Atalanta e Migliaccio deferiti per il carro armato alla festa della Dea | Video

Palazzi deferisce l'Atalanta e Migliaccio... per un carro armato alla festa del club

Stefano Palazzi deferisce tutto e tutti, compreso Migliaccio, uno dei partecipanti della discussa Festa della Dea. Lo scorso 15 luglio i tifosi atalantini si sono dati appuntamento per il classico evento che si consuma ogni anno e da 12 anni. La trovata dei sostenitori orobici di esibire un carro armato che avrebbe schiacciato due automobili, una con i colori del Brescia l'altra dipinta di giallorosso, suscitò molte polemiche. Sul carro armato, in postazione di comando, erano posizionati l’ex giocatore della Fiorentina Giulio Migliaccio, tornato all’Atalanta dopo 5 stagioni, e al suo fianco Glenn Stromberg, ex bandiera atalantina.

Un'idea di forte impatto, forse poco raffinata, che simboleggia la rivalità decennale tra gli atalantini e le altre due fazioni prese di mira, i romanisti e i bresciani. Qualcuno nelle cosiddette "grandi testate giornalistiche" (soprattutto nella capitale) il giorno successivo ha scomodato l'istigazione alla violenza, qualcun altro come Daniele Belotti, ex consigliere regionale leghista e tifoso atalantino ha precisato che nessuno dei presenti alla festa ha subito un accoltellamento (chiaro riferimento sarcastico alle puncicate, o meglio, agli accoltellamenti ad altri tifosi da parte di una frangia del tifo romanista). Ecco il testo integrale che annuncia il deferimento:

"Il Procuratore Federale ha deferito alla Commissione Disciplinare Nazionale: per violazione dell'art. 1, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva: · il Sig. Giulio MIGLIACCIO, calciatore attualmente tesserato con la Società Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A., per essere salito, il 14 luglio 2013, durante la "Festa della dea", organizzata dalla tifoseria bergamasca, a bordo di un carro armato che successivamente schiacciava due auto, una con i colori sociali della Roma ed una con i colori sociali del Brescia, società tradizionalmente rivali dell'Atalanta; per violazione dell'art. 4, comma 2, del Codice di Giustizia Sportiva: · la Società Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. a titolo di responsabilità oggettiva per il comportamento ascritto al proprio tesserato."

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