto compirà 40 anni.

L’Inter che si sta ricostruendo dopo la disastrosa annata agli ordini di Andrea Stramaccioni, ha bisogno anche del suo carisma e Mazzarri non vede l’ora di averlo a disposizione, oltre che come calciatore, anche come uomo spogliatoio. Quanto agli obiettivi stagionali dell’Inter, Zanetti ha le idee chiare:

"L'obbligo è tornare ad essere protagonisti, dobbiamo riscattarci e per farlo serve un gruppo solido. Il nostro è fatto di giocatori più esperti e giocatori più giovani, sui quali puntiamo molto. Il giusto mix ci aiuterà a tornare più forti di prima", ha continuato l’argentino.

Anche se ancora è alle prese con il recupero dall’infortunio, come dicevamo, Zanetti sta osservando con molta attenzione il lavoro di Mazzarri, che avrà l’arduo compito di recuperare fisicamente e psicologicamente alcuni elementi che hanno chiuso il campionato 2012-2013 a pezzi. Sulle capacità dell’allenatore toscano, però, il capitano non ha alcun dubbio:

"E' un allenatore preparato - conclude -, con le idee chiare, per una grande squadra serve un tecnico con una grande personalità e lui ce l'ha".

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